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nuova situazione familiare (1495808018546)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 604 volte

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le risposte dellesperto

triste89, 28

domanda

 

Buongiorno, vi scrivo in merito alla mia situazione attuale che mi preoccupa moltissimo. Sono fidanzata da 10 anni con un uomo meraviglioso, stiamo benissimo insieme e circa 2 anni fa abbiamo comprato casa prendendo un impegno enorme per i futuri 25 anni. Avevamo l'appoggio dei miei genitori e dei miei suoceri separati e siamo andati avanti. Abbiamo cominciato a fare delle rinunce ma con l'aiuto della mia famiglia siamo riusciti a finire la nostra casa e circa 3 mesi fa  abbiamo cominciato la convivenza.

Con la convivenza abbiamo confermato ancora di più il nostro rapporto se  non fosse per delle interferenze dovute alla condizione di mio suocero. In tutti questi anni un pò per la separazione da mia suocera e quindi per il fatto che lui vivesse lontano da casa l'ho visto pochissime volte in tanti anni. Sentivo parlare di lui o per soldi o per litigi che aveva con il mio fidanzato. Hanno cominciato a lavorare insieme quando il mio ragazzo aveva appena 20 anni, e man mano che passava il tempo mio suocero tendeva sempre di più a delegare problemi e lavoro per restare a casa a dormire fino alle 13:00. Dopo circa 3 anni, nonostante gli importanti ritorni economici, il mio fidanzato cominciò a sentire il peso delle 16 ore di lavoro e soprattutto dei continui litigi con il padre.

Spesso il padre marcava il fatto che se esisteva un lavoro era grazie e a lui. Se uscivamo in auto era perchè era stata acquistata grazie a lui senza gratificare mai il figlio. Così si prese la decisione di mettersi in proprio. Non è stata una separazione facile siccome il papà non accettava il fatto di rimanere da solo iniziando ad invidiare il figlio giorno per giorno man mano che aveva successo nel lavoro dicendogli "non vengo a vedere i tuoi negozi perchè altrimenti vado in gelosia" "è colpa tua se sto fallendo".

Non è mai venuto a vedere casa nostra. Il mio fidanzato spesso ha delle crisi d'ansia perchè il padre non ha più un centesimo, perchè ha paura possa rovinare la nostra stabilita se l'attuale compagna lo lascia, perchè in passato ha avuto problemi con la droga. Il padre lamenta di essere depresso e spesso va via di casa (io credo solo per attirare l'attenzione) lamentandosi che nessuno gli vuole bene, che ormai il figlio è un grande imprenditore, insomma sembra sempre che ci sia una gelosia continua nei confronti del figlio che in tutti questi anni l'ha sempre aiutato economicamente e gli è sempre stato vicino e come ricompensa ha ricevuto solo schiaffi, un padre assente (anche ai compleanni o nelle ricorrenze).

Io non so più come aiutarlo in questi periodi di ansia profonda siccome sono la prima a vivere male la situazione e soprattutto cosa consigliargli? possibile che un padre sia così egoista? MI scuso per le tante parole. Vi ringrazio in anticipo


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risposta

 

 

Cara triste89,

Il suo dettagliato racconto che descrive il legame che ha con il suo fidanzato e il difficile rapporto che quest’ultimo ha con il padre delinea un legame parentale che deve essere molto sofferto e altamente condizionante per il suo fidanzato. Una condizione nella quale i segni lasciati da un padre che presenta delle problematicità personali non risolte vengono proiettate nel rapporto con il figlio.

Il suo compagno, sebbene sia autonomo e gestisca una vita propria sia personale che professionale, risente evidentemente a livello emotivo delle modalità comportamentali distruttive del padre.

Sarebbe importante oggi  che il suo fidanzato valutasse l’ipotesi di un percorso psicologico finalizzato ad elaborare i propri contenuti e vissuti in relazione al rapporto con il padre. Tale percorso sarebbe funzionale a  maturare un necessario distacco mentale che gli consenta di trovare delle nuove modalità per gestire  il livello di ansia che gli procura questo legame parentale.

L’acquisizione di un punto di vista adulto nella valutazione delle proprie dinamiche familiari consente di vedere le cose sotto un’ottica diversa, di presa di consapevolezza (inquadrare il padre come uomo problematico) e di conseguente gestione del carico emotivo implicato, permettendo di “rimarginare le ferite” procurate dal passato e di indirizzarsi verso la ricerca di un proprio stato di serenità.

Le ricordo che la richiesta di aiuto deve sempre ovviamente provenire dalla persona diretta interessata che deve essere motivata in prima persona ad intraprendere un percorso di tipo psicologico.

Quello che può fare lei è consigliare al suo fidanzato l’utilità di intraprendere una terapia finalizzata a trovare una maggiore serenità nella sua dimensione attuale di giovane adulto, rielaborando le proprie dinamiche familiari e sviluppando consapevolezza delle  risorse personali e dei punti di forza di cui attualmente dispone. Può farlo rivolgendosi ai professionisti iscritti all’Albo della sua regione di appartenenza.

Cari auguri.

 

A cura della Dottoressa Arianna Grazzini

 

Pubblicato in data: 05/06/2017

 


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Tags: consulenza online gratuita separazione suoceri figlio triste

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