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Padre egoista (152386744999)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 1769 volte

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le risposte dellespertoLUNA89, 29

domanda

 

 

Buongiorno dottori, scrivo per una situazione familiare insostenibile ed un senso di colpa che mi sta consumando.

Da più di un anno convivo con un ragazzo splendido con il quale sono fidanzata da circa 10 anni. Sono arrivata nella sua particolare famiglia quando avevo 19 anni. Famiglia particolare dati i continui litigi dove spesso mi veniva chiesto chi avesse ragione e lo stesso succedeva con il mio fidanzato ed il fratellino che allora aveva appena 12 anni. Spesso il Sabato sera, quando uscivamo con gli amici, dovevamo tornare a casa dei miei suoceri perchè c'erano i carabinieri sotto casa date le continue liti familiari molto accese, così quando decisero di divorziare per me e per il mio ragazzo fu una liberazione.

Finalmente ci sarebbe stata un pò di serenità. Il mio fidanzato lavorava con il papà, prima come dipendente poi come socio, il papà però poco a poco cominciò a non scendere più a lavoro lamentando una volta un mal di testa, un'altra un mal di denti, insomma ogni tanto c'era un motivazione per non lavorare. Il mio ragazzo per circa tre anni, a 20 anni, si è trovato a gestire da solo un'attività, lavorava per due senza sosta 16 ore al giorno. I suoi capelli, a soli 21 anni, cominciarono a diventare bianchi, era sempre nervoso, violento e stanco così decise di dare un taglio e di lasciare l'attività del padre e di aprirsi un piccolo negozio dove fare una vita più tranquilla.

Non mancarono gli insulti del padre, che sosteneva e sostiene di essere abbandonato, ma lui stava troppo male per continuare quella vita. Il padre, sostenendo di star male, ma in fondo io penso avesse poca voglia di lavorare, poco a poco fece fallire la sua attività e da allora ha sempre incolpato il figlio di questo suo fallimento. Il mio fidanzato gli è sempre stato vicino, l'ha sempre spronato, vivendo nel continuo terrore che il padre potesse ricadere nel mondo della droga, dal quale il mio ragazzo e la mamma l'avevano tirato fuori, forse, con molto sacrificio.

Questo continuo accusare il mio ragazzo dei suoi fallimenti ha creato in lui un senso di colpa enorme, aggravato dal fatto che per aiutarci a comprare casa ci regalò un somma di denaro che lui aveva messo da parte, quando guadagnava bene, per noi. Da circa 4 anni però chiede continuamente soldi, cifre molto alte facendo leva sul fatto che non solo ci ha regalato soldi per la casa, ma soprattutto per il mestiere che ha insegnato al figlio. Non è mai presente ad un compleanno, non ci chiama mai per chiederci come stiamo, io in 10 anni di fidanzamento l'ho visto 10 volte contate.

Ogni volta che si avvicina al figlio poi poco dopo chiede soldi. Noi circa un mese fa ci siamo sposati in Municipio ed abbiamo fatto una festa, lui non ci ha portato neanche un fiore, non pretendevamo niente da lui conoscendo la sua situazione economica, ma un fiore. Al compleanno della compagna un mese prima le regalò 50 rose. Il mio ragazzo gli ha anche proposto di andare a lavorare con lui per uno stipendio da impiegato ma lui ha rifiutato sostenendo che per lui quelli erano pochi spicci mentre in passato lui aveva fatto il figlio suo socio.

Vi scrivo perchè la situazione ad oggi è insostenibile, questo continuo pretendere soldi ha portato a richiedere non solo un aiuto economico per tutte le spese ma anche a togliergli i debiti, che lui fa per la cattiva amministrazione dei soldi. ma noi non ne abbiamo la possibilità. Abbiamo un mutuo, un matrimonio da affrontare ed una casa da gestire. Gli abbiamo anche proposto un aiuto da uno specialista ma si è rifiutato.

Gli abbiamo pagato visite mediche, accertamenti perchè lui lamenta sempre malesseri ma non gli è bastato. Al primo rifiuto di un aiuto, siccome al mio ragazzo fu chiesto di pagargli assicurazione, garage e fitto di casa, mio suocero a cominciato a prendere a parolacce il figlio. Lo riempie di insulti, continua a dirgli che grazie a lui ha quello che ha, che deve riportargli tutto quello che gli ha regalato per comprare casa.

Come dobbiamo comportarci? come possiamo non sentirci in colpa? Io ho degli attacchi di ansia terribili e posso solo immaginare come si senta il mio futuro marito. Ho paura per la nostra famiglia futura. Come si fa ad insultare un figlio, a non essere orgogliosi dei suoi successi, a non importarsi se il figlio non ha le possibilità di aiutare, a non essere presenti e chiamare solo per soldi? ma noi come facciamo ad abbandonarlo? Sto davvero molto male e non so come uscirne... Come posso aiutare il mio ragazzo? Lui ha deciso di chiudere il rapporto. E' giusto? Io cosa devo consigliare?

 


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risposta

 

 

Cara Luna89,

mi sembra di capire che la situazione familiare di suo marito è alquanto invischiata, è una famiglia in cui è molto difficile avere ognuno la propria individualità, e anche lei è stata in parte inglobata in alcune dinamiche. Mi sembra anche che in queste dinamiche i legami economici e materiali vengano utilizzati per manipolare e influenzare i legami affettivi, e che questi ultimi a loro volta vengano sfruttati per ottenere qualcosa di materiale. Idealmente, il piano affettivo dovrebbe essere sempre libero e "pulito" dall'influenza del piano economico: non è quasi mai totalmente così, nemmeno nelle famiglie apparentemente ideali, ma nel vostro caso la commistione dei due aspetti sembra essere davvero eccessiva, e andrebbe allentata.

Purtroppo non posso dirvi se sia giusto o meno tagliare nettamente i ponti con loro, ma nemmeno lei può consigliare o indirizzare suo marito su questa decisione, che spetta solo a lui. Il primo passo per allentare i legami troppo stretti tra le persone è valorizzare il ruolo di ogni individuo, e se la famiglia di origine di suo marito non riesce a interrompere i propri automatismi, potreste iniziare a farlo voi.

La situazione è già caratterizzata da troppi sensi di colpa, di cui occorre liberarsi assumendo ognuno le proprie responsabilità, niente di meno e niente di più. Ognuno di noi è responsabile di ciò che fa e che dice, non di come gli altri interpretano questo. Per quanto riguarda le emozioni, inizialmente ci arrivano e basta, ma siamo responsabili di come utilizzamo e gestiamo queste emozioni.

La situazione, però, mi sembra presenti molti aspetti oltre alla possibilità di tagliare i ponti o meno con i suoi suoceri, e forse differenziarli ed esaminarli separatamente potrebbe aiutarvi a sentirvi meno sopraffatti e impauriti.

Ovviamente non conosco approfonditamente la situazione e non è mia intenzione fare indebite illazioni, ma tenete presente che la situazione ed il vostro possibile ruolo per migliorarla cambiano in modo significativo a seconda che alla base delle continue richieste di denaro di suo suocero ci sia oppure no una eventuale ricaduta nella tossicodipendenza, e un conseguente bisogno di ingenti somme per procurarsi le sostanze.

Lei mi dice che suo suocero fa leva soprattutto sul denaro donato per l'acquisto della casa allo scopo di tentare di ottenere qualcosa da voi: ripeto che non avendo una conoscenza approfondita della situazione nella sua complessità non sono nella posizione di consigliarvi cosa fare, ma potrebbe esserci la possibilità che ripagare quel "debito", ed unicamente quello, senza concedergli ulteriori prestiti o aiuti, contribuisca a consentirvi di togliervi dalla posizione in cui vi trovate.

Tanti altri elementi possono essere presi in considerazione e potrebbero fornirvi del supporto: qual è il ruolo di sua suocera in tutto questo? Suo suocero è o è mai stato in contatto con il Ser.T locale? E' in carico ai servizi sociali? In una parola: non è detto che siate soli.

Ciò che maggiormente va salvaguardato è un "tesoro" che non ha un valore economico o materiale: la relazione tra lei e suo marito.

In bocca al lupo.

 

Pubblicato il 02/05/2018

 

A cura della Dottoressa Elisabetta Ranghino

 


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Tags: consulenza online gratuita padre egoista

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