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possessività nella coppia (42459)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 258 volte

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Claudia, 31anni (28.8.2001)

La ringrazio anticipatamente per il servizio offerto. Sono una giovane donna in carriera e, a detta di molti, bella fisicamente, sensuale ed affascinante. Le prerogative che mi contraddistinguono sono la generosità, la profondità, l'essere solare e la voglia di giocare con la vita. Prerogative che purtroppo scompaiono quando mi innamoro. Non mi mancano assolutamente i corteggiatori ma vivo i primi mesi del rapporto con entusiasmo e giocosità cercando di non farmi coinvolgere perché ho il terrore di soffrire (sono molto sensibile).
Questo mio comportamento fa in modo che il mio partner assapori il gusto della difficile conquista e cerchi sempre di più di farmi innamorare e legare a lui. Nel momento in cui mi rendo conto di potermi fidare, elimino le mie barriere ed emerge una mia diversa personalità. Divento possessiva, gelosissima, controllo ogni parola e gesto del partner per essere sicura che con i fatti mantenga le dolci parole d'amore. Nel caso capiti che il mio partner senta il bisogno di passare del tempo con i suoi amici o dedicarsi ad un suo hobby mi sento defrauda delle sue attenzioni e pertanto non più importante. Il sentirmi importante diviene un'ossessione e qualsiasi dimostrazione mi venga fatta avrebbe potuto essere più profonda o più eclatante.
Divento gelosissima di qualsiasi donna e persino del passato del partner sino ad asfissiarlo. Talvolta cerco conferme del suo amore lasciandolo per vedere se torna da me. Ovviamente il partner che si sente così sotto pressione talvolta torna e talvolta accetta di buon grado la fine del rapporto. Quando perdo la persona amata cerco di fare introspezione e man mano ritrovo allegria e serenità, ripromettendomi di non commettere più gli stessi errori. Sono sempre stata così, vivo una grande insicurezza nel rapporto di coppia in contrasto con il sentirmi sicura ed accettata nella vita sociale.
Ho parlato in maniera impersonale di un partner perché purtroppo ho ripetuto questo mio comportamento con più di una persona anche se in questo momento mi sento particolarmente triste avendo lasciato da 11 giorni il mio compagno con tutta la dinamica sopradescritta. Temo che possano essere insicurezze che mi trascino dall'infanzia, vissuta a conquistare l'amore di due genitori troppo impegnati a lavorare per sopravvivere che non avevano tempo ed energia da dedicare a "stupide smancerie" nei miei confronti. Vorrei migliorare questo lato della mia personalità sia per riconquistare la persona amata sia per poter vivere una vita serena costruendomi una famiglia felice.
Può aiutarmi dandomi qualche consiglio?

Durante l'infanzia si strutturano i nuclei profondi della personalità e si delinea uno stile comportamentale, relativamente stabile, per ciò che riguarda la nostra relazione con il mondo. Secondo la teoria dell'attaccamento ogni individuo alla nascita possiede un repertorio di comportamento utile, anzi assolutamente indispensabile per la sopravvivenza, a stabilire rapporti affettivi stabili e duraturi con le persone che si occupano di lui. Durante la crescita, attraverso le relazioni interpersonali, tale predisposizione, a base biologica, permette lo sviluppo di comportamenti molto complessi e fra questi quelli di attaccamento. Molte recenti ricerche, che utilizzano la teoria dell'attaccamento per spiegare alcune dimensioni della relazione di coppia, dimostrano che lo stile di attaccamento appreso durante l'infanzia influenza la relazione stessa.
Ciò ovviamente non significa che certi comportamenti siano immodificabili, sebbene alcuni tratti risultino essere sufficientemente stabili, piuttosto la loro conoscenza ci permette di comprendere le motivazioni profonde che guidano le nostre scelte "adulte" e conseguentemente operare gli opportuni cambiamenti. La mancanza di "stupide smancerie" ha prodotto probabilmente una lacuna nello sviluppo della sua intelligenza emotiva, invece quella razionale, sviluppata al massimo delle potenzialità le ha permesso di raggiungere alti livelli nella carriera e nelle relazioni sociali. Ricordiamo però che le due intelligenze, emotiva e razionale, devono comunicare costantemente fra di loro, devono integrarsi e trovare un giusto punto di equilibrio.
Quando ciò non avviene o avviene in parte, il nostro senso di benessere psicofisico è intaccato e, a lungo andare, possono nascere sintomi di natura psicosomatica di difficile soluzione. Molte persone come lei, eccellenti nel lavoro, ma molto infelici nelle relazioni di coppia, ottengono buoni risultati con una psicoterapia ad indirizzo psicoanalitico dove l'analisi delle relazioni con le figure primarie di attaccamento ha un posto di rilievo.Questo tipo di trattamento non essendo, primariamente, centrato sull'eliminazione dei sintomi è adatto a soggetti con una buona forza dell'Io, un sufficiente sviluppo intellettivo, buone capacità verbali e introspettive, e fortemente motivati ad intraprendere un processo di crescita e sviluppo personale relativamente lungo (2-3-anni a frequenza settimanale o bisettimanale).

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