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problema solitudine (42462)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 291 volte

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Elena, 50anni (28.8.2001)

Sono vissuta in una famiglia sbilenca che mi ha sottovalutata, soffocata, castrata. Risultato: non ho mai avuto fiducia in me stessa, mi sono sempre ritenuta un ingombro per me e per gli altri, ho fatto scelte non scelte che mi hanno fatto vivere a disposizione della mia famiglia, come se incosciamente pensassi di non avere diritto ad una vita propria e a godere delle cose di cui tutti godono, a parte l'avere dentro di me un forte rimpianto fin da giovanissima, come se io stessa avessi deciso di non poter aspirare a ciò a cui tutti aspirano, cioè a cercare di ottenere ciò che desideriamo, e vergognandomi di me , in quanto al contempo sentivo di non essere normale. La situazione lavorativa risentiva naturalmente di questo mio atteggiamento.
Dopo la morte dei miei, a distanza di 2 anni l'una dall'altro, dopo aver curato per un anno, rinunciando al lavoro, mia madre come un'infermiera diplomata non sarebbe riuscita a fare, ho incominciato un pò per volta a prendere coscienza del mio stato, che mi ha portato ad un certo punto ad eliminare tutti, sia famigliari che quelle poche e perverse amicizie che avevo e con cui perpetravo gli schemi che avevo imparato in famiglia, gli unici conosciuti. Ho imparato a rendermi conto di tante cose e a capire che, anche se non ho più 20 anni, ho il diritto di ambire a ciò che posso ancora ottenere.
Ma è subentrata la paura di nuovi contatti che mi impediscono di buttarmi in mezzo agli altri e verificare se sono uscita realmente dai vecchi schemi. Cosa posso fare? Il bisogno di contatti, infatti, diventa sempre più pressante, tanto più che gli anni stanno passando velocemente.
Grazie, attendo risposta

Cara Elena, nella tua richiesta di aiuto c'è intensità e desiderio sincero di chiudere con un passato che ancora ti condiziona ma che hai visto ormai come un peso inutile che non ha senso trascinarti dietro. Il primo passo lo hai fatto, hai rotto i vecchi schemi, ma adesso devi crederci, andare fino in fondo, confrontarti con i tuoi sentimenti, con la tua capacità di dare spontaneamente, con tutto ciò che in qualche modo ti sei impedita di vivere, nascosta dietro un paravento di doveri e di necessità vere e presunte.
Non aspettare di sentirti forte e pronta per vivere, non verrà mai quel momento perché la vita non funziona così, devi saltare dentro e sentire che ci sei, che non solo hai il diritto di essere felice ma devi pretenderlo. Staccati dall'immagine che hai sempre avuto di te e della tua vita e sfrutta ogni istante per te stessa, trasforma la tua rabbia in forza, sentiti libera.
Ti auguro sinceramente di cominciare a vivere la tua vita da protagonista. In bocca al lupo.

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