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Problemi con la mia ragazza e con la gente in generale (1497643935797)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 977 volte

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le risposte dell'espertoSabrina, 16

domanda

 

 

Salve,

sono una ragazza di 16 anni, impegnata da quasi un anno e mezzo in una relazione totalizzante con una ragazza della mia stessa età e - devo ammettere - per la maggior parte del tempo, felice.

"Per la maggior parte del tempo" perché, specialmente nell'ultimo periodo, accuso dei periodi di profondo malessere e tristezza, derivanti dai rapporti che intercorrono tra me e la mia ragazza e, soprattutto, tra lei e le altre persone in generale.

So che mi ama tantissimo, ma a volte ho la sensazione che non mi dimostri abbastanza il suo amore: io sono romantica e per me lei è al primo posto in tutto; lei è altrettanto romantica, ma il suo stress dovuto allo studio e la necessità di frequentare altri amici, mi fa spesso sentire posta in secondo piano.

Anche perché io non capisco questa sua necessità: io sto bene da sola, ho bisogno solo di lei, parlo piacevolmente con la gente e so apparire anche piuttosto estroversa, senza però instaurare legami duraturi, quindi mi sembra quasi un "tradimento" la sua ammissione di aver bisogno anche di altre persone nella sua vita.

A questa situazione si aggiunge anche la distanza fisica: pur frequentando la stessa scuola, viviamo in due città diverse, quindi molto spesso capita che lei esca con i suoi amici ed io mi senta "abbandonata", nello stare a casa ad aspettare un suo messaggio.

Inoltre sono molto gelosa, non particolarmente dal punto di vista fisico (più che altro perché lei è una persona riservata e non le piace essere toccata da altra gente, né dispensa abbracci facilmente), ma soprattutto per quanto riguarda il tempo che lei "toglie" a me, per dedicarlo ad altri: anche se - lei lo ha sempre ammesso - non mi sono mai permessa di impedirle di fare nulla, indubbiamente le mie reazioni hanno portato moltissime volte a litigi.

Senza contare che, in questo gruppo con cui esce, composto da nostri compagni di classe, c'è una ragazza per cui lei si prese una cotta, ormai quasi due anni fa, ma io non ho ancora superato questa situazione, forse anche perché - allora - la mia attuale ragazza parlò di questa cotta proprio con me.

Mi dà fastidio l'eccessivo contatto fisico che cerca questa persona con tutti (abbracci, carezze dati a tutti) e mi dà fastidio che la mia ragazza continui a non voler troncare definitivamente i rapporti con lei, nonostante l'altra ragazza abbia infranto più volte la sua fiducia, e parli male di lei in continuazione: credo lo faccia, non intenzionalmente, per una sorta di "sfida" nei miei confronti, per cercare di lenire il mio orgoglio, ma - nonostante io sarei felice anche dal punto di vista della gelosia - sono sinceramente preoccupata per lei.

Tutte queste circostanze hanno portato, in due sere in cui si sono concentrate tutte, all'autolesionismo: mi sono tagliata due volte, perché la tristezza, la rabbia e la delusione erano diventati insostenibili, e perché speravo che io mi sarei "distratta" dal dolore interiore a causa del dolore fisico e che la mia ragazza si sarebbe sentita un po' più in colpa, e pronta ad accogliere il mio grido di aiuto.

Le cose non sono andate però in questo modo, ed anzi, la seconda volta la mia ragazza mi ha intimato di recarmi da uno psicologo, perché non poteva sopportare il peso del pericolo che io potessi reagire facendomi del male ad una sua qualsiasi azione. Non posso permettermi uno psicologo (né tantomeno posso parlarne ai miei genitori, perché identificherebbero la causa del mio malessere nella mia ragazza e non mi permetterebbero di vederla, che sarebbe davvero la fine per me), ma spero almeno che Lei possa darmi un consiglio, qualsiasi cosa che possa aiutarmi.

Nel frattempo io e la mia ragazza abbiamo trovato qualche compromesso: lei mi scriverà spesso quando uscirà senza di me, ed io cercherò di pensare alla sua felicità più che al mio malessere; nonostante ciò, tuttavia, lei teme che questo periodo di tranquillità possa essere solo momentaneo, ed entrambe speriamo comunque che non ci sia più un "malessere" per me, in generale. So che abbiamo modi diversi di amarci, ma vorrei tanto che questo fosse solo una normale sfaccettatura della nostra relazione, e non un problema.

In fede,

Sabrina

 


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risposta

 

 

Salve Sabrina,

leggendo la sua richiesta di aiuto sembra evidente una problematica di relazione tra Lei e la sua ragazza.

Innanzitutto è da sottolineare che con il termine "mia ragazza" in qualche modo Lei definisce questa relazione, cioè una sorta di proprietà, un qualcosa su cui si ha il totale controllo. Molto spesso invece questa possibilità di controllo è fittizia e non reale, determinata più da una personale esigenza che può derivare da un apprendimento dalle relazioni familiari finora sperimentate.

La possibilità reale di controllare "tutto" non è realmente applicabile, non solo nelle relazioni affettive come nel suo caso, ma è un'utopia che blocca la persona e la rende schiava, procurandone sofferenza, degli eventi e delle libertà altrui.

Alla base di una relazione affettiva dunque è indispensabile la fiducia nel partner, cioè quella sicurezza che permette di pensare che nonostante non si possa controllare tutto, tutto andrà bene lo stesso.

Spesso le persone, pur mantenendo un valido legame affettivo, si trovano in situazioni che possono generare dei bisogni di volta in volta diversi. Un po' come nella storia che Lei mi racconta, in cui la sua ragazza sente il desiderio di condividere del tempo anche con altre persone e Lei invece sente il desiderio di una simbioticità assoluta con lei.

Sono semplicemente periodi in cui ognuno ha necessità o desiderio di rappresentarsi o come una coppia o come un individuo all'interno di un gruppo eterogeneo. Fermo restando il come ognuno si vuole in quel periodo rappresentare, la relazione affettiva può comunque esistere ed essere allo stesso tempo soddisfacente e non fonte di malessere.

Chiarire di volta in volta, con il partner, quelle che sono le esigenze di ognuno, rasserena ed al contempo rinforza la relazione. Per chiarimento si intende quella capacità di esprimere le proprie emozioni ed i propri stati d'animo più che le proprie ragioni ed allo stesso tempo cercare insieme una mediazione tra i bisogni di uno ed i bisogni dell'altro.

In qualche modo mi pare che questa operazione è qualcosa che è già stata affrontata e che nel tempo potrà portare i suoi frutti. E' vero anche che questo processo non è qualcosa di assoluto, cioè qualcosa che una volta finito così rimane, non si cristallizza. E' qualcosa che va continuamente rimaneggiato per trovare di volta in volta un nuovo equilibrio più funzionale alla coppia ed all'individuo che la costituisce.

Risulta importante dunque una alfabetizzazione emotiva, cioè un percorso che possa facilitare l'espressione delle proprie emozioni tramite la parola, piuttosto che una manifestazione comportamentale volta al diniego di tali emozioni. Più precisamente, saper esprimere propriamente ciò che si sta vivendo in quel determinato momento, anche scrivendolo su un diario, una lettera o tramite mail, è una modalità per accettare e prendere coscienza dello stato delle cose.

Agire ad esempio dei tagli, è un comportamento che tacita le emozioni, le nega e le sostituisce con un altro dolore (fisico) che però non è la fonte principale del malessere. Tagliare è sinonimo di distruggere, scrivere/esprimersi è sinonimo di costruire.

Inoltre, a livello familiare è come se Lei non potesse permettersi una relazione reale con i suoi genitori, ai quali non è possibile più (contrariamente a quanto succedeva nell'infanzia) chiedere aiuto. Questa è una dimensione tipicamente adolescenziale in cui pur di affermare la propria identità separata e distinta dalla famiglia di origine, non si riconosce la validità che questa può riuscire a dare.

L'aiuto di tutta la famiglia, o comunque la chiarezza con la propria famiglia, o anche solo il sostegno emotivo che si può ottenere dalla famiglia, può far sì che ad esempio lei, in assenza della sua ragazza, si senta sola.

Ulteriori considerazioni in questa sede sarebbero imprecise a causa dei pochi dati su cui poter lavorare.

Rimanendo a disposizione Le porgo cordiali saluti.

A cura del Dottor Vito Leone

Pubblicato in data: 20/06/2017

 

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Tags: consulenza online gratuita problemi di coppia malessere gelosia autolesionismo ragazza

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