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Rapporto padre/figlia (42235)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 354 volte

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Claudia, 32anni (22.8.2001)

Gentilissimi Dottori, è da circa 1 anno e 1/2 che faccio fatica ad affrontare la vita. Da due anni sono fidanzata con Flavio (33)che mi vuole molto bene, nonostante le difficoltà che stiamo attraversando: penso in maniera ossessiva a mio Padre notte e giorno, come lui pensa a me.Sono cresciuta così.Egli(60)è un militare in pensione da 4 anni,ed ha sempre sofferto di esaurimento mai curato,perchè non accetta di curarsi.Ha fatto 1000 cose nella vita,ciò che gli permetteva di trarre soddisfazione e di sfogarsi.

Proviene da una famiglia lucana di contadini, andato via di casa x arruolarsi, si è sposato a 27 anni con mia madre, io sono nata dopo un anno e mezzo.Ricordo i loro litigi accompagnati da gesti violenti,mio padre piangeva dalla rabbia, mia madre piangeva ,io piangevo dalla paura;ricordo gli schiaffoni che mi sono presa in tutta la mia vita,specialmente quando non volevo mangiare;ricordo che dalla nascita di mio fratello, io ero colpevole di tutto,perchè ero la più grande.Eppure,nutro x lui amore/tenerezza e timore insieme per il suo sguardo truce/triste/malinconico.

Mi sono laureata in Lingue straniere anche x dargli la soddisfazione di avere una figlia laureata.Ho avuto 2 fidanzamenti falliti;sceglievo sempre ragazzi dal carattere difficile, e non riuscivo + a lòasciarli.Anzi,dopo circa 1 anno da quando mi ci mettevo insieme,sentivo talmente l'influenza delle aspettative esplicite di mio Padre che,vedendo che il mio ragazzo non condivideva il desiderio di sposarsi,diventavo perennemente triste,cupa, piangevo tutti i giorni e il mio unore allegro e spensierato era un vago ricordo.Ora vivo lo stesso problema con Flavio,ma questa volta lui ha un bel carattere, è paziente,solo..desidera convivere,ha paura di sposarsi e lo capisco:devo prima tornare a stare bene con me stessa,"separarmi"da mio padre e tornare serena.Mio padre gli ha anche parlato 1 anno fa quando ha scoperto che andiamo a letto insieme - x lui è stato un trauma - chiedendogli se aveva intenzioni serie.

Lui gli ha risposto di sì.Ma i mesi sono passati e mio padre ha visto che non ci sposiamo..ed ora siamo arrivati entrambi - io e mio poadre - a problemi psicologici seri.Sento come se mio padre si fosse impossessato della mia mente.Mi ha sempre colpevolizzato de suo stato, dovuto, dice, a tutte le preoccupazioni che gli do.Lui non vive bene, non gode la vita, perchè pensa sempre ai figli -mio fratello (26)soffre di nevrosi ossessive da quando era piccolo -Il fatto che io non mi sposi x mio padre è un dramma,un cancro che lo mangia;ora vuole che lasci Flavio,dice che non mi vuole bene altrimenti mi sposerebbe.Da 5 mesi vivo da sola,pensando di poter ritrovare la serenità,invece penso a mio padre sempre+spesso.Non sono effettivamente in grado di sposarmi,vorrei provare a convivere,ma x me significa fare un grosso affronto alla salute mentale già precaria di mio padre,significa dargli il colpo di grazia,anche se capisco che devo vivere la mia vita.

Non vivo bene,ho fatto finora 4 sedute psicanalitiche che non mi giovano x adesso, poichè vorrei un vero e proprio dialogo con uno psicologo, vorrei che qualcuno mi dicesse cosa è giusto fare,se è giunto il momento di pensare solo a me stessa e lasciare "cuocere" mio padre nel suo brodo, e se sì come faccio?Rischio che non mi parli +(già ora non mi parla quasi, non mi sorride da non so quanto tempo);non sopporto l'idea che lui continui a vivere male..e se ci penso,è angosciante che un uomo abbia vissuto una vita intera nelle preoccupazioni "stupide", eppure lui non dorme di notte da almeno 15 anni,pensa,pensa..è malato, io gliel'ho detto di curarsi, ma non ammette di dover spendere soldi x queste cose..mia madre è il tipo che tace x il quieto vivere.Grazie di cuore x avermi ascoltato,davvero.

Cara Claudia,

Non ci sono dubbi, Lei stessa lo dice: "devo separarmi da mio padre!"Sarà indubbiamente un lavoro lungo e 4 sedute rappresentano solo il tempo appena necessario per depositare il proprio romanzo di vita.Il lavoro analitico è duro ed impegnativo e sono ben 32 anni che Lei si porta dietro questo problema!Si tratta di una vicenda edipica fortemente invischiata, con marcate problematiche di individuazione e separazione, da un genitore che appare fra l'altro unico, Sua madre infatti sembra inesistente.C'e molto bisogno dentro di Lei di integrare e coniugare la Sua coppia genitoriale, prima ancora di coniugare Sè stessa!

Buon lavoro!

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