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Abusi sessuali (146819)

on . Postato in Sessualità | Letto 11 volte


Marco, 27

Gentili dottori,
all'età di otto anni ho subito abusi da parte di un adolescente quindicenne mio vicino di casa. C'è voluto parecchio tempo per ammettere ed accettare che il fatto mi ha creato dei problemi, nonostante credo di potermi definire una persona con una vita sociale e relazionale normale. Quale consiglio potete darmi, quali sintomi che apparentemente non sono collegati potrebbero essere invece causati dall'abuso, è possibile superarlo definitivamente? Vi ringrazio anticipatamente. Marco

Buongiorno Marco,
ci deve essere voluto molto coraggio per raccontare questa sua vicenda, assai dura, profonda. Capita spesso, per una serie di inibizioni, tabù sociali, ecc., che per gli uomini sia ancora più difficile raccontare delle violenze subite e come tale affrontarle. Quindi, intanto è importante che lei abbia avuto il coraggio e la forza di dirlo. Insieme all'evento, a quanto è successo, devono esserci molte emozioni, dubbi, fantasie, sepolti in lei. Penso in particolare alla rabbia, alla frustrazione, all'impotenza estrema, al senso di colpa, ai dubbi sulla sua ipotetica responsabilità, a ciò che ha sentito nell'emotività ma anche nel corpo, alle angosce, alle mille paure, forse anche alle minacce, ecc. Tutto questo e altro, sepolto per anni dentro, può creare molti disturbi, molte sofferenze, emotive, somatiche, relazionali. Ciò che viene fuori, dipende dalla persona, da come sono andate esattamente le cose, dalla ripetitività del trauma, dal fatto che sia stato raccontato prima o meno, dalle reazioni dei familiari, comprese le assenze di reazioni, ecc. Un altro elemento fondamentale infatti, consiste proprio nella reazione della famiglia. Lei lo ha raccontato all'ora? E se sì, come hanno reagito? Se no, perché e perché non se ne sono accorti, dove'erano? Un abuso, una violenza, lascia sempre dei segni, i bambini esprimono col comportamento, col disagio emotivo, con il corpo, con la loro sofferenza, con la prestazione, ciò che gli sta capitando e credo che lei debba aver urlato in qualche modo, quanto le è successo. E' importante che la famiglia veda, comprenda, protegga, che il bambino si senta al sicuro, non giudicato, sorretto emotivamente e accompagnato nell'elaborazione dell'evento. Se tutto ciò non è avvenuto Marco, sicuramente la violenza ha lasciato traccia profonda dentro di lei e tutt'oggi si esprime in qualche modo. I possibili disagi o sintomi possono essere vari, dai disturbi della sfera sessuale (eiaculazione precoce, impotenza, scarso desiderio, eccessiva ansia prestazionale), a disturbi del sonno, digestivi, varie somatizzazioni più o meno evidenti (psoriasi, acne persistente, sistema immunitario debole, tendenza ad ammalarsi facilmente, emicranie persistenti, ecc.), tendenza ai pensieri intrusivi, a comportamenti ripetitivi e ritualistici, incertezza e paura nelle proprie azioni, ansia sociale, fobie varie, disturbi dell'alimentazione, senso di incapacità, senso di indegnità, ecc. Potrei andare molto avanti, lei non ci fornisce sufficienti dettagli per fornirle un quadro chiaro, ma se lei ci formula questa domanda, mi fa pensare che lei soffre qualche disagio, ma non è sicuro di averne diritto e soprattutto non è sicuro che sia legato a quanto le è successo! Bhe, quel bambino di otto anni, ha subito un sopruso, una violenza e una violazione, che non ha potuto contrastare e chissà quante altre, certo che lei soffre e che ha tutto diritto a soffrire e ad essere arrabbiato e a chiedere chiarezza, riscatto di sé stesso. Lei Marco, ha anche diritto a chiedere quella tranquillità che non ha avuto, ha diritto a riprendersi la propria vita in mano. Ripeto, il fatto che lei abbia deciso di dire quanto le è capitato è molto importante ed è il primo grande passo, penso che adesso deve compierlo di persona, deve chiedere una consulenza di persona per vedere più da vicino come si sente oggi e quali possibili disturbi l'attanagliano. Il fatto che lei abbia una vita sociale "normale" non è un criterio sufficiente, non ci dice se ci sono sofferenze e se manca comunque qualcosa. Per avere un quadro più chiaro, è importante andare a vedere più da vicino il suo mondo. Può anche essere che mettere ogni pezzo al suo posto, sia più che sufficiente per lei sue esigenze emotive. Adesso sembra proprio essere arrivato il momento! Ha diritto a star bene ed è possibile col lavoro e col tempo, elaborare quanto le è capitato. Non lo cancellerà mai, ma diventerà un evento sempre meno influente e significativo della sua vita. In bocca al lupo,

(Risponde la Dott.ssa Costantini Sabrina)

Pubblicato in data 30/04/2012

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