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Matteo, 26 anni, 11/11/2002

Spett.le dott.re/ssa mi chiamo matteo ed ho 26 anni.da 7mesi frequento una ragazza di 32ann i della quale mi sono innamorato e con la quale ho deciso di convivere. sin dall'iizio dei ns rapporti sessuali mi accorsi che viveva l'approc cio fisico in maniera differente rispetto alle mie precedenti compagne. pur avendo piacere a stare con me,pur cercandomi e non avendo difficolta' a raggiungere il proprio piacere,risultava essere particolarmente tesa in alcune occasioni,non disposta a provare determinate posizioni oppure pronta ad irrigidirsi nel momento in cui assumevo un determinato attegiamento, come per esempio quello di bloccar le i polsi oppure stare in una posizione che non permettesse a lei di ve dermi il viso. Pur parlandone quasi immediatamente,cercando di spiegarle che ogni att eggiamento intimo che sperimentavo con lei,altro non era che un diverso gesto affettivo nei suoi confronti, un gioco tra due innamorati,nel qual e lei innanzitutto doveva divertirsi e provare piacere,stimolando lei st essa a chiedermi quali attenzioni le sarebbe piaciuto ricevere da me la situazione non migliorava particolarmente. Solo un mese dopo,in occasione di un mio tentativo di approccio,a causa del quale lei si era immediatamente irrigidita,scoppiando in lacrime m i confido' che la sua mancanza di naturalezza e tutti i suoi blocchi era no dovuti ad una violenza che aveva subito all'eta'di 19 anni da una ami co di suo fratello; violenza di cui non aveva mai parlato con nessuno fino a 5anni raccontandolo proprio a suo fratello.E che qdo compivo determinati moviventi le ricordavo qu elli subiti durante la violenza. abbiamo parlato qualche volta dell'accaduto ed ogni volta superandolo con lunghe crisi di pianto e di tristezza. Grazie al tempo ed alla fiducia reciproca acquisita la sua spontaneita ' a vivere la propria sessualita' e'notevolmente migliorata,al punto di richiedermi quei gesti che le avrebbero permesso di raggiungere l'orgasmo Nonostante questo,la frequenza con la quale cerca il prorio piacere e prende l'iniziativa e'ancora relativamente bassa,se riferita alle volte in cui segue i miei ritmi e ne trae comunque soddisfazione,pur assicuran domi che prova verso di me un forte desiderio ma senza riuscire ad agirl o e a volerlo spontaneamente. come possiamo risolvereq.to problema,per il momento almeno tra di noi? ed e' un problema? oppure anche senza la sua esperienza passata sarebbe stata comunque per altri motivi (educazione,disposizione emotiva) comunque contenuta nei confronti della propria sessualita'??? Devo essere ancora piu' paziente,? fornirle piu' sicurezze? E' un ercorso che possiamo intraprendere insieme oppure non puo'riuscirci se non da sola,o grazie all'aiuto di uno specialista? Sono innamorato di lei,e vorrei che lei lo fosse di me senza avere paura di qualsiasi cosa si decida di fare insieme.Anche perche'a volte io stesso evito qualsiasi approccio o lo faccio in maniera mediat a e non spontanea per paura che possa innescare in lei delle ulteriori resistenze. vi prego di rispondere al mio quesito,appena il tempo ve lo permetta. vi porgo cordiali saluti,augurandovi buon lavoro. matteo

Credo proprio che sia necessario avere pazienza. Il fatto che è accaduto alla tua partner è senza dubbio un evento doloroso e le violenze richiedono tempo: è una ferita, purtroppo, ancora aperta e richiederà molto ascolto e attenzione da parte tua per potersi concludere. Gradualmente la fiducia rifiorirà e tutto sarà più facile e senza quelle tensioni che adesso emergono nei momenti di intimità. Più che lo specialista, occorre aiutarla a parlare di sé e di quello che le è accaduto, fino a quando riuscirà a dimenticare tutto. Ricordati che il tuo atteggiamento di comprensione può fare molto per aiutarla a vincere le paure.

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