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Accettazione, diversità sessuale (13074)

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on . Postato in Sessualità | Letto 33 volte

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Chiara , 25 anni

Ho 25 anni e da qualche mese ho una relazione con una donna di 38. Siamo entrambe alla prima esperienza di questo tipo ma forse io ne sto soffrendo più di lei. Fino a ieri la mia vita era "perfetta" un fidanzato, che ho praticamente lasciato, un lavoro,una laurea, una famiglia che mi adora. Oggi mi sento in crisi, anche se nessuno sa nulla di noi, non riesco a vivere con tranquillità le mie emozioni. La amo e lei sa come rendermi felice ma mi sento tormentata dai dubbi. Quando lei non c'è mi manca terribilmente ma da qualche settimana quando stiamo insieme non faccio che ripetermi "non sono davvero
innamorata di lei", "la nostra storia non ha futuro" e anche a letto non riesco ad abbandonarmi completamente, se dormiamo insieme mi sveglio nella notte e mi viene l'ansia. Il problema è che non riesco a capire se quella che vivo è davvero una crisi legata a lei, al nostro rapporto, forse "un fuoco di paglia", la voglia di trasgredire per provare nuove emozioni o se è il frutto
di una mia non accettazione dell'essere "diversa". Con lei c'è complicita intensa, sincerita reciproca, e una confidenza e un'intimita, non solo fisica, che non ho mai provato con altri. Credo di essere stata realmente innamorata di
uomini in passato ma mi era capitato di avere delle fantasie al femminile e nell'ultimo ho sofferto anche di una forma di vaginismo che mi impediva di avere rapporti completi con il mio ragazzo, non so se questi elementi possono essere indicativi ma non so piu cosa pensare e sto pensando seriamente di rivolgermi ad un terapeuta. Cosa mi consiglia?

Cara Chiara, sicuramente in questo momento delicato della sua vita, in cui sta mettendo tutto in gioco è necessario avere un supporto terapeutico. E' normale provare ansia, angoscia e stupore per tutto quanto lei sta sperimentando di nuovo. Sono sensazioni ed emozioni nuove non conosciute e probabilmente vanno completamente fuori a quelli che erano i suoi canoni di "tranquillità" e "normalità". Dopo venticinque anni di vita sta scoprendo una nuova parte di se che fino a poco fa non conosceva. In questo momento lei deve seguire solo le sue emozioni, la ragione ora come ora la porterebbe fuori strada. Se tende a razionalizzare, a spiegarsi il perchè e il per come sicuramente non troverà una risposta nè se ne farà una ragione.
Se dice di aver trovato la vera parte di sè e di sentirsi bene quando può mostrarla a se stessa, il mio pensiero è di vivere
questa nuova parte di sè tranquillamente. Come le ripeto una terapia in questo momento è molto importante. Di cuore

( risponde la dott.ssa Anna Maria Casale )

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