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Ansia da prestazione maschile e femminile (138901)

on . Postato in Sessualità | Letto 8 volte


Sara 28

Salve, sono una ragazza che vive da sola, con una situazione familiare non soddisfacente, in cerca di lavoro dopo la laurea, con relazioni sociali estranee al nucleo familiare che sono, invece, abbastanza appaganti. Vi scrivo perchè sia io che il mio ragazzo, mio coetaneo, soffriamo di ansia da prestazione sessuale: lo scorso anno lui entrava in ansia per paura di perdere l'erezione, ed io per paura di fare qualcosa di sbagliato che potesse metterlo a disagio e fargli perdere l'erezione. Oggi entrambi diventiamo ansiosi per paura che si manifesti l'ansia. Cioè non più la questione dell'erezione, ma la "paura dell'ansia", genera ancora più ansia. Lui oggi perde l'erezione molto di rado, ma spesso evitiamo i rapporti, oppure li abbiamo veloci e sbrigativi, oppure li interrompiamo per non sostenere a lungo lo stato d'animo negativo che li accompagna, e che non riusciamo ad eliminare. Da quello che ho capito parlando con lui, la sua precedente vita sessuale non è mai andata molto meglio di così (lui oggi si ritiene soddisfatto e si riteneva tale anche lo scorso anno, quando perdeva l'erezione ad ogni rapporto, in confronto con esperienze precedenti!), mentre io sono stata in genere molto lontana da ansie varie e generalmente molto soddisfatta con altri partner. Lui non vuole andare in terapia, nè da solo nè con me, e visto che suppongo che la mia ansia sia soltanto reattiva, non credo sia utile andare io da sola. Potreste aiutarmi?
Grazie,Sara.

Gentile Sara, la sessualità all’interno di una coppia ha molteplici significati. E’ espressione della qualità della comunicazione all’interno di quella coppia, ma è anche e soprattutto un atto di generosità in cui ognuno si “dona” all’altro; ma per farlo occorre possedere un profondo rispetto, e amore prima di tutto per sé stessi. In questo senso la sessualità è in primis individuale, proprio perché è uno dei fondamentali rapporti che abbiamo con noi stessi, con il nostro corpo,  con la nostra mente e con il nostro cuore. Va da sé che la sessualità non riguarda solamente la sfera fisica (l’atto in sé), ma implica una dimensione relazionale ed emotiva. Ciascuno di noi dovrebbe sapersi ascoltare e accogliere le proprie sensazioni, emozioni, i propri disagi e le proprie paure cercando di darvi un significato. L’atto sessuale, per essere appagante e costruttivo per la coppia necessita di molteplici passaggi, durante il rapporto sessuale infatti, le fasi importanti sono almeno tre: 1.la fase del desiderio: esso è strettamente correlato al modo in cui noi ci sentiamo con noi stessi e alla qualità della relazione che abbiamo con il nostro partner; 2. la fase dell’eccitamento: a seguito del desiderio entrambi i partner mettono in atto comportamenti che hanno lo scopo di avvicinarli reciprocamente: baci e carezze. Sono queste stimolazioni che provocando modificazioni corporee significative (respirazione, aumento del battito cardiaco, erezione del pene e lubrificazione della vagina) conducono al rapporto genitale. Queste reazioni pur non essendo sotto il controllo volontario, possono essere ostacolate nel momento in cui insorgono emozioni negative, tra cui per esempio l’ansia; 3. la fase dell’orgasmo: esso è percepito come “un’ondata di piacere” che dalle zone genitali si diffonde in tutto il corpo. L’orgasmo non è  controllabile. Il cervello dunque è il primo “organo sessuale” ed incide moltissimo sulla piacevolezza o meno dei rapporti sessuali. Riguardo al suo problema specifico, posso ipotizzare che l’ansia che dice di avvertire  prima, e/o durante i rapporti sessuali, potrebbe avere più significati: si può  supporre che esista un problema di intimità e di fiducia con il suo partner, oppure che entrambi avete bisogno di confrontarvi maggiormente sui vostri reciproci desideri, avendo quindi il “coraggio” di parlare delle vostre paure, dei vostri dubbi in modo da raggiungere una maggiore tranquillità e dandovi, infine la possibilità di aiutarvi reciprocamente a trovare una maggiore serenità. Infine, può esservi utile confrontarvi anche sul vostro desiderio di genitorialità e valutare insieme se il metodo contraccettivo scelto risponde correttamente ai vostri bisogni. L’ansia è una risposta fisiologica innata del nostro organismo che si attiva nel momento in cui si avverte un pericolo, in questo senso non è sempre corretto eliminarla, ma vale la pena di ascoltarla per capire che cosa ci vuole comunicare: “qual è il pericolo che avvertiamo?”. La situazione che lei descrive richiama nello specifico l’ansia di secondo ordine che insorge nel momento in cui il timore di provare ansia provoca l’ansia stessa. Essa nasce quindi da una distorsione del pensiero e più  precisamente dall’anticipazione negativa rispetto al rapporto sessuale. Essa il più delle volte conduce all’evitamento: “preferisco non avere rapporti sessuali per non provare più ansia.” Se il suo compagno non sente la necessità in questo momento di affrontare un percorso terapeutico, non può certo forzarlo, però nulla vieta a lei di approfondire le sue paure e la sua ansia. Forse anche in lei c’è una ferita,  e capire meglio da dove arriva la sua ansia potrebbe aiutarla a capirsi di più, e a porre al suo compagno le domande giuste.

(Risponde la Dott.ssa Voi Giovanna)

Pubblicato in data 16/10/09
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