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Ansia nel rapposto sessuale (146310)

on . Postato in Sessualità | Letto 8 volte

Marco 22

Buongiorno, è oramai da un anno che ho disturbi erettivi durante il rapporto sessuale con alcune ragazze, mentre con altre tutto sembra essere regolare. In particolare, al momento della penetrazione il mio pene perde di erezione e io sento una sensazione di calore e mi ritrovo con la fronte sudata. Pochi istanti prima della penetrazione, con il pene ancora rigido provo una sensazione di foga nel dovermi affrettare a penetrare, come se, penetrare, fosse una cosa difficile che richiede fatica. Ho provato con il training autogeno e devo dire che la situazione un pò è migliorata, però credo che inconsciamente io abbia una convinzione sbagliata che mi porta a perdere erezione. Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

 Caro Marco, vediamo cosa possiamo capire da quanto ci racconti. Intanto, mi sembra che tu abbia già chiaro che è un problema psicologico e non fisiologico, questo è già un ottimo passo avanti e potrebbe essere vissuto come rassicurante ma angosciante nello stesso tempo. Si sa che non c’è causa organica, per cui si è fuori da certi tipi di problematiche, nello stesso tempo le problematiche psicologiche sono più impalpabili e indefinibili, per cui spesso fanno ancora più paura. In realtà, le problematiche psicologiche ridanno potere alla persona in questione, per cui riportano a sé e alla propria centralità. Tu parli di convinzione sbagliata. Sicuramente ci sono dei pensieri e delle convinzioni distorte, che ti fanno vivere certe azioni e certi momenti, come l’erezione, come un operazione difficile e faticosa, per cui ci si deve affrettare a portarla avanti. La sensazione di calore e sudore, probabilmente ci segnala uno stato d’ansia, innescato appunto dalla fretta, dall’idea di doversi muovere, di dover verificare subito che l’obiettivo è stato raggiunto, che il dovere è stato assolto. In questo modo, ciò che dovrebbe essere vissuto come piacevole, come strumento di incontro con l’altro, diventa fonte di ansia e di stress. Una prova, una prestazione! Questo mi fa pensare che anche altre forme di relazione e di confronto con gli altri, debbano essere fonte di preoccupazione e stress. Perché? Cosa ti chiedi, nei confronti degli altri? Quello che mi domando, è perché con alcune ragazze si presenta questo problema e con altre no. Cosa possiedono di diverso queste ragazze? Quali elementi, rendono ansiogeno il rapporto con certe ragazze? Perché il giudizio si attiva in modo più persistente? Ti ricordano forse, qualcun altro? Queste domande, come altre, sono importanti per cominciare a veder chiaro nella situazione, per scremare fra le varie possibilità. Da quanto ci racconti, mi sembra che da una parte il problema è tuo e lo è non solo con la sessualità ma con le relazioni in genere, dove probabilmente metti in primo piano la prestazione (sessuale, relazionale, intellettiva, comportamentale, ecc.) a discapito di altri elementi più emotivi e piacevoli e ciò crea molta ansia. Dall’altra, si evidenzia che con alcune persone il problema si accentua in modo particolare, come se richiamassero qualcosa di sé, di ancestrale e nascosto. E poi, cos’è successo un anno fa, che ha creato questo divario di condotta fra te e questi due tipi di ragazze? C’è qualcosa che ti ha turbato in particolare, un cambiamento di vita, un passaggio evolutivo, che possono aver esacerbato quest’ansia da prestazione? Con alcune persone ti comporti come adulto, adeguato alla situazione, con altre ti comporti come un bambino spaventato delle aspettative, di fronte alla cui pressione, ti ritrai, esattamente come il tuo pene. Forse, oltre che di convinzioni erronee si tratta anche di emozioni, di un modo di vedere e vivere sé stesso e gli altri, di un modo in cui è stato cresciuto, delle aspettative che la tua famiglia aveva su di te, che ha influito sulle tue relazioni. Insomma, questa condotta non può essere trattata come qualcosa di singolo e di isolato da tutto il resto, ma va letta nel suo contesto più ampio. E’ per questo che gli esercizi di training autogeno non sono stati sufficienti, perché si rivolgono all’aspetto più esterno, al comportamento, senza modificare il mondo interno, con le sue emozioni, riflessioni, fantasie, relazioni, ecc. Scava più a fondo, dentro di te, vedrai che emergeranno degli spunti importanti per comprendere. E poi ricorda che la sessualità non deve essere qualcosa di difficile, faticoso, un test, bensì un’occasione di incontro con l’altra persona e con sé stessi, un’integrazione con ogni parte di sé, un momento di piacere e soddisfazione. Per cui, già l’idea della fatica e della difficoltà, lo snaturano del suo effettivo significato. Torna al centro di te! Vivi quest’esperienza con leggerezza e naturalezza.

(Risponde la Dott.ssa Sabrina Costantini)

Pubblicato in data 21/01/2011
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