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Confusione sessuale (108033)

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Luca 26

Salve, non so nemmeno io come descrivere il mio problema. Quando avevo circa 12 anni, ho scoperto di avere la scoliosi lombo sacrale e quindi, per non peggiorare ho dovuto mettere il busto. Per 4 anni mi sono sentito estraniato dal mondo, vedevo nello sguardo e sentivo nelle parole delle persone che provavano pena per me. I compagni di scuola mi trattavano male (battuttine stupide ma pesanti). Poi il fatto di non potermi muovere, la vergogna di mostrarmi in pubblico, influirono molto nel mio carattere già timido di per sè. Una delle cose che mi mancava era un amico sincero. Ricordo che passavo le mie giornate tra scuola e casa. Un vicino di casa mi invitava a uscire con lui, ma io non accettavo, perchè non mi sembrava il caso. Ora so che sbagliavo. In poche parole sono rimasto solo. Mi è mancato anche il fatto di poter frequentare ragazze. La mia situazione e il mio carattere chiuso me lo impedivano. Trovavo più semplice un rapporto tra uomini. Inizialmente si trattava solo di giocare, ma ora , nell'ultimo anno passato è diventato un qualcosa di quasi morboso. Dopo 4 anni, nei quali sono sceso in depressione (ho pensato anche al suicidio, mai tentato), mi son tolto il busto, ma le cose non sono cambiate. La depressione è rimasta e ormai ho assimilato questo carattere. Non riesco a relazionarmi con gli altri. Sento che vorrei avere una ragazza da voler bene. Provo attrazione sessuale per le donne, ma queste mi mettono soggezione e non concludo mai nulla. Loro vedono in me un ragazzo vuoto e stupido, credo. Da un anno circa credo di essere uscito dalla depressione, ma non del tutto. Vado solo con ragazzi, però ne sono attrato solo sessualmente e quando ho rapporti, mi rendo conto che non è vera eccitazione, ma forse solo mancanza d'affetto (questo non accade sempre, ma spesso). Ho anche una paura forte di osare nella vita, un esempio è la paura di partire per lavoro, la paura di parlare con una ragazza. Mi sento condizionato dal mio paese, come se mi bloccasse, come se mi mettesse soggezione. Credo che, se vivessi da solo le cose sarebbero diverse per me. Sento che vorrei riscattarmi davanti al mondo, ma non ci riesco. Cosa mi consigliate e cosa credete che sia sbagliato di ciò che ho scritto?

Caro Luca, non è facile rispondere alla tua domanda, poichè non sono ben chiari alcuni punti, comunque cerco di darti un aiuto. Dalla descrizione si può capire che l'omosessualità latente, che tutti abbiamo, in te ha preso il sopravvento e credo, da come poni il problema, che ciò non lo accetti facilmente. La cosa drammatica è che non hai il coraggio di confrontarti con te stesso per capire ed accettare ciò che può emergere. Quindi uno psicoterapeuta può aiutarti in questo percorso esistenziale sia per conoscerti meglio sia per relazionarti con gli altri senza nessun timore e se emerge l'omosessualità non c'è da farne un dramma, ma accettarla e imparare a vivere in mezzo agli altri senza paura.

(risponde il Dott. Sergio Puggelli)

Pubblicato in data 02/10/07

 

 

 

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