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Devianze sessuali (166290)

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on . Postato in Sessualità | Letto 598 volte

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Samuel,30

D

 


Salve,
innanzi tutto vi ringrazio se coglierete la mia richiesta di consiglio. Anticipo che non scrivo per me in prima persona ma per una persona che ho amato e per cui ora provo un'enorme senso di amicizia e affetto! La persona interessata ha 35 anni e dopo un lungo periodo di tintinnio (anni), e dopo due storie importanti (eterosessuali) ha accettato parzialmente la sua situazione sessuale, Lui è omosessuale.

Io l'ho conosciuto a ottobre dell'anno scorso e sembrava tutto filasse liscio come l'olio, ho cominciato a frequentarlo e ho carpito una sensibilità acuta e anche una fragilità nel suo carattere! Dopo qualche mese abbiamo capito che non poteva esserci una storia e quindi abbiamo instaurato una buona amicizia. Da quando è avvenuto questo lui si è rilevato un'altra persona, ancora piu' fragile e meno trasparente. Tralasciava i momenti conviviali con me e altri amici e questo mi ha indotto a immaginare che si vedeva con un'altra persona e per non ferirmi taceva il tutto. Forse in questo ho calpestato il suo suolo personale ma ho scoperto che dietro a questo assenteismo si celava una seconda vita dove la trasgressione era pane quotidiano. Incontra con compulsività molte persone solo con il fine "fisico" e dopo averne parlato lui si descrive un animale! Inoltre molte volte mi ha detto: "dopo quattro cinque volte non trovo piu' interesse nel rivedere la persona". Poi con il tempo e con l'astuzia son venuto a conoscenza che pratica varie forme di "piacere" che vanno oltre a pensieri "sani" e questo mi preoccupa. Piu' di qualche volta ho consigliato di prendere appuntamento con qualche terapista perchè lo aiuti in questo percorso. Questo non tanto per queste "devianze" (almeno io le chiamo così) ma per il semplice fatto che l'omosessualità non è una situazione facile da accettare e vivere. Per lui è un problema uscire alla luce del sole, per la famiglia, il piccolo paese, il lavoro che minimamente immaginano la sua natura...insomma le solite cause in cui noi siamo costretti a combattere. Poi quando son venuto a conoscenza anche di questo oltre l'ammarezza della mia impotenza nel fargli capire che alcuni atteggiamenti o "voglie" non sono "sane" ne l'aiuteranno in questo percorso che si chiama vita! Ho molta paura per lui, una paura che mi stringe il cuore...io gli sono affezionato e gli voglio molto bene ma lui fa finta di niente, ride e scherza ma ha dei momenti di grosso sconforto dove non mancano le lacrime e si chiude in un silenzio che terrorizza chi gli sta attorno. Mi sono confidato con un'amica in comune che aveva avuto la mia stessa intuizione ma non riusciamo a capire come aiutarlo. Credo sia per lui di vitale importanza cominciare un percorso terapico dove il terapista potrà mostrargli la strada da percorrere per vivere al meglio la sua sessualità e la sua vita. Vi scrivo questo non tanto per avere dei consigli su come comportarmi con lui ma perchè mi aiutate con qualche consiglio su come convincerlo o fargli capire l'importanza di chiedere aiuto! Attendo con ansia una vostra risposta e un vostro aiuto.

 


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Caro Samuel,
di situazioni come descritto ne esistono molte più di quello che si crede. Accettare l’orientamento sessuale non è mai cosa facile se non si viene aiutati.
Consiglio che tu possa indirizzarlo ad uno psicoterapeuta psicodinamico che può aiutarlo a aprirsi e non temere il suo orientamento credo che sia fondamentale per la sua esistenza fare un percorso psicoterapeutico.
Auguri

(a cura del Dottor Sergio Puggelli)

 

Pubblicato in data 16/09/2015

 

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