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Difficoltà nel raggiungere l'orgasmo (139206)

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on . Postato in Sessualità | Letto 200 volte

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Silvia 20

Buongiorno. Mi chiamo Silvia, ho 20 anni e da 2 anni e 9 mesi sono attiva sessualmente. In totale l'ho fatto con 3 ragazzi: il mio ex fidanzato, con cui l'ho fatto per un anno circa; un ragazzo con cui è successo una volta sola; e il mio attuale ragazzo con cui lo faccio da fine luglio. In tutto questo tempo io non ho mai, con nessuno, raggiunto l'orgasmo. Poche volte ci sono arrivata vicino ma non l'ho mai raggiunto. Col mio ex non era un problema perchè lui non si preoccupava di questo, veniva lui e basta ma a me comunque stava bene. Il problema è diventato tale adesso, col mio ragazzo che invece ci tiene ad avere un rapporto completo con me. Lui ogni volta, anche se sta per venire aspetta che io raggiunga l'orgasmo per poi averlo lui. Ma ogni volta accade che io non vengo e per il prolungamento della penetrazione, inizio a sentir dolore e lui comunque dopo un po' si rilassa e ci mette tanto a venire. All'inizio della storia pensavo che fosse così perchè avevamo problemi sentimentali che si riflettevano a letto (ma non si spiegherebbe perchè non venivo col mio ex), ho pensato anche di essere poco sensibile in generale, poi ho pensato che questo problema fosse correlato al fatto che non mi piaccio fisicamente perchè sono in sovrappeso e so che lui mi vorrebbe più magra anche se comunque non mi fa pesare questa cosa e poi siamo spesso al buio così il problema non si pone. Inoltre mi sento un po' incapace a letto: non voglio mai stare sopra al mio partner perchè non mi sento in grado.  Forse se con lui non avessi problemi sentimentali e se io mi piacessi di più questo problema non ci sarebbe ma non lo so. Oggi il mio fidanzato mi ha detto chiaramente che questo per lui è un problema, perchè a lui non piace farlo così, senza che io venga. Inizio a preoccuparmi. Può essere che io sia frigida? Ho bisogno di parlarne e capire, grazie per aver letto. Silvia.

 

Carissima Silvia, a sessualità è un terreno estremamente delicato, è come un territorio che si deve imparare a conoscere, un territorio con una fisionomia diversa da quelle che siamo abituati a percorrere quotidinamente. E questo territorio per essere conosciuto deve essere esplorato. Lo immagini come un viaggio che lei può fare alla ricerca del suo proprio piacere. Può farlo  con il suo ragazzo, da sola, leggendo libri, confrontandosi con le amiche. Quello che è invece da evitare è credere che il mondo del piacere sia uguale per tutti, e che quello che va bene per qualcuno debba andare bene anche per lei. Credere che se così non è, c'è qualcosa che non va in lei. Questo viaggio non è semplice, naturalmente, soprattutto perché coinvolge l'incontro tra due persone. Ma può essere un gioco, che già nell'essere giocato è piacevole e disteso. Senza preoccuparvi del raggiungimento dell'orgasmo, che al momento potrebbe solo ridurre l'esplorazione del piacere.Aggiungo due distinguo a questa risposta. 1) Se in lei è preminente il dolore sull'assenza di piacere, è bene che segnali questo al suo ginecologo. Potrebbero esserci delle contratture che le provocano dolore (ma non mi sembrava che questa fosse la sua situazione). 2)Provi a giocare la sua sessualità con il suo ragazzo, ed a ragionare in maniera inversa: non tanto "come le difficoltà relazionali influenzano la nostra sessualità" quanto "come il nostro giocare erotico influenza o meno il nostro modo di stare insieme". Sperando di essere stata utile e chiara.

 

(Risponde la Dott.ssa Banchelli Lucia)

Pubblicato in data 19/10/09
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