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Difficoltà relazionali/feticismo (157363)

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on . Postato in Sessualità | Letto 36 volte

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Anonimo, 22

 

Gentile Dottore,
temo di essere affetto da una problema della sfera affettiva/sessuale, ovvero una profonda difficoltà relazionale con tendenza al feticismo.
Vi illustrerò brevemente il mio caso in modo da avere il vostro parere, se sia il caso di preoccuparmi e iniziare un percorso di analisi o se si tratti di semplici crisi passeggere.
Fin da quando ho iniziato ad avere le prime attrazioni e pulsioni sessuali, ho avvertito dentro me una certa attrazione per i piedi femminili: essendo totalmente ignaro delle cose del sesso non sapevo spiegarmi la cosa, ma comunque non mi preoccupavo anche perché, a parte questa piccola particolarità, i miei desideri erano per il resto quelli di qualunque altro ragazzo nella pubertà.
E' stato verso i 15 anni, curiosando su Internet, che ho scoperto che l'attrazione per i piedi delle ragazze era una cosa diffusa, scoprendo siti dedicati alle foto delle attrici scalze; pian piano ho anche scoperto che tale attrazione aveva anche un nome ed era talvolta considerata una patologia: comunque, anche qui non mi preoccupai troppo per tre motivi: 1) questa mia attrazione non era sostitutiva rispetto al desiderio del normale atto sessuale, ma si affiancava semplicemente ad esso 2) il desiderio del contatto con i piedi femminili non assumeva, a differenza di quanto talora vedevo su certi siti, un carattere masochista, o per lo meno non me ne rendevo conto 3) rimaneva qualcosa di mio, che non confessavo a nessuno. Infatti, non ho mai provato a mettere in pratica questo desiderio.
Scoprii che esisteva anche una vera e propria pornografia in merito, ma non mi interessava. Gradualmente, anzi, cominciai a pensare che questa attrazione poteva essere rischiosa per il mio equilibrio, e la misi da canto; per molti anni, sembrava io l'avessi totalmente dimenticata.
Frattanto, però, andavo crescendo, e cominciavo a notare le mie difficoltà relazionali: sono stato sempre infatti uno studente brillante, spesso lodato anche in maniera eccessiva da parenti e professori, ma nei rapporti umani avvertivo difficoltà; in particolare, essendo figlio unico (e quindi non molto abituato al confronto) e di genitori anziani (il che ha quindi ostacolato un vero dialogo con loro) mi sentivo insicuro, per cui evitavo di stringere troppo con gli altri, per paura che gli altri, vedendo troppo da vicino la mia vita, mi giudicassero male.
Questo si ripercuoteva anche nei rapporti con le ragazze: avevo spesso cotte per ragazze che sapevo irragiungibili, ma mi tiravo indietro davanti alle possibilità di vere relazioni. Pian piano cominciai a prendere consapevolezza di questi problemi e, parallelamente, il mio "feticismo" (se di questo si tratta) si ripresentava; stavolta, però, era diverso: sì, rimaneva comunque una semplice fantasia chiusa dentro me e mai disgiunta dai normali desideri sessuali, ma assumeva un carattere violento, autopunitivo, che prima non aveva.
Ricominciai a cercare, come facevo a 15 anni, le foto delle attrici e delle modelle scalze, e pian piano ritrovai anche siti esplicitamente dedicati all'argomento; la pornografia troppo esplicita non mi piaceva, ma guardavo volentieri filmati erotici, più che pornografici, riconducibili al feticismo del piede femminile in forma blandamente ma evidentemente masochista. In breve, capii che questi desideri erano la proiezione del mio senso di incapacità, del fastidio per la solitudine e per la castità forzata che ormai mi cominciava a pesare.
Con l'ingresso all'Università, ho allargato le mie amicizie e, capendo le mie paure rispetto all'inizio di una relazione, mi sono aperto di più con le ragazze. L'impatto è stato all'inizio molto positivo, ma poi si è tramutato in un inferno: ho iniziato infatti una complessa relazione con una ragazza, alla primissima esperienza pratica come me; iniziò più per curiosità che per altro, ma finì che io mi innamorai follemente, mentre lei mi ricambiava debolmente.
Non so se ero davvero innamorato, o se volevo esserlo: so che quando lei volle troncare, io cercai in ogni modo di riaverla, e davanti alle sue frequenti oscillazioni io non fui mai capace di rifiutarla una volta per tutte, pur avendo, a un certo punto, iniziato quasi per "terapia" una storia con un'altra ragazza che ho lasciato per lei.
Alla fine, lei mi ha scaricato definitivamente, dicendo che non riusciva ad amarmi perchè i miei comportamenti le parevano strani: e in effetti lo erano, in quanto ero tremendamente apprensivo, soffocante, insicuro (a lei raccontavo ogni paura e insicurezza, anche quando non avrei dovuto).
In più, la nostra confusa storia era stata fatta anche di momenti di passione improvvisa (pur non arrivando mai all'atto sessuale completo) e poi stacchi anche lunghi, il che favoriva in me la nascita di scompensi.
Insomma: quel mio "feticismo", che inizialmente con la relazione con questa ragazza mi sembrava di aver messo finalmente da parte, ritornò in maniera più che mai prepotente. Lo avvertivo, in particolare, dopo i litigi con lei, quando mi sentivo incapace di conquistarla e farla stare bene, con le mie continue insicurezze: alla fine, durante un litigio in cui capivo che stavo per perderla, ho avvertito fortissima quella tendenza "feticista", per la prima volta non come una semplice fantasia, ma come un desiderio effettivo che volevo realizzare con quella persona che amavo disperatamente, come un'estrema supplica di non abbandonarmi.
Dopo essermi dominato per un po', le ho confidato la mia sofferenza e, per la prima volta, le ho detto il desiderio che sentivo. Inutile dire quanto lei sia rimasta stupefatta, e quanto la cosa ci abbia ulteriormente allontanati. Tornai a casa sconvolto, sia perché avevo perso definitivamente quella persona, sia perché mi ero reso conto di quanto la mia irrazionalità e debolezza fosse arrivata al culmine, al punto di rivelare un desiderio inconfessabile che non poteva che rovinare ulteriormente il rapporto.
Sono passati pochi giorni da allora e tutto è rimasto fermo: nessun chiarimento, nessuno sviluppo.
Detto questo: credete sia preoccupante il quadro che vi ho delineato, sia pur in maniera sintetica e, temo, confusa? O si tratta di un semplice periodo di crisi? Le mie difficoltà relazionali e l'attrazione per comportamenti feticisti sono davvero correlate?
Vi prego di rispondermi; qualora la mia storia non sia sufficiente chiara sono pronto a spiegarmi meglio, ma ho davvero bisogno di un parere.
Grazie.
Cordiali saluti.

Caro Anonimo,
come psicoterapeuta quando uno non ha il coraggio di scrivere il proprio nome,lo definisco psicologicamente insicuro e privo di autostima.
Tutti possiamo avere dei problemi psicologici non per questo necsita nascondersi anzi i disturbi sono da affrontare con seria convinzione e onestà intellettuale poichè ci si addentra nel nostro inconscio.
Fatta questa premessa dal racconto si evince che si tratta di una parafilia, appunto il feticismo, con anche punte di parzialismo cioè una parafilia non altrimenti specificata.
Secondo il mio parere necessita iniziare una psicoterapia presso uno psicoterapeuta psicodinamico che può aiutarti nel rimuovere certi pensieri e trovare il giusto equilibrio sia psicologico sia sessuale.
Di conseguenza migliora senz'altro anche la relazionalità.
Auguri

 

(Risponde il Dott.Puggelli Sergio)

Pubblicato in data 30/01/2013

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