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Difficoltà sessuali e relazionali di coppia (113845)

on . Postato in Sessualità | Letto 6 volte

Susanna 56

Ho 56 anni e mio marito anche. Abbiamo problemi nella relazione di coppia che io attribuisco al fatto che da alcuni anni mio marito ha difficoltà ad avere rapporti sessuali. Le difficoltà si manifestano sia come assenza di desiderio da parte sua sia come difficoltà a raggiungere e mantenere l'erezione quando si agisce il rapporto. Nei primi tempi l'ho rassicurato, ho sdrammatizzato, ma la cosa si è via via aggravata. Da parte sua c'è stato sempre un evitamento, un atteggiamento che ha complicato la relazione nel suo complesso. Ho affrontato diverse volte l'argomento, ma non se ne esce: dice di essere in difficoltà, di non sapere cosa fare, mi accusa di pensare solo a questo. L'ho invitato ad approfondire la questione dal punto di vista clinico (possono esserci problemi fisici a questa età) ma si rifiuta di prendere in considerazione l'ipotesi. I nostri figli sono grandi, siamo spesso in casa soli di sera e il vederlo addormentarsi puntualmente sul divano (viene a coricarsi verso mattina) mi fa star male. Ho provato a prendere l'iniziativa, ma la cosa viene vissuta con fastidio. Gli ho chiesto se ha un'altra, gli ho chiesto se per caso si è accorto che gli piacciono i ragazzi. Non ci sono state risposte. Non so come fare ad uscire da una situazione che ormai non sopporto più. Cosa posso fare, oltre naturalmente a piantare tutto? Capirete che non è facile dopo tanti anni passati insieme. E poi che senso avrebbe? Io tengo ancora a lui e vorrei venirne fuori. Da dove ricomincio?

Cara Susanna, in effetti lei ha ragione. È possibile che a 56 anni un uomo possa incontrare problemi inerenti la sfera sessuale che abbiano una base organica; ed è importante stabilire questo prima di intraprendere ogni altro tipo di percorso. Ma a quanto lei dice, suo marito non è assolutamente predisposto a fare una visita andrologica. Lungi da me voler giudicare l’atteggiamento di suo marito, ma questo mi sembra un atteggiamento molto egoista da parte sua. Quello che viene fuori dalla sua lettera è che lei si sta facendo totalmente carico di questa problematica, e sembra l’unica che ne soffre. Immagino che debba essere una situazione molto gravosa per lei, ma mi sembra anche che lei sia una donna forte, che sa cosa vuole, in grado di gestire queste difficoltà. L’importante è che lei riesca in qualche modo a coinvolgere suo marito; forse finora si è sentito troppo responsabilizzato rispetto alla vostra situazione, provi a parlargli francamente di quello che lei prova, si interessi a quello che prova lui. Credo che per voi sarebbe molto importante poter intraprendere un percorso terapeutico di coppia, che di certo aiuterebbe suo marito a non sentirsi l’unico “colpevole”. È possibile che il cambiamento che avete vissuto con la crescita dei vostri figli abbia portato nel vostro rapporto delle modifiche che non sono state gestite fino in fondo. Discutere queste cose con uno psicologo-psicoterapeuta potrebbe esservi di grande aiuto. Molti auguri.

(risponde la Dott.ssa Serena Leone)

Pubblicato in data 01/03/08

 

 

 

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