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Dipendenza sessuale (101317)

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Paola 23

Non pensavo sarei arrivata a scrivere su internet di una cosa così privata e personale, ma lo sconforto ha una forza immensa e piega anche chi come me si sente spesso una roccia. Mi sono innamorata di un ragazzo di 31 anni che credo soffra di un disturbo da sex addiction, nonostante questa persona avesse un rapporto segreto (di cui si vergogna profondamente, perchè è solo sesso, di cui non riesce a fare a meno..) con una donna straniera molto più grande di lui, ho accettato comunque di frequentarlo col preciso desiderio che la nostra conoscenza andasse oltre la semplice amicizia, sembrava che ci fosse reciprocità di intenti, lui era deciso a voler uscire da quella che lui considera una schiavitù che lo sta deteriorando fisicamente e moralmente. Ha cercato spesso di spiegarmi che si sentiva incapace di amare, e nello stesso tempo mi raccontava di come sesso e amore fossero due entità scisse e poco conciliabili. Come spesso accade quando si è in due a desiderare un' unica persona, l'altra, nel più banale dei modi, attraverso il cellulare, scopre tutto, così succede che lei per tutta risposta mette in scena un episodio simile, raccontando a lui di essere persueguitata da un uomo, insomma lo fa ingelosire ... lui pur essendo una persona calma e composta scoppia di rabbia ...diventa una furia (irriconoscibile!) e come chi vive un rapporto assolutamente moroboso e poco sano, si rende conto che il suo destino è quello di essere schiavo di una passione travolgente ( come la chiama lui) che in realtà a mio avviso è sintomo di un disagio più profondo, di una mancanza enorme di autostima, di un dolore di cui non si conosce il nome. Dopo questo episodio, io sono uscita di scena, ho dovuto negargli il mio sostegno, ho smesso di essere per lui quello orecchio sempre presente, pronto ad ascoltarlo sempre e comunque ...  non avevo più le forze per sopportare i suoi racconti raccappriccianti sulla sua gelosia e sulla forza della sua "passione" .. che altro non è per lui che è un analgesico per sopravvivere. Lui, ultimamente ha già chiesto aiuto ad un terapeuta, ma la cosa più mi fa soffrire,  che mi ha tolto il senso della fame e il bisogno di dormire è la sensazione che Lui pur avendo la percezione di un problema non sia ben disposto all'aiuto, di nessuno, se non si lascia aiutare, chi potrà aiutarlo? Ne uscirà?? Se continua ad isolarsi vivendo solo di quello che lui considera un bisogno primario ...chi può aiutarlo veramente e concretamente per uscire da questo senso di inadeguatezza così forte. Nella speranza di una vostra risposta, cordialmente.

Cara  Paola se il ragazzo in questione ha chiesto aiuto ad un terapeuta significa che ha deciso di risolvere le sue problematiche psicologiche. Quindi se lui continua ad andare alle sedute terapeutiche significa che si impegna e vuol uscire dal tunnel, se viceversa rifiuta o cerca solo di prendersi in giro vivrà sempre con questa perversione non altrimenti specificata.

(risponde il dott. Sergio Puggelli)

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