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Disturbi sessuali (136175)

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Gabriele 18

Salve. Mi piacerebbe sapere se ho la disforia di genere, poichè da solo non riesco a capire. Le informazioni che ritengo importanti: la mia famiglia è sempre stata composta da 6 persone. Fino al 1998 eravamo io, i miei genitori, mia nonna e le mie due sorelle gemelle, con tre anni in più. Dopo un breve periodo dalla morte della nonna, i miei genitori hanno adottato una ragazzina della stessa età delle mie sorelle, che è stata in camera con me fino ai miei 14 anni. Da bambino fino alle elementari mi sembra sempre di essermi identificato come appartenente al sesso maschile. Gli unici eventi "particolari" che mi ricordi sono due. Una volta mia nonna mi mise per sbaglio le mutande di una mia sorella. Quando me ne accorsi mi vergognai immensamente. Un'altra volta sognai di essere una donna adulta: quel sogno mi confuse parecchio. In un certo senso, però, mi aveva fatto piacere fare quel sogno. Ma non ricordo il perchè. Quando andavo alle medie, un giorno, a casa, per curiosità, provai ad indossare un reggiseno della mia sorella adottiva. Da quel giorno, sono "affetto" anche da feticismo da travestimento. In quel periodo portavo occhiali, il busto contro la scoliosi e l'apparecchio. Nel periodo di transizione tra le medie e le superiori, non ricordo però il perchè (però ricordo che colpevolizzavo il mio corpo per non essere sano, e non mi piacevo), pregavo ogni giorno di poter diventare una ragazza, così, di punto in bianco. Volevo addormentarmi maschio e svegliarmi femmina. Stavo malissimo, poichè ovviamente non succedeva. Posso passare al presente. A situazione affettiva, non ho mai avuto una ragazza (sono eterosessuale), e mi trovo più a mio agio tra ragazze che tra ragazzi. Non porto più apparecchio e busto. Accetto ormai il mio essere maschio, eppure non mi piaccio come tale. Non è che soffro della mia condizione, però faccio spesso sogni ad occhi aperti e ogni tanto mi sento un pò giù. Cerco anche di resistere all'impulso del feticismo da travestimento perchè razionalmente rifiuto quello che mi capita di fare in quelle occasioni. In certi casi ho smesso anche mesi, ma ho sempre avuto delle ricadute. Ora sono in un periodo di "non devo cascarci di nuovo". Del feticismo da travestimento non ne ho mai parlato con nessuno, e non sono mai stato scoperto. Del mio non sentirmi troppo a mio agio come ragazzo, invece ne ho parlato col mio migliore amico. Forse sono stato un pò lungo, eppure mi sembrava tutto essenziale. Concludendo, mentre sono sicuro del feticismo da travestimento, non sono sicuro della disforia di genere. Vorrei che mi aiutaste a capire. Grazie.

Caro Gabriele,mi sembra che sei molto confuso e disorientato! Credo anche che questa confusione sia di lunga data. Non comprendo bene cosa intendi quando usi il termine “disforia di genere” e “feticismo da travestimento”, quello che vedo bene è tanta confusione e paura. Mi sembra che più di un problema di identità sessuale in sé si tratti di un problema di identità più generale. Da quanto racconti, si riscontra una mancata accettazione di te stesso così come sei, soprattutto in relazione ai tuoi limiti, al “non essere sano” e chissà a quali altre caratteristiche. Mi immagino che legato a tutto ciò, vi sia una certa difficoltà relazionale, una non completa espressione di te stesso e della tua personalità. Non a caso tu dici che non ti trovi a tuo agio con i ragazzi e che non hai mai avuto una ragazza. Devono essersi verificati tanti momenti di frustrazione ed impotenza! Forse anche delle prese in giro dai compagni, tu parli di busto, occhiali e apparecchio, che devono averti fatto soffrire molto. Credo anche che debba esserci una visione di te stesso non chiara rispetto a chi sei, cosa desideri, dove vorresti andare, quali progetti vuoi e puoi realizzare. E’ un po’ come se tu non avessi ancora trovato i tuoi panni ed il travestimento sembra un po’ una fuga, il desiderio di vivere nei panni e nella vita di un altro. Il fatto poi che questi panni siano al femminile anziché al maschile, non ci dice necessariamente che la tua identità sessuale sia diversa da quella biologica. Questo aspetto richiede un approfondimento più accurato, ma da quanto dici non mi sembra ci sia un problema in questi termini. Infatti fino alle scuole elementari non hai avuto dubbi sulla tua identità di genere e hai provato enorme imbarazzo quando tua nonna ti ha fatto indossare le mutandine della sorella. Piuttosto, vedo che il tuo mondo familiare è costellato prepotentemente al femminile, una madre, una nonna, tre sorelle. In tutto questo tuo padre, l’unico riferimento maschile, sembra poco presente e possente. Mi chiedo come sono queste donne, quanto decise, determinate e capaci. Mi chiedo come hai vissuto tu, con tutte queste donne. Tu dici anche di aver dormito con la sorella adottiva. fino a 14 anni. Immagino che questo abbia comportato delle emozioni, delle fantasie e dei pensieri in te, di vario tipo, compreso fantasie sessuali, vissuti come inadeguati e incestuosi, anche se di fatto non lo sono del tutto, visto il legame non di sangue. Ma ancora mi domando che ruolo ha avuto questa sorella nella vostra famiglia, come hai vissuto tu l’adozione di un’altra figlia femmina, dopo la scomparsa della nonna. Sembra che la famiglia non possa essere al di sotto di sei persone e soprattutto che non possa essere al di sotto in termini di donne. Perché? E gli uomini, che funzione hanno in tutto questo? Ma soprattutto, vista in questi termini è veramente desiderabile l’identità femminile! Forse sono dei panni adattivi in questa famiglia, forse si è più desiderati in quanto femmine. Credo proprio che ci sia un gran bisogno di fare chiarezza in questa famiglia, di ristabilire confini e ruoli. Non credo che ciò che ti sta capitando riguardi solo te, ma che riguardi tutto il nucleo. Probabilmente tu hai raccolto un testimone, passato da chissà chi, che regge l’intero equilibrio familiare. Tutto quello che sta capitando nella vostra famiglia, non è stato deciso da nessuno, è un processo inconsapevole che coinvolge tutti in misura e maniera diversa. Capisco bene che tu debba sentirti un po’ giù, in gabbia e senza via d’uscita. E’ il vissuto che spesso si avverte quanto si è incastrati in un sistema familiare incatenante. Non a caso hai avuto una schiena sorretta e ingabbiata forzatamente da un busto, gli occhiali per vederci meglio e l’apparecchio, che ha ingabbiato e regolato i tuoi denti (espressione di aggressività e rabbia). Per vederci più chiaro e liberarsi dai vincoli negativi, è importante che tu ti faccia aiutare da un professionista nel settore. E’ arrivato il momento di riprendersi la vita in mano! Del resto non è un caso che tu chieda aiuto adesso che hai 18 anni: l’inizio (almeno ideale) di una vita più indipendente e adulta. Lavorandoci sopra, ti si aprirà una visione diversa di te, degli altri e del tuo futuro. Non avrai più bisogno tutori per indossare i tuoi panni!

(Risponde la Dott.ssa Sabrina Costantini)

Pubblicato in data 15/09/09
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