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Disturbo del comportamento sessuale (111714)

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on . Postato in Sessualità | Letto 47 volte

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Gaetano 44

Spero di essere sufficientemente chiaro e sintetico. Ho 44 anni. Da quando sono piccolo ho sempre avuto un rapporto difficile con mio padre, che ho sempre considerato una persona distante, capace di dimostrare il suo affetto in maniera preoccupata ed eccessivamente apprensiva solo per quanto riguardava gli aspetti pratici della vita (l'avvenire, i soldi). Per il resto poco o niente; niente parole di apprezzamento e nessun gesto affettuoso che implicasse fisicità (baci, carezze o abbracci).

Credo che tutto questo abbia inciso profondamente su alcuni apetti cruciali della mia vita, nel bene e nel male; ad esempio quella professionale in cui, pur avendo l'opportunità di seguire il mestiere di mio padre, l'ho rifiutato e ho fatto tutt'altro. C'è però un aspetto di me stesso che vivo con estrema angoscia ed è quello delle relazioni affettive con l'altro sesso. Alla mia età non ho ancora avuto una relazione con una donna; anzi vi dirò di più, è come se avessi una sorta di paura nei confronti delle donne e scappassi via da loro. Dal punto di visto della sessualità c'è il più completo disordine, perchè ricorro spesso a rapporti mercenari quando la tensione diventa insopportabile e, questa è una cosa che mi tormenta non poco, ho rapporti a pagamento anche con transessuali, la qual cosa, a parte la ripugnanza che provo per me stesso, mi fa anche dubitare della mia identità sessuale.

Secondo voi una carenza affettiva vissuta nei primi anni di vita, oppure un affetto eccessivo "monotematico", può avere in qualche modo a che fare con un'identità sessuale non sufficientemente definita? Mi piacerebbe avere un vostro parere. Buon lavoro.

 


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Caro Gaetano, generalmente le esperienze vissute nell'infanzia condizionano in modo molto forte, sia la sfera affettiva che quella sessuale, che anche il proprio modo di rapportarsi al mondo.

Ciò detto, non si può però ritenere che un'infanzia difficile crei una condizione di omosessualità, visto che l'omosessualità (a meno che non sia egodistonica, ovvero una forma di difesa) è una condizione naturale quanto l'eterosessualità. La domanda che lei pone rispetto alla sua identità sessuale è congrua, e sicuramente nelle sue attuali scelte il comportamento di suo padre, come anche quello di sua madre, ha influito. Ma ognuno reagisce agli stimoli in modo proprio e personale, e non si può generalizzare rispetto alla causa che la porta a sentirsi così adesso.

La cosa migliore che può fare per chiarirsi le idee è consultare uno psicoterapeuta, vedrà che insieme riuscirete a trovare il bandolo della matassa. Auguri.

 

(risponde la Dott.ssa Serena Leone)

 

Pubblicato in data 17/12/07

 

 

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