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Disturbo del desiderio (78619)

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Roberta, 32 anni

Ho 32 anni e da otto mesi vivo con il mio fidanzato. la nostra storia è stata tutto un bruciare le tappe: pochi mesi dopo averlo conosciuto sono venuta a vivere da lui e un paio di mesi dopo ero incinta! penso davvero sia stato l'incontro fortunato della mia vita, lo amo moltissimo e credo sia lo stesso per lui. abbiamo avuto momenti duri all'inizio della gravidanza (ovviamente inaspettata) soprattutto a causa del mio umore all'epoca traballante ma adesso (sono al settimo mese) stiamo davvero bene e aspettiamo felici l'arrivo della ns. bimba. vado al problema: il sesso.
all'inizio della ns storia era davvero bellissimo e travolgente, io ho sempre avuto una vita sessuale soddisfacente ma con lui era davvero il top, considerato anche che per lui provavo e provo dei sentimenti unici e nuovi per me, intensissimi, sta di fatto che lo facevamo mille e mille volte. devo ammettere che lui dopo qualche tempo mi ha detto (noi tendiamo a essere molto aperti e parliamo molto) che non si sentiva in piena sintonia con me da qs punto di vista, in sintesi mi accusava di non essere in comunicazione con lui durante il sesso ma di starmene "per i fatti miei" (per es. lui tende a parlare molto durante il sesso mentre io, nonostante mi piaccia questa cosa di lui, non dico mai niente perchè la cosa mi mette a disagio e cmq le volte che ho provato a farlo per assecondarlo non mi è venuto naturale ma l'ho avvertito come una forzatura). in ogni caso dopo poco tempo abbiamo cominciato a farlo sempre meno, in particolare nei primi tempi della convivenza, e sempre su mia iniziativa.
quando i periodi senza sesso diventavano per me preoccupanti (es. due-tre settimane), ho cercato di parlargliene e lentamente è emersa una seconda spiegazione, cioè che lui si sentiva in quella fase in crisi personale (era in grosse difficoltà col lavoro) e la cosa incideva sulla sua identità maschile e sul suo desiderio sessuale e mi chiedeva di capirlo e portare pazienza.
il problema non si è mai risolto, sono rimasta incinta per miracolo (quel mese l'avevamo fatto solo quella volta!) e ovviamente la gravidanza ha peggiorato tutto (lo facciamo quando va bene una volta ogni quaranta giorni) perché adesso la sua scusa è che la mia maternità gli impedisce di pensare a me come donna-amante.
devo dire che è una persona molto coccolona e affettuosa, mi tratta come una principessa e anche fisicamente è molto espansivo, stiamo spesso abbracciati, dormiamo stretti stretti, quindi in un certo senso io mi sento appagata emotivamente, ma questo problema sta cmq diventando enorme, perché anche se lui è sicuro che dopo la nascita della bimba le cose si sistemeranno, io non ci credo. continuo a sollecitarlo a parlare della cosa, lui tende a sminuire e cmq riconosce di avere questo problema ma di non sapere come affrontarlo. tra l'altro lui da anni va dallo psicanalista e immagino parlino anche di questo ma evidentemente questo non lo aiuta in questo caso specifico.
davvero a parte parlarne io non so cosa fare. al di là del momento particolare della mia gravidanza mi sento davvero minata come donna, è terribile non essere per niente desiderata, mai! gli chiedo sempre se c'è qualcosa che posso fare per risolvere le cose ma lui sdrammatizza sempre dicendo che è solo una fase che passerà.
concludo precisando che non ha nessun problema fisico, disfunzioni o altro. se lo accarezzo ha "reazioni" normali, solo che la cosa non sfocia mai in un rapporto.
D al quadro che ho fatto, riuscite a immaginare una diagnosi? cosa succede? cosa devo fare io visto che lui già segue una terapia che però non è efficace? Grazie mille per l'attenzione. Roby.

Cara Roberta non cercare una diagnosi ( non hai mai sentito che "la malattia più grave é... la diagnosi" ?) sarebbe solo un'etichetta che vi bloccherebbe nella situazione in maniera statica. No, smetti di parlarne e di farne un tema ossessivo di conversazione. O credi che , dopo il parto e la soluzione dei problemi che gli creano ansia, le còccole del tuo uomo torneranno ad essere dei preliminari efficaci per un rapporto soddisfaciente e appagante per entrambi, oppure temo che la pretesa di aver subito la soluzione sia contrproducente. Vedi di approfondire col tuo lui l'intimità e l'impegno a formare coppia: se il problema persisterà anche oltre questi traguardi vi rivolgerete insieme a un sessuologo.

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