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eiaculazione ritardata (42101)

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Ivana, 29anni (17.8.2001)

Erano mesi che mi filava, quando finalmente ho ceduto alla sua corte. Lui 22 anni, sempre un po' pessimista, insicuro, irresponsabile, bisognoso di attenzioni, capriccioso e viziato da papà, votato alla mondanità; io, una ragazza forte, vistosa, con una carriera importante, con brillanti risultati sportivi, una vita affettiva stabile, abituata a sudare per raggiungere i miei obiettivi. Era difficile riconoscere a noi stessi di dipendere da una persona tanto diversa, con lui non si riusciva a parlare sul serio di noi, se si vedeva con altre, se era una questione di sesso,... passavamo ore a ridere e scherzare, era tutto così al caso, ma era bello, mi chiamava ogni giorno, mi faceva sentire importante, cosa che il mio fidanzato aveva dimenticato da anni e anni.

Finchè arriva il primo rapporto sessuale, noto che non era al massimo dell'erezione nonostante i preliminari, lo vedo un po' impacciato nel gestirsi, mi occupo io della penetrazione, ma dopo poco cala del tutto l'erezione. Rimane mortificato, mi ripete che mi aveva desiderato da mesi, che sognava quella situazione ogni notte e che si masturbava sovente pensando a me, subito credevo di non essergli piaciuta, ma lui mi rassicura, quindi penso sia ansia da prestazione, tutto normale, mi era gia' successo. Riproviamo la volta dopo in macchina, aveva bevuto 3-4 birre, di nuovo non al massimo dell'erezione, dopo 20 minuti di penetrazione non ce la facevo più, non è di nuovo arrivato all'orgasmo, il rapporto stesso tra noi si incrina, lui che crede fermamente nell'ideale di vero uomo, di virilità,... quasi non mi cerca più sembra che mi eviti, e ci vediamo un'ultima volta, aveva di nuovo bevuto, avevo deciso di rimanere a sua disposizione finchè non avesse ieaculato, io raggiungo l'orgasmo velocemente, non so quanti orgasmi abbia provato, fino allo sfinimento, fino a farmi venire i crampi, lui con non challance si dice "adesso esco" e di nuovo non aveva raggiunto l'orgasmo, dopo 3/4 d'ora? Non riuscivo a crederci, non gli ho detto niente, qualche giorno prima gli avevo già detto di non bere tanto.

Adesso mi evita del tutto, mi guarda, ma evita di salutarmi, quando mi vede impallidisce e scappa, dice ai suoi amici che è ancora innamorato di me, ma che io pretendo troppo e per lui è troppo presto. Dice che sono noiosa perchè dopo un mese volevo sapere come prendere la storia, dato che c'era sempre qualche scusa per non vederci, sono sicura che mi abbia raccontato una serie di bugie, quando gli proponevo di lasciar perdere, si arrabbiava tantissimo. Cosa devo pensare che sia ordinaria amministrazione quest'erezione ritardata? Che voleva farmi credere che era un caso eccezionale? Può in un ragazzo una defaillance del genere portarlo a interrompere una relazione?

Grazie.

Il problema del ragazzo si colloca nella fase dell'eccitazione, consiste nella difficoltà di avere un' erezione adeguata, sia per durata che per consistenza, per raggiungere l'orgasmo. Con molta probabilità il problema già esisteva e forse lui sperava che con una ragazza che desiderava tanto il problema non si sarebbe ripresentato.

Il fatto che ha deciso di mettere fine alla relazione è comprensibile, questo tipo di esperienze mette in seria difficoltà la virilità del maschio che oltre a sentirsi frustrato di fronte alla donna si sente svalutato sul piano personale. Se vuoi essergli d'aiuto cercalo e convincilo a contattare il suo medico di base per farsi consigliare un andrologo a cui rivolgersi. Se l'origine dell'impotenza è di tipo organico, fatti i dovuti accertamenti, verrà seguito dall'andrologo. Se il problema è prevalentemente di natura psicologica sarà inviato ad un sessuologo.

Devi assolutamente fargli capire quanto può essere negativo bere prima del rapporto, con il tempo questo stato di cose potrebbe far insorgere una sintomatologia depressiva.

Auguri.

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