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Frigidità (061920)

on . Postato in Sessualità | Letto 9 volte

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Alice 36 anni, 08.02.2003

Sono sposata da 8 anni e ho un bambino di 2 anni. Sia da mio marito, che dai miei precedenti ragazzi sono sempre stata considerata un po' "freddina" dal punto di vista sessuale, diciamo che il sesso non mi ha mai entusiasmata, non l'ho mai sentito come un'esigenza vitale, ma l'ho sempre comunque praticato a volte con più piacere e desiderio, a volte con meno trasporto, ma arrivando sempre all'orgasmo per lo più clitorideo.
Mio marito, dopo un po' di lamentele nel periodo pre-matrimoniale perchè ero restia a provare cose nuove (sesso orale, anale etc) e non prendevo quasi mai l'iniziativa, mi ha accettata come sono ed io ho imparato a lasciarmi un po' più andare, distraendomi in fantasie durante il rapporto.
Sono una persona molto emotiva, ma forse per questo molto restia/incapace di lasciarsi andare, di perdere il controllo. Circa 6 anni fa ho avuto una brutta depressione ansiosa, curata con farmaci e con l'aiuto di una psicologa.
Ciò non ha certo migliorato la nostra vita sessuale, che però non si è mai interrotta, perchè anche se non provavo più desiderio, ho sempre cercato di soddisfare mio marito.
Dopo due anni di fasi alterne sono riuscita a vincere la depressione, abbbiamo ripreso la vita di sempre e mi sono sentita finalmente pronta a diventare mamma.
Durante la gravidanza mi sentivo, nonostante il pancione, sessualmente "rigogliosa" forse avevo più desiderio del solito, ma da dopo il parto (con taglio cesareo) mi sono sentita sempre più bloccata.
In questi ultimi due anni dopo la nascita del bambino, il mio desiderio è calato sempre di più anche se mio marito non se ne è molto accorto perchè con il bambino piccolo, la stanchezza cronica (lavoriamo entrambi) le scuse per rimandare l'attività sessuale ci sono sempre e anche lui mi sembra meno focoso di prima.
Il problema è che le ultime volte che abbiamo avuto rapporti io ho provato addirittura un senso di fastidio, non vedevo l'ora di finire, tutte le sensazioni sgradevoli erano accentuate (un odore, una posizione scomoda) per quanto mi sforzassi ero impossibilitata a lasciarmi andare, trovavo le avances appassionate di mio marito ridicole o volgari e la mia mente si fissava su particolari irrilevanti (dov'era finito il mio cuscino?).
Questa mia reazione mi ha spaventata molto, ma non ho avuto il coraggio di comunicarlo a mio marito per paura di ferirlo e preoccuparlo e di alimentare la sua idea sulla mia frigidità.
Il problema non riguarda l'orgasmo, durante questi rapporti ho anche dei fugaci orgasmi, è proprio il senso di fastidio e disagio che il contatto fisico con mio marito mi porta.
So che dovrei rivolgermi a un sessuologo, ma non ho nè i soldi, nè il tempo, abbiamo già grossi problemi ad arrivare a fine mese e a pagare la baby sitter per quando lavoro. Come faccio ad intraprendere una terapia? So anche che dovrei parlarne con mio marito, ma non me la sento proprio, lui ha già sofferto troppo per la mia depressione.
Negli altri campi il mio rapporto con lui è abbastanza buono ed è migliorato molto nel tempo. Entrambi adoriamo il nostro bambino che è stato molto desiderato, anche da lui.
Io trovo il mio fisico sfiorito dopo la maternità, ma lui mi assicura che gli piaccio sempre molto.
Non provo desiderio fisico per altri uomini, ma ultimamente mi capita spesso di sognare che uomini misteriosi e affascinanti si innamorano perdutamente di me e io ne sono lusingata ed attratta.
I miei sogni sono sempre carichi di un pathos molto forte, ma esclusivamente romantico, non sogno mai il tradimento fisico, nè lo desidero, desidero solo quella forte emozione dell'innamoramento.
Cosa posso fare per recuperare una vita sessuale soddisfacente con mio marito? A cosa può essere dovuto questo senso di fastidio dell'intimità con lui? Devo considerarmi frigida? Forse lo sono sempre stata? Esiste una cura per tutto ciò? Scusate il lungo messaggio, spero di ricevere una risposta online.

Cara Alice (36 anni), la tua storia, la tua emotività, la tua pregressa depressione di due anni, ora la stanchezza cronica... tutti insieme questi fattori e anche uno solo di essi, sono sufficienti a spegare e determinare il tuo calo di desiderio sessuale (già precario in partenza).
Se non puoi riprendere una terapia ( specificamente sessuologica, stavolta assieme a tuo marito) non resta che tentare - ma seriamente- un cambiamento nello STILE DI VITA , così da far spazio a bisogni negletti da parte tua.
Una vacanza, una pausa da sola con tuo marito, per ritrovare il gusto dell'intimità di coppia e l'eliminazione di ciò che vi crea fastidio e disturbo nella vita sessuale.
Riprova di nuovo il piacere dell'orgasmo clitorideo che già avevi, accettando che "ogni orgasmo é buono" e forse un giorno riuscirai ad abbandonarti a un piacere più completo.
Prendi sul serio questo suggerimento e non rischiare di non fare nulla con la pretesa di "cambiare senza cambiare" ! Auguri.

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