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Identità di genere infantile (135685)

on . Postato in Sessualità | Letto 3 volte

Mario 52

Mio figlio di 8 anni manifesta, praticamente da sempre, una netta prevalenza di identità femminile: nei giochi, nelle amicizie e negli ipotetici "innamoramenti". Ha un fratellino di 6 anni che manifesta invece chiarissimi interessi per il sesso femminile e per "il sesso in genere". Questo atteggiamento si è fatto vieppiù palese sino ad arrivare a definirsi "gay" e che "tanto a scuola lo sanno tutti". Il clou è stato quando ha mostrato una estema felicità nella presunta scoperta che i geni si possono cambiare e che pertanto avebbe avuto la possibilità di cambiare sesso. Io lavoro molto e la nostra è certamente una famiglia "matriarcale" e poco permeata da identità maschili (zie, nonne e quant'altro), ma questo varrebbe anche per il fratello! Ha sempre manifestato chiari legami prevalenti con la mamma e non posso certo dire di avere con lui molto "feeling", in ciò non aiutato dal suo carattere difficile, che gli crea delle difficoltà anche scolastiche. Noi non lo contrastiamo e non ne facciamo certo una malattia, ma siamo seriamente preoccupati per la sua felicità e vita future in questa società comunque, di base, decisamente omofoba. Abbiamo fatto un percorso psicoterapeutico il quale, dopo una richiesta di mia maggiore presenza e comunque di possibili presenze maschili di riferimento, si è orientato verso una accettazione del "fatto" ed una strada di semplice guida e tutela futura. La psicoterapeuta ha sempre affermato una particolare sensibilità ed intelligenza da parte del bambino superiori alla media (anche a seguito di test mirati). Mi chiedo: dobbiamo accettare la situazione esposta o potrebbe essere meglio per lui continuare a pensare che non sia ancora un vero orientamento sessuologico strutturao e peratnto..."curarlo"?

Carissimo Mario, la situazione di cui mi parli sembra suggerire che da parte di tuo figlio l'orientamento sessuale si stia indirizzando decisamente verso una tendenza omosessuale. L'ipotesi mi sembra ancora più probabile dal momento che lui stesso mostra di avere le idee molto chiare al riguardo. Quello che ti chiedo é di osservare se, fin da ora, il fatto che "tutti sappiano" della sua omosessualità costituisce un ostacolo per lui. Ha difficoltà a relazionarsi? Viene discriminato o deriso o fatto oggetto di scherno? Appare intimorito o ritirato in se stesso? Se le risposte sono negative, allora credo che non ci sia motivo di preoccuparsi, sarebbe peggio se i suoi genitori cercassero di "curarlo" (anche se per il suo bene), facendolo sentire, malgrado tutto, non accettato o inadeguato e, soprattutto, a disagio rispetto a quello che è il suo vero sentire. Donald Winnicott parla della distinzione tra "Vero Sè" e Falso Sè", dove il primo è ciò che noi siamo veramente, la nostra natura profonda, mentre il secondo rappresenta la maschera, ossia ciò che fingiamo di essere per piacere agli altri. Nel caso di tuo figlio, eventuali trattamenti volti a curare la sua tendenza non farebbero altro che portare a questo secondo risultato, ma non ne cambierebbero la vera natura. Inoltre, lo renderebbero estremamente infelice. Dunque, quello che credo è che per ora sia giusto semplicemente attendere che i tempi siano più maturi perché lui possa scegliere consapevolmente se uscire allo scoperto o se, al contrario, tenere tutto per sè, qualora confermasse la propria omosessualità. Tieni presente che l'insegnamento più importante per un figlio è trasmettergli la consapevolezza di avere le risorse per gestire la propria vita da solo, ma per fare questo dobbiamo prima di tutto credere noi stessi in questa sua capacità. Il messaggio che voglio mandarti è che, soprattutto riguardo ad una cosa così personale e privata, non spetta a nessun altro se non a lui decidere come orientarsi: se dichiararsi, se seguire la propria eventuale tendenza omosessuale o se tenerla nascosta, ecc.. Le interferenze dei genitori, in particolare per porre divieti, anziché per incoraggiare, possono essere deleterie. Mi viene in mente un esempio che, molto in piccolo, può spiegare la situazione. Un tempo si tendeva a correggere i bambini mancini a scuola e ad insegnare loro ad usare la mano destra per compiere le azioni e per scrivere. Ho conosciuto persone che hanno suito questo trattamento e, pur scrivendo adesso con la mano destra, paradossalmente sono più in difficoltà di quanto non lo sarebbero state se avessero seguito la propria natura di mancine. Loro sentono che la loro tendenza reale è uella di scirvere con la sinistra, ma è stato insegnato loro a farlo con la destra: si trovano in una situazione di impasse in cui nessuna soluzione è quella giusta. Ecco, credo che tuo figlio porebbe trovarsi in una situazione analoga, ma bn più grande, in quanto relativa alla sfera sessuale che é quanto di più determinante ci possa essere per la felicità di un uomo.

(Risponde la Dott.ssa Elena Panuccio)

Pubblicato in data 25/08/09
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