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Isterectomia e vita sessuale (106616)

on . Postato in Sessualità | Letto 5 volte

Anonimo 33

Ho 33 anni e a fine febbraio ho dovuto subire un'isterectomia totale con annessiectomia bilaterale a causa di un cistoadenocarcinoma ovarico. Da marzo sto assumendo la terapia sostitutiva (Progynova) e da aprile ho iniziato una chemioterapia adiuvante che sto quasi per finire (6 cicli a distanza di 21 giorni). Il problema che voglio evidenziare è che non riesco più ad avere un orgasmo. Non completo almeno. Non "come prima". La questione non è tanto data da una mancanza di eccitazione, che comunque riesco a raggiungere, né ad una mancanza di lubrificazine, dal momento che con il progynova questo problema è risolto, quanto proprio ad un cambiamento di sensazione fisica che avverto da quando ho avuto l'intervento. Non so da cosa dipenda, mi sono anche chiesta se in qualche modo l'anestesia o la mia debolezza possano aver influito sulle reazioni vaginali che ormai sembrano non dare più molti segnali di vita. Non ho più contrazioni come prima. Inoltre ho letto che l'utero gioca un ruolo importante nell'ambito dell'orgasmo,soprattutto per alcune donne. Addirittura ho sentito parlare di "orgasmi uterini" e che la mancanza di queste contrazioni uterine può indebolire e penalizzare le sensazioni date dall'orgasmo. Al di là dei normali blocchi psicologici dovuti all'intervento e agli effetti collaterali della chemio che potrebbero essere una causa di questo disagio (in questo senso mi sto facendo seguire da una psicologa) vorrei sapere se la mancanza dell'utero possa essere una motivazione fisica effettiva per questa incapacità di riprovare orgasmi "profondi" e"completi" e possa essere un impedimento nel risentire le contrazioni interne come prima. Nel caso, se la situazione dipendesse dall'isterectomia, esiste una possibilità per sopperire a questa mancanza e tornare a provare sensazioni piacevoli come prima o dovrei rassegnarmi e abituarmi, a trentatrè anni, ad avere una vita sessuale a metà? Vi ringrazio infinitamente e resto in attesa di una Vostra risposta.

Il problema presentato è abbastanza complesso poichè esistono realtà per le quali necessita accettare e molto bene ha fatto a rivolgersi ad una psicologa. Nel racconto non specifica se si tratta di una psicoterapeuta il che cambia anche il modo di fare terapia, comunque per prima cosa deve aumentare l'autostima nel suo modo di essere donna e femmina poichè la sessualità ha subito un arresto momentaneo e può essere ripresa appieno nel momento in cui ha la capacità di conoscersi interiormente. Se nel proseguo del suo cammino psicoterapeutico si rende conto che non risolve niente, non deve disperarsi, ma cercare uno psicoterapeuta sessuologo che la possa seguire anche per quanto riguarda la sessualità all'interno della coppia.

(risponde il Dott. Sergio Pugelli)

Pubblicato in data 29/09/07

 

 

 

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