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on . Postato in Sessualità | Letto 18 volte

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Marco, 26 anni

Salve, mi chiamo Marco e sono un napoletano emigrato da 6 anni al nord per lavoro. Il mio problema, o presunto tale, rigurda la sfera sessuale, in modo particolare la pratica autoerotica che risulta molto accentuata. Specifico che la mia esplorazione dei genitali inizia verso i sette anni e procede in modo piu' o meno conscio, fino all'adolescenza quando prendo coscienza del ruolo che tale pratica assume. Non ha mai provato avversione nei confronti dell'argomento sesso, anzi in famiglia, soprattutto con mia madre, spesso se ne parlava anche se con un po' di imbarazzo da parte mia. L'argomento mi interessava e incuriosiva al punto da spingermi a documentarmi su libri anche perche', con un carattere molto introverso, ho avuto la mia prima ragazza a 19 anni e dopo un mese l'ho fatto per la prima volta. Durante tutta l'adolescenza la pratica autoerotica e' stat molto accentuata e frequente, spesso arrivavo a farlo diverse volte al giorno ma senza mai sentirlo come qualcosa di sporco. L'unica cosa degna di nota erano delle pratiche compulsive che svolgevo prima della masturbazione, legate ad idee ossessive di possibile morte dei miei genitori; compulsioni che col tempo sono del tutto scomparse.
Con la scoperta dell'altro sesso e l'inizio di una vita sessuale regolare mi aspettavo che tali pratiche onanistiche diminuissero tendendo quasi a scomparire, ma in realta' non si e' mai verificato cio'. Addirittura una volta che ho passato l'intera giornata con la mia ragazza, facendolo cinque volte di cui l'ultima con molta voglia anche se con difficolta' erettili, dopo averla accompagnata a casa ho sentito l'esigenza di toccarmi ancora una volta. Ragionandoci su, anche alla luce dei miei studi in psicologia, ho ipoizzato che potesse trattasi di un tentativo di completare la scarica pulsionale, cosa che non sarebbe avvenuta in modo completo nell'atto eterosessuale. Ma poi, anche cambiando partner mi sono accorto che non cambiava nulla. Anche con la mia attuale compagna, con la quale c'e' un'intesa sessuale molto forte e grande appagamento, almeno nell'immediato, si ripete la stessa trama: sento continuamente il bisogno di "toccarmi", a volte desidero addirittura trovarmi solo in casa per poterlo fare in modo spensierato. Spesso di sera mi attardo mentre lei va a dormire, e mi soffermo sui programmi per adulti e su internet anche se sono solo degli spunti per mie fantasie di cui sono spesso protagoniste donne presenti nella mia vita, attuale e passata. Senza dubbio provo piacere nel farlo ma la cosa che mi spinge a chiedere la vostra consulenza e' che si tratta di un'idea fissa, da quando mi alzo a quando vado a dormire, anche se fuori di casa, essendo impegnato in altro, tale impulso sembra svanire. La pratica ha solo un effetto disfunzionale da un punto di vista sociale ossia a volte e' causa di ritardi e a volte mi fa dormire poco; c'e' stato addirittura un periodo in cui se non lo facevo prima di dormire, di notte mi svegliavo in preda a sogni erotici e mi toccavo. Ho riflettuto se potesse avere una valenza ossessivo-compulsiva ma analizzando i miei vissuti non percepisco dei pensieri egodistonici, anzi trovo che tali fantasie siano coerenti col modo di intendere il sesso che ho maturato negli anni. Mi chiedo a questo punto se non si tratti di una particolare struttura di personalita', patologica o meno, e vorrei sapere se nella vostra esperienza avete avuto modo di esaminare casi analoghi e ovviamente quali sono state le conclusioni.
Grazie per l'attenzione.Confidando in una risposta Vi porgo i miei saluti piu' cordiali.

Gentile marco, nel suo caso si potrebbe forse parlare di sexual addiction, volgarmente detta dipendenza sessuale che si esplica nella continua ricerca della soddisfazione dei suoi impulsi cosa che rischia pero' di compromettere alcuni aspetti della sua vita (dorme poco ad esempio), sarebbe interessante approfondire i suoi rapporti anche dal punto di vista relazionale oltre che fisico che mi sembra di capire siano molto appaganti. Potrebbe approfittare delle sue conoscenze psicologiche per parlarne direttamente con un collega esperto in psico sessuologia e se lo ritenesse utile iniziare anche un percorso interiore che sicuramente potrebbe essere molto efficace per capire le origini di questa sorta di dipendenza.
Buon lavoro.

( risponde la dott.ssa Benedetta Mattei )

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