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Modo di vivere le relazioni (143579)

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Tristano 28

Buongiorno, ecco in poche parole il mio problema. Ho 28 anni e sono omosessuale. Credo di desiderare una storia d'amore seria e duratura. Molto spesso provo attrazione per persone che vedo all'Universita', o in altre situazioni della vita quotidiana. Molto spesso si tratta di persone che mi attirano molto, sulle quali fantastico per giorni, settimane o mesi, desiderando la possibilita' di un incontro, di una conoscenza, di un'uscita. Quando cio' non accade mi sento triste e malinconico. Quando pero' la persona in questione si sbilancia, anche lievemente, nei miei confronti, facendomi capire che c'e' una semplice simpatia o anche la voglia di conoscermi, puntualmente io non riesco a godere del momento tanto a lungo desiderato: anziche' buttarmi nella storia, nella situazione piacevole che la vita mi offre, e viverla con serenita' e leggerezza, avviene l'esatto contrario: mi chiudo in una specie di guscio d'ansia che mi causa delle vere e proprie crisi che mi impediscono di essere sereno, di concentrarmi sulla persona appena conosciuta, sui miei studi e sui miei interessi. Anche se la persona mi piace, la trovo stimolante a livello di conversazione, e c'e' attrazione fisica e intesa sessuale, divento (molto) infelice, una voce dentro di me mi dice che "non amo" quella persona, che non ho il diritto di frequentarla e conoscerla, che non ha senso. Mi dice che devo mollarla e rinunciare a tutto quello che potrei vivere con lei, e che non riesco a farlo subito solo perche' non ne ho il coraggio. Il bello e' che questo succede anche se, talvolta, una persona conosciuta su una chat-line mi chiede di incontrarla! L'ansia paranoica mi blocca ancora prima di avere mai visto questa persona. Insomma, sono diversi anni (4 0 5) che non riesco piu' a godermi gli incontri che la vita mi offre, riesco solo a rovinare tutto appiattendo con la mia ansia le persone -diversissime tra loro- che incontro sul mio cammino! Io non chiedo tanto, vorrei solo superare questo problema, riuscire ad affrontare con gioia e serenita' le possibilita' che la vita mi offre, godermi il momento ed essere tranquillo, senza sentirmi in colpa se non sono all'altezza dei nobili sentimenti che vorrei provare. Grazie anticipate per i consigli che vorrete darmi.



Caro Tristano, c'è sicuramente una timidezza di fondo e probabilmente anche tanta paura di creare una relazione, ma c'è innanzi tutto, tanta vulnerabilità che alimenta il conflitto interno e toglie la possibilità di agire il desiderio. Più che un'ansia paranoica, hai da elaborare una grande paura di amare e incontrare, come se dovessi essere perfetto per avere un incontro perfetto. Vivere l'altro è semplicemente viverlo, accettando il dolore di ogni ferita eventuale senza annichilimento, sapendo ricominciare dal piacere dell'esperienza. Il tuo ritiro è compensativo, quasi come se l'interazione smuovesse sedimentazioni antiche mai risolte e su cui invece devi saper lavorare, sapendo andare oltre le paure e gli esiti cicatriziali del tuo passato. Nessuno può avere il controllo dell'evento, e meno di ciò che succederà. A volte però per paura di perdere la pace, perdiamo le occasioni e forse la possibilità di una gioia, di una piccola felicità. E' la speranza che rende credibile il nostro futuro, è la fiducia che rende possibile l'incontro, è la voglia di rischiare che rende credibile la vita. Sei solo tu che puoi fare di te stesso qualcosa o qualcos'altro, sei tu che puoi vivere o restare ad osservare, sei tu che potrai scegliere bene, restare o andar via. Sei tu che che puoi perdere la vita o incontrarla. Auguri

(Risponde la Dott.ssa Bosa Lucia Daniela)

Pubblicato in data 13/05/2010
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