Pubblicità

Omosessualità (153742)

0
condivisioni

on . Postato in Sessualità | Letto 58 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Isabella, 19

 

Buonasera,
è ormai qualche anno che ho dubbi circa la mia identità sessuale, ma non sono ancora giunta a una conclusione.
Premetto che non ho ancora avuto nessun tipo di esperienza sentimentale, nè sessuale, nemmeno un bacio, nonostante i miei 19 anni.
Tutto è partito da un sogno a lieve sfondo erotico e da lì ho iniziato a pensarci.
Ho fatto anche sogni di tipo eterosessuale, ma il dubbio è rimasto.
Credo possa essere utile riferire che i miei genitori hanno divorziato quando avevo circa 4-5 anni e perciò non ho mai instaurato una vera relazione con mio padre. Solo di recente, per mia volontà, ho intensificato le corrispondenze (vive in Francia, lo sento via email), ma spesso mi rendo conto che non sono la figlia che vorrebbe, che non è fiero di me, lo percepisco facilmente.
Fino a qualche tempo fa pensavo di essere anestetizzata, di non soffrire e di non aver mai sofferto per il suo abbandono, finchè mia sorella ha ricordato un episodio per me significativo, che mi ha fatto capire di esserci stata male e di soffrirci ancora un po'. Da quel momento, quindi, ho ripreso a sentirlo, e quest'estate andrò a trovarlo.
Non vorrei che questo essere stata abbandonata, questo percepire una sorta di passività, non volontà di conoscermi finchè io non mi sono fatta avanti, mi abbia sfavorevolmente influenzata. Anche ora, quando mi scrive cose gentili, o mi parla di suoi interessi (comuni ai miei), il mio primo pensiero è cinico: mi viene da sbeffeggiarlo, anche se in parte mi fa piacere, mi commuove.
Tornando al punto, mi è già capitato di "innamorarmi" di un ragazzo, sia alle medie che alle superiori. Il primo anno di liceo mi sono seriamente infatuata di un ragazzo (che non corrispondeva), e credo sia stato l'unica volta in cui mi sono davvero esposta, che ho rischiato, perchè mi piaceva davvero troppo. E' andata male, purtroppo.
Sono poi uscita con un paio di ragazzi, per cui l'attrazione fisica era stata forte, ma quasi subito dopo la prima uscita l'interesse è scemato, come se non mi fosse davvero interessato di loro a livello caratteriale, ma solo fisico, per una sera.
Ora mi accorgo di essere, si, sempre attratta dagli uomini a livello fisico e, superficialmente, caratteriale, ma percepisco anche una certa attrazione verso le donne. Non capisco, però, se questa non sia solo un tentativo di emulazione, di riuscire a identificarmi nella figura femminile che sento dovrei essere ma non sono. Mi vedo ancora come una bambina, sono la prima a trattarmi da immatura, anche se a detta di altri, immatura non sono. Come se questa attrazione fosse solo un'attrazione verso un'altra me stessa, quella che dovrei e vorrei diventare, una donna fatta e finita, sicura di sè e delle proprie scelte, andando contro, se necessario, le imposizioni genitoriali o sociali.
Se mi chiedo se sono lesbica, il primo sentimento è dispiacere perchè non sarei attratta dagli uomini.. ergo,ne sono attratta.
Ma perchè non riesco a lasciarmi andare? Perchè non riesco ad essere me stessa? Perchè non riesco a crescere, sentimentalmente e sessualmente?
Forse questo dubbia sulla mia presunta omosessualità è solo timore di esserlo, e perciò mi assillo con la questione, o forse davvero lo sono, ma non riesco a lasciarmi andare nemmeno in quel senso.
Certo è che, dal punto di vista delle amicizie, mi viene molto più facile instaurare rapporti con le ragazze, sento di non dovermi sforzare. Termino, aggiungendo alcune precisazioni: nemmeno con mia madre il rapporto è stato facile. Mi sono legata fortemente a mia sorella, di 21 anni più grande, e mia madre ha molto sofferto per questo. Anche adesso,il dialogo non è molto, più per mia volontà che sua. Sento certamente conflitto, come se non volessi diventare come lei, volessi allontanarmi dal suo modello, come se non potesse capirmi. Non mi apro affatto nei suoi confronti, so però, che ancora ne soffre di questa mia riservatezza. Ha 40 anni più di me, la differenza è molta, però a volte vorrei anche io riuscire a instaurare il tipido rapporto di complicità madre-figlia che non ho mai avuto.
La confusione è tanta, mi scuso per esser stata troppo prolissa. Spero che possa intravedere qualcosa, qualche suggerimento.
Ringrazio in anticipo,

Isabella

Cara Isabella,
dal racconto si evince le tue perplessita sull'orientamento sessuale per il quale hai dei forti dubbi.
Leggendo la tua domanda la prima cosa che posso notare è la mancanza di identificazione della figura maschili poichè il padre non ti è stato vicino durante il periodo di evoluzione dove il complesso edipico non ha maturato tutte le sue emozioni.
Detto ciò posso affermare che i sogni non sono sufficenti per determinare sia l'etero sia l'omosessualità, credo che tu debba avere più fiducia in te stessa e affrontare una psicoterapia psicodinamica che ti aiuterà ad aumentare l'autostima in te come donna e affrontare le figure maschili con le dovute emozioni.
Liberando i pensieri da i tuoi dubbi potrai vivere serenamente la tua sessualità.

Auguri

(Risponde il Dott. Puggelli Sergio)

Pubblicato in data 18/06/2012

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Dopo tanto il nuovo Psiconline è arrivato. Cosa ne pensi?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Come non riesco a vivere (1541…

Giulietta, 21     Salve.. Mi chiamo Giulia, ho 21 anni e penso di avere dei seri problemi con l'ansia e le relazioni. ...

Compagno con attacchi di rabbi…

Chiara, 41     Sono Chiara ho 41 anni e sono incinta del mio primo figlio al quinto mese, ho sposato il mio compagno un mese fa, stiamo insieme d...

Bambina 10 anni e morte del no…

ELI, 43     Buongiorno, sono mamma di una bambina di 10 anni molto vivace intelligente e matura e al tempo stesso molto sensibile e ansiosa. ...

Area Professionale

La legge 4/2013 ha davvero nor…

Molto si è parlato a riguardo della legge 4/2013 che cerca di dare un inquadramento legislativo alle professioni non organizzate in ordini e collegi. Con que...

Il counselling non può essere …

Maria Sellini, Segretario Generale dell'AUPI, ha inviato una lettera al Quotidiano Sanità affrontando il problema del counselling. La riportiamo integralmente, ...

Pazienti che provengono da pre…

Un breve articolo dedicato a psicologi e psicoterapeuti che si trovano a lavorare con pazienti che provengono da precedenti relazioni psicoterapeutiche e/o sono...

Le parole della Psicologia

Raptus

Il raptus (dal latino raptus, "rapimento") è un impulso improvviso e di forte intensità, che porta un soggetto ad episodi di parossismo, in genere violenti, i q...

Trauma

Forte alterazione dello stato psichico di un soggetto dovuta alla sua incapacità di reagire a fatti o esperienze sconvolgenti, estremamente dolorosi come...

Sentimento

Il sentimento è quella risonanza affettiva, meno intensa della passione e più duratura dell’emozione, con cui il soggetto vive i suoi stati soggettivi e gli asp...

News Letters

0
condivisioni