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omosessualità (45732)

on . Postato in Sessualità | Letto 133 volte

C., 40anni (24.11.2001)

Gentile dottore, chi le scrive è un uomo di circa 40 anni, di temperamento e di aspetto piuttosto giovanile, che lavora e si muove nell'ambito dello spettacolo e della cultura.Quasi tre mesi fa ho conosciuto un ragazzo di diciotto anni, alle prese coi problemi dello studio e della crescita in genere. Dopo pochi minuti di conoscenza, questo ragazzo si sentiva spinto a confidarmi fatti e misfatti del suo passato, meravigliandosi di raccontarmi tutto quanto come se mi conoscesse da anni. ("Hai il dono di mettere a proprio agio un ragazzo e di farlo parlare. Comunque, chiunque tu sia, sento il bisogno di dirti tutto della mia vita, soprattutto le cose più tristi anche se ancora non so il perché").In effetti, aveva avuto un recente passato piuttosto pieno di errori, qualche scippo, qualche rapina, spaccio di erba ed ora stava attraversando un periodo di riflessione e di sconforto in cui riconosceva i suoi torti e ne era sinceramente pentito al punto di piangere. Alla base, in lui, esiste una onesta educazione ricevuta dai genitori e non ha alcun "cattivo esempio" nell'ambito della stessa famiglia.
Ad ogni modo,durante questi tre mesi, ha smesso di fumare perfino le sigarette e si è imposto un modello di vita che era davvero lontano dal suo modo di essere del passato.Quasi da subito, i nostri rapporti sono stati completi, nel senso che mi sono ritrovato, e con enorme piacere, tra le braccia di un omosessuale e non di un etero curioso o di un bisex attivo anche se da circa otto mesi ha una ragazza.E qui comincia il vero problema di tutta la storia.Durante i nostri discorsi (parliamo molto) è venuto fuori che egli non la ama ed è perfettamente cosciente di questo. Dice che con me è la prima volta che vive anche l'esperienza completa dei sentimenti omosessuali e che mai aveva immaginato di potersi innamorare di un maschio.Da quello che dice e dai suoi comportamenti, riesco a capire che teme il giudizio degli altri e fra le cause dei suoi turbamenti interiori (notevoli, tra l'altro) sono presenti: i genitori, gli amici, la sorella, il fratello, tutta la società che lo circonda. Capisco i grandi conflitti che prova dentro di sé perché tutti noi omosessuali bene o male li abbiamo dovuto affrontare e risolvere in qualche modo.Nessuno sa di questa sua doppia identità, nessuno immagina nemmeno lontanamente che egli possa vivere una storia simile.Inutile dire che io gli voglio un bene enorme e che insieme stiamo benissimo e non solo durante i momenti di intimità. E' evidente che in me ha trovato anche una guida, un punto di riferimento. E' sempre pronto a chiedermi consigli e aiuti sia nello studio che in altre cose.
Io gli dico i miei pareri, gli dico come mi comporterei in determinate circostanze ma poi gli chiedo sempre di agire secondo la sua coscienza. Gli ripeto di continuo che non voglio assolutamente plagiarlo, che non desidero accanto a me un ragazzo che si comporta come me solo per imitarmi o per farmi piacere ma gli dico di tirare fuori la sua personalità, di comportarsi come veramente sente di fare evitando ogni condizionamento.Caro dottore, io voglio continuare ad aiutarlo. Soffro per le sue sofferenze interiori. Voglio cercare in qualche modo di aiutarlo a risolvere i suoi conflitti e, mi creda, spesse volte, lo sconforto prende anche me perché non riesco più a trovare il giusto modo di affrontare i suoi problemi.Non riesco più a capire se incoraggiarlo a prendere delle decisioni , se spingerlo a fare delle scelte o semplicemente starmene in attesa.
Due settimane fa ha avuto il coraggio di lasciare la ragazza, cogliendo l'occasione di un comportamento scorretto da parte di lei ma, dopo pochi giorni, lei lo ha tempestato di telefonate, ha tempestato di telefonate anche la madre di lui e la sorella di lui, fin quando il mio amico non le ha dato la possibilità di un incontro durante il quale la ragazza è riuscita nuovamente a ripristinare un rapporto. In quei giorni, aveva usato espressioni tipo "Mi devi credere, ora finalmente mi sento libero di respirare. Mi stava soffocando. Non ce la facevo più. Mi toglieva l'aria."Spesso, a conclusione di un rapporto con me, lo sento parlare improvvisamente e, apparentemente, senza motivo, di una qualunque figura femminile.
Oggi gli ho chiesto perché all'improvviso mi parlava di una "probabile scopata con una certa ragazza conosciuta ..ecc..ecc.." Gli ho chiesto il motivo per cui mi parlava improvvisamente, e subito dopo aver fatto l'amore con me, di una cosa del genere pur sapendo che non sono geloso di una eventuale avventura sessuale con una ragazza occasionale. Non mi ha saputo rispondere. Gli ho chiesto allora di chiedersi quel motivo, di fermarsi un momento a riflettere, di cercarlo dentro di sé quel motivo che non conosceva. Di nuovo mi ha risposto con un sorriso dicendomi che non sapeva il perché. Allora gli ho fatto capire, con infinita dolcezza, che probabilmente il motivo era quello di una sua paura nei confronti dell'omosessualità. E finalmente siamo riusciti a parlare in maniera ancora più intima ma senza turbarlo eccessivamente. Gli ho detto che deve pian piano imparare a rendere conto dei propri sentimenti solo a se stesso, senza pensare a quelli che gli stanno intorno. Gli ho detto che è importante vivere secondo i propri sentimenti, secondo quello che si sente dentro, nel proprio animo, evitando ogni condizionamento se non si vuole essere degli esauriti per tutta la vita. Alla fine gli ho chiesto: "Vuoi vivere così tutta quanta la tua vita?" e mi ha risposto di no. Gli ho detto che io non gli chiedo di fare delle scelte, (perché mi rendo conto che è presto), semplicemente gli ho detto che io gli sarò vicino sempre e che può contare sul mio aiuto sempre.
Caro dottore, la prego di dirmi cosa devo fare per aiutarlo davvero. Ho bisogno di aiuto per poter aiutare lui. Ho bisogno di non avere dubbi io per poterlo aiutare a sconfiggere i suoi.
Attendo fiducioso una Sua risposta.

Colpisce molto nella sua lettera l'affetto profondo e sincero che lei ha per questo ragazzo. Credo che, data la differenza di età, lei abbia avuto modo di dare spazio in questa relazione ai suoi desideri ( consci ed inconsci) di paternità; a tratti, mentre scrive, sembra più un padre preoccupato delle intemperanze del figlio adolescente che un amante.Dato il suo forte coinvolgimento emotivo e le implicazioni che ha per lei questa storia dubito che possa aiutarlo più di quanto non stia già facendo;.
Come lei sa bene essere omosessuali in una società omofobica è difficile ed il processo di coming-out è lento e doloroso. Non può fare altro quindi che aspettare i tempi del suo amico, mettendo anche in conto, che magari le vostre strade possano dividersi.

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