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on . Postato in Sessualità | Letto 119 volte

Federico, 25anni (17.9.2001)

Da che parte cominciare? In anzi tutto mi presento, mi chiamo Federico G., ho 25 anni e sono assieme ad una ragazza di 22 da 4. Vi scrivo, come tutti del resto, per chiedervi un consiglio, per cercare un appiglio. Ho un problema che non è semplicissimo da esporre, problema che vivo in pieno e di cui la mia ragazza è a conoscenza. Sono manifestazioni ansiose, credo, ma che non riesco a controllare, alcuni esempi: se mi viene in mente una ragazza appena conosciuta non riesco più a togliermela dalla testa e mi sento "male" tremendamente in colpa nei confronti della mia fidanzata e fino a quando non le confesso la cosa mi è impossibile riprenderne il controllo.
La cosa però si è manifestata anche con figure maschili e in quelle circostanze, inizialmente penso che sia tutto sotto controllo, ma poi salgono le paranoie ed arrivo a pensare d'essere omosessuale o qualcosa del genere, magari solo perché mi è capitato di vedere un mio amico nudo degli spogliatoi ed è quella l'immagine che mi tormenta, mi tormenta fino a quando non ne parlo con lei, sempre lei la mia ragazza, solo dopo riesco, in qualche modo, a combattere quell'immagine che mi perseguita. Una volta accadde anche per una bambina incontrata in una fiera, l'immagine mi perseguitava, e senza controllo iniziai a creare stupide paure, a temere di essere pedofilo, pur non avendo mai e dico mai provato per nessunissimo motivo desideri sessuali per un infante.Questo modo di vivere, o meglio sopravvivere, mi accompagna tutto il giorno e cresce sempre più ora qualsiasi persona io incontro, soprattutto se donna e magari appariscente ne ho il terrore, ho paura che entri nella testa e poi non se ne vada più ed è proprio quella paura che fa sì che ciò accada. Non riesco più a controllare la cosa e continuo a sfogarmi su quella povera ragazza che mi sta accanto e che sopporta tutte le mie ansie e tutti i miei problemi cercando, nel limite delle sue capacità, di aiutarmi.
I problemi poi non si limitano alle persone, ma anche ad alcune azioni, ad esempio un tempo passavo un po' del mio tempo libero su internet e parte di questo tempo lo trascorrevo su siti pornografici (chi non lo fa?), ora ho smesso, ma non perché non m'interessi più, bhe forse in parte si, ma anche perché non riesco a guardare quelle immagini senza poi doverlo andare a dire a lei, non riesco e non sono mai riuscito a masturbarmi senza dover confessare alla persona che amo di averlo fatto, e fino al quel momento sono afflitto da terribili sensi di colpa. Io soffro di eiaculazione precoce e cercai la soluzione nella masturbazione per imparare a controllare l'eiaculazione, ma nonostante gli iniziali miglioramenti smisi, perché vivevo la situazione sempre con quei sensi di colpa che razionalizzando mi rendo conto essere inesistenti.
Io mi rendo conto che non c'è niente per cui sentirsi in colpa in nessuna di tutte le situazioni menzionate, ma mi ritrovo in una situazione conflittuale in cui una parte di me razionalizza e l'altra, che oramai non riesco più a controllare, che mi propina continuamente situazioni ansiose, pene morali da infliggermi, facendomi vivere con paura e malessere. Spero possiate darmi un consiglio, so che l'aiuto di uno psicoanalista può aiutare, ma sono già stato in passato dallo psicoanalista perché in fase di passaggio da adolescente ad adulto, mi ritrovai smarrito e tutto non mi piaceva più la morosa il lavoro gli amici, la famiglia ecc...
Non me la sento di dire ai miei di averne ancora bisogno e soprattutto non me la sento di accettare il fatto di averne bisogno, perché non posso essere sereno e vivere bene senza dover farmi curare, i miei amici non ci vanno mica, io cosa ho di diverso, non sono ne inferiore e nemmeno mi sento di valere meno di loro e allora...? Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione prestatami e rimango in attesa di un vostro consiglio, sperando di trovare nelle vostre parole qualcosa che mi può far tornare la voglia di sperare e di lottare.
Cordiali saluti F.G.

Caro F.G., comprendo pienamente le sue difficoltà, la lettera è una testimonianza fedele di tutto quanto c'è in questo momento nel suo "mondo interno". Ovviamente la situazione è abbastanza complessa, i temi da affrontare rileggendo la lettera sono tanti, anche se intrecciati tra loro. Purtroppo non posso che rimandarla ad un esperto, forse non se la sente di riprendere un percorso psicoanalitico in senso ortodosso, anche una psicoterapia potrebbe esserle utile e metter un po' di ordine nella sua vita. Una cosa poi mi ha molto colpito nella sua lettera e vorrei rimandargliela, una delle ultime comunicazioni che ha fatto a proposito della difficoltà di comunicare ai suoi di avere ancora bisogno dell'analisi. Mi sembra evidente, stando a quanto dice, che c'è come una difficoltà a pensare a un simile progetto in modo indipendente e separato dai suoi genitori, come se poi l'analisi dovesse passare quasi per il loro consenso. Probabilmente è il tema della dipendenza che va affrontato, perché mi sembra che lei faccia anche costante riferimento alla sua fidanzata, come fosse una sua parte, e non altro da sè. Rifletta un po' su queste cose. Ed il mio consiglio, ribadisco, è quello di rivolgersi ad un esperto.

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