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paura della visita ginecologica (48497)

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Lucia, 34anni (16.2.2002)

Ho 34 anni e sono prossima al parto (intorno al 20 marzo). Mi sono sottoposta, come è normale, già a diverse visite ginecologiche ed ogni volta è stata la stessa storia: non riesco a rilassarmi! Risultato: provo un terribile fastidio, talora insopportabile, perché misto anche a dolore, quando il ginecologo ispeziona le mie parti intime con il dito. Il medico, che è persona di grande garbo e professionalità, mi ha detto, però, che se continuo così, il momento del parto sarà drammatico, perché, allora, per controllare la dilatazione, dovrà inserirne addirittura due di dita dentro, e ciò, unito al dolore che inevitabilmente portano le doglie a tutto il resto, potrebbe rallentare tutte le procedure connesse alla nascita del bambino, con gravi conseguenze per la sua e la mia salute. Ciò, io credo, inevitabilmente, condurrebbe al cesareo, unica soluzione alla mia "follia", anche se il parto potrebbe avvenire naturalmente.
Tutti mi biasimano, per la mia mancanza di autocontrollo, da mia madre, donna forte e coraggiosa, più volte provata dalla vita, a mio marito, che mi adora, ma che non riesce a capire davvero le mie sofferenze. Nessuno capisce quanto per me sia difficile controllarmi: durante la visita vengo presa da un tremito irrefrenabile e mi chiudo a riccio, anche se non vorrei. Sono arrabbiatissima con me stessa per questa mia debolezza, che non accetto!!!!! Del resto era prevedibile: sono sempre stata una persona ansiosa e ho sofferto, anche in passato, di attacchi di panico. Era da tempo, però, che avevo recuperato la mia serenità e il dominio di me stessa: ho addirittura fatto l'amniocentesi con lo stesso ginecologo, senza emettere un lamento! Ora non vorrei che si tornasse punto e daccapo! Cosa debbo fare per riuscire a dominarmi?
Lucia '67

Cara Lucia, considerando il momento delicato che sta vivendo, immagino sia molto più vulnerabile e non credo ci siano rassicurazioni che possano tranquillizzarla. In questi casi la razionalità non è detto che riesca a sostenere. Considerando i suoi precedenti, credo sia utile potersi avvantaggiare di un sostegno psicologico, anche modesto, inteso non come spazio di cura, ma appunto come sostegno alle ansie che accompagnano un momento tanto bello e intenso quanto delicato, nella vita di una donna. Non deve fare esercizi per dominare i suoi vissuti, credo che questo possa addirittura irrigidirla di più. Forse anche semplicemente parlare con qualcuno "esperto"; magari può frequentare qualche gruppo di donne che stanno vivendo la sua stessa esperienza, anche solo per un breve ciclo, credo la possa sostenere. In ogni caso le faccio tanti cari auguri.

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