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Pedofilia (014424)

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on . Postato in Sessualità | Letto 43 volte

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Anonimo, 33 anni

Dunque, sono una donna di 33 anni, ed ho da circa un anno una relazione con un ragazzo 3 anni piu´giovane di me, figlio di separati, ed un padre estrmamente narcisista, donnaiolo, che ha esercitato un´enorme violenza psicologica da bambino, credo mai trasformata in azione vera e propria, sotto forma di abuso.
Potrei contare sulle dita il numero dei rapporti sessuali completi con questa persona, che sono scarsi e assolutamente non soddisfacenti, ne´sul punto di vista emotivo ne´su quello fisico ma ho scoperto che guarda siti porno optando per preferenze di carattere violento (fisting, gangbang - stupri) o soffermandosi su siti ai limiti del lecito, ragazzine/bambine (12-15 anni), che, ho notato, cerca anche con lo sguardo in giro per strada....mi ha inoltre raccontato che all´eta´di 23 anni in un viaggio in thailandia dove ,diciamo, gli e´ "capitato" di incontrare un procacciatore di facili fanciulle che invece di proporgli appunto ragazze consenzienti gli apre una porta davanti ed escono sei bambine terrorizzate..... e lui e´scappato (dice) terrorizzato da quella situazione, mi chiedo come sia possibile che capitino cosi´a tiro di mano queste situazioni a meno che non te le vai a cercare.....
Ora, sono stremata, distrutta da questa situazione, da questi dubbi, credo che il mio partner non ha solo semplici fantasie a riguardo, ma una vera e propria predisposizione sessuale perversa, che non mi/ci permette di avere una relazione sana e felice.
Non oso pensare sia pedofilo, studiando psicologia ne so gia´qualcosa, ma come riconoscere il disagio e assicurarsi che sia davvero cosi´, e sopratutto cosa devo fare io? Non posso parlarne con lui direttamente, non saprei che reazione potrebbe avere in questa delicata situazione. Grazie mille per un aiuto!

Salve, probiblmente la necessità di fare qualche cosa in questi casi deve arrivare direttamente dal soggetto interessato, quindi sfruttando anche i suoi studi, quello che lei può fare per aiutarlo è solo di instradarlo verso un percorso che lui dovrà fare da solo e con motivazione per cercare di guarire il suo malessere. Buona fortuna


( risponde la dott.ssa Benedetta Mattei )

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