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Problemi apparato genitale (139910)

on . Postato in Sessualità | Letto 3 volte

Fabio 34

Buongiorno, è da un mesetto che ho qualche disturbo localizzato nella zona degli organi genitali. Ho delle sensazioni difficili da spiegare, e cercando qua e la su internet, la cosa che più si avvicina ai disturbi che provo è sintetizzata in questa frase: "senso di peso o un fastidio perineale, bruciore lungo l'uretra a riposo, dolenzia ai testicoli, senso di peso sovra-pubico e nella parte interna delle cosce, bisogno di urinare più spesso". La cosa strana è che questa cosa mi era già successa circa una decina di anni fa (ho 34 anni) e senza nessun tipo di cura mi era completamente scomparsa. Non riesco a capire se si tratta di un'effettiva  patologia, oppure più semplicemente di un problema di natura psicologica. Spesso mi capita che se svolgo attività che escono dalla consuetudine, il problema sembra scomparire, un esempio su tutti: sono stato all'estero per 4 giorni, prima di partire il problema era abbastanza acuto, durante il viaggio era praticamente scomparso, mentre al rientro si è riacutizzato. Vorrei un consiglio sul da farsi.
Grazie, cordiali saluti.

Caro Fabio, mi sembra che la diagnosi sull’origine del suo problema, l’abbia fatta da solo. Intanto chiede il parere ad uno psicologo e non ad un medico. Solitamente, per questo tipo di sintomi, una qualsiasi altra persona, sarebbe subito andata dal medico ed invece lei chiede un parere psicologico. Questo fa supporre che già intuisca la natura emotiva del problema e che ne desideri solo una conferma. In secondo luogo, lei dice che se si occupa di qualcosa che esce dal consueto, il disturbo svanisce, un ulteriore elemento che determina la natura psicogena. Se ci fosse un problema medico, il sintomo non scomparirebbe così. Di sicuro, c’è molta insicurezza in lei, infatti cerca conferma di qualcosa che sa già e addirittura cerca su internet la definizione di ciò che sta provando. Sembra quasi che non si fidi di sé e delle proprie sensazioni, come se qualcuno di esterno potesse saperne o saper dire più di lei, per quello che riguarda la sua vita. Cominciamo dal riappropriarsene! Adesso, c’è da capire cosa della sua vita la disturba tanto, da crearle un disagio così forte. Ciò che la porta via dalla sofferenza, sembra essere ciò che esce dal consueto, per cui è ciò che la circonda abitualmente, che le crea sofferenza. Il suo esempio del viaggio all’estero, fa pensare che deve esserci qualcosa o qualcuno, nella sua quotidianità, da cui si è allontanato con quell’aereo, che la disturba enormemente, fino a farla star male. Un altro indizio può essere dato dalla natura del sintomo stesso, ovvero “cosa le impedisce di fare, questo sintomo?” Ciò che le impedisce di fare, costituisce ciò che lei non vuol più fare e poiché non riesce a dirselo e a darsene il permesso, il corpo ha preso le sue veci e la obbliga a prendere in considerazione il problema. Cos’altro era successo dieci anni fa, che ha creato lo stesso problema? Cosa c’è di analogo, fra la sua situazione di dieci anni fa e ora? Io non ho sufficienti elementi per darle uno spunto in questo senso, ma può darselo da solo, rispondendosi a queste semplici domande. Lei ha tutti gli strumenti, per ottenere le sue risposte! Generalmente quando si trova la risposta giusta, il sintomo scompare e si viene immediatamente liberati dalle tensioni somatiche. C’è da vedere però, se è stato un problema più episodico o se c’è un problema più generale, legato ad uno suo modo di reagire agli eventi, tendenti alla somatizzazione. In quest’ultimo caso, occorre un presa in esame della situazione più globale e magari un intervento di tipo psicoterapico. Perché se non lavora su sé, magari il sintomo può momentaneamente sparire, ma al prossimo problema, riaffioreranno nuovi disturbi. Questo quadro può essere facilmente compreso, osservandosi alle spalle, guardando come ha reagito di fronte a tutte le tappe evolutive più importanti della sua vita (passaggio di scuola, cambio di professori, situazioni nuovi, nuove relazioni, nuovi compiti, ingresso nel mondo del lavoro, situazione relazionale, ecc.). Osservare la sua storia, le permetterà di comprendere quali sono i suoi modi usuali, per reagire agli stress, alle tensioni, ai compiti vissuti come emotivamente difficili. Le darà un’idea del suo modo di vivere le cose e di affrontarle. Forse scoprirà un mondo affascinante, che si chiama “Fabio”.
Bhe, non mi manca che dirle: Buon lavoro!

 

(Risponde la Dott.ssa Costantini Sabrina)

Pubblicato in data 18/11/09
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