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Problemi relazionali (143798)

on . Postato in Sessualità | Letto 10 volte

Fabio 38

Salve, mi chiamo Fabio, ho 38 anni, laureato, lavoro come informatico. Negli ultimi tempi mi sento ansioso e depresso, ma non voglio parlare di questo. La vera ragione per cui ho bisogno di scrivere è un'altra; è come se questa depressione mi abbia spinto a comunicare qualcosa di cui non sono riuscito mai a parlare. Non ho mai avuto una ragazza e per questo se rifletto sulla mia vita penso solo a una sensazione di solitudine sempre esistente; dirò una cosa assurda, ma è come se fossi destinato alla solitudine, al non poter essere mai felice. Non ho mai avuto una ragazza e ho avuto pochissime amiche, non riesco ad avere una relazione intima con una ragazza, come se rimanesse sempre una barriera tra me e lei. E' vero anche che praticamente mai prendo l'iniziativa per conoscere ragazze, è capitato anche di rifiutare possibili situazioni di conoscere nuove persone, per una totale mancanza di fiducia, non sono proprio in grado di chiedere ad una donna di uscire con me. Non dico che non ho una vita sociale, esco il venerdì con un gruppo di amici, al lavoro ho contatti con molte persone, ma è anche vero che la sera non saprei proprio a chi telefonare per fare 4 chiacchere, il sabato sono sempre solo, l'assenza di amicizie intime è vera anche per quanto riguarda le amicizie maschili, ma di ciò non soffro. Sono una persona che ha molte difficoltà a parlare di se stesso, mi sento molto insicuro, mi sento una persona senza capacità critiche, senza doti particolari per attrarre una ragazza o per avere successo al lavoro. Mi sono innamorato solo 2 volte, in entrambi i casi ne è derivata sofferenza, a 20 anni solo perchè era la prima ragazza con cui ero riuscito a fare delle conversazioni un po' più lunghe, non era interessata a me, aveva il ragazzo, ma lo tradiva: ero totalmente ossessionato da questa ragazza. A 29 anni ho dato il primo bacio, i primi abbracci, quando dopo pochi giorni non ha voluto più frequetarmi, mi è caduto il mondo addosso, come era stato bello avere un po' di affetto che da allora non ho più avuto. Aggiungo una cosa non so se importante: i miei sogni erotici hanno spesso come protagonista una donna che si concede a più uomini e talvolta mi immedesimo in questa donna. Ma non sono omosessuale: posso giurare di non esserlo, per strada o in ogni altro luogo, il mio sguardo si rivolge solo alle donne, bramo e sogno solo di avere una ragazza, un abbraccio di una ragazza mi dà sensazioni che un abbraccio di un ragazzo non mi ha mai dato. In poche parole, sono sessualmente attratto solo dalle donne, quei sogni si presentano solo nei momenti di autoerostismo e in nessuna altro momento della mia vita, quando vedo o parlo con una ragazza questi sogni non sono mai presenti. Spero vogliate darmi qualche consiglio, grazie per l'attenzione.

Caro Fabio, ci descrive una situazione veramente triste! La sensazione di rimanere per sempre solo, deve essere una predizione agghiacciante, soprattutto in visione di un grande bisogno di tenerezza e amore. Sembra un tunnel senza fine, un incubo da cui non si riesce a svegliarsi. Cosa c’è di peggio? Nel raccontarci, dice di non voler parlare del suo essere ansioso e depresso, come se questa fosse un’altra storia. Non è così. Se lei ha difficoltà a relazionarsi con gli altri e con sé, se non riesce a vedersi in tutti i suoi aspetti, soprattutto nelle qualità socializzanti, nelle qualità che conducono all’assertività e al successo, sicuramente c'entra molto la sua depressione, come origine e come conseguenza della sua situazione. Voglio dire che lo stato depressivo conduce ad una visione di sé distorta e degradata, nello stesso tempo vivere in questa solitudine, in questo senso di incapacità produce facilmente ansia e uno stato depressivo. Da come si descrive, percepisco uno stato depressivo molto antico, forse risalente alla stessa infanzia, piena di desolazione e tristezza. Certo, c’è da chiedersi perché. Perché di questa tristezza? Perché lei non ha fiducia in sé? Non vede le proprie qualità? Perché mai, vede il mondo così inavvicinabile e gli altri migliori di sé? Perché non riesce ad avere fiducia in sé e negli altri? Che paura ha Fabio? E qual è l’immagine del mondo e di sé, che le hanno passato i suoi genitori? Perché i suoi genitori, dovrebbero averle passato questo copione di solitudine a vita? A loro cosa serve, che lei rimanga solo? Non ho dubbi sulle sue capacità, altrimenti non sarebbe laureato, non farebbe l’informatico, non uscirebbe il venerdì sera e non sarebbe qui a chiedere un parere, dopo aver fornito una descrizione esauriente della propria situazione. Però, ciò che le hanno passato, la visione che le hanno trasmesso e lo stato emotivo conseguente, le fanno vedere una realtà distorta, non congruente con quanto è realmente. Comprendo che debba avere molta paura del mondo e di ciò che può verificare, non a caso le uniche due esperienze al femminile le hanno confermato lo stereotipo che ha su sé e sul mondo. In questo modo è un circolo vizioso. Vista così sembra che non ci sia via d’uscita, che lei è destinato all’insuccesso perenne. Ma non è realmente così, è solo un’illusione, una realtà deformata dalle paure. E’ necessario che lei faccia quel passo in più, un atto di coraggio e di vitalità verso sé. In lei, c’è tanta voglia di stare con gli altri, di essere amato e se vuole troverà sicuramente questa condizione, incontrerà le persone e sé stesso con loro. Anche nel raccontare dei suoi sogni autoerotici, ripetutamente ci assicura di non essere omosessuale. Che paura ha? Anche qua, mi sembra troppo preoccupato del giudizio. Che importa se lei è omosessuale o eterosessuale? Lei desidera amore e vicinanza e questo è quanto basta, non deve niente a nessuno e non deve spiegazioni a nessuno, deve solo vivere la propria vita nel maggiore rispetto dei suoi bisogni e nel rispetto degli altri. Ma non è questo il punto, i suoi sogni non indicano un’omosessualità, ma un altro tipo di bisogni. Le sue fantasie sono complesse psicologicamente e possono avere varie sfaccettature, quello che mi appare di primo acchito è che lei è attratto da una donna che va con molti uomini, che poi se vogliamo corrisponde alla prima ragazza di cui si è innamorato (fidanzata ma con altri uomini) che le conferma di non essere adatto e abbastanza attraente. Non so se riguarda anche la seconda, non ce n’ha parlato a sufficienza. Di fatto sembra attratto proprio dal tipo di donna, trasgressiva, che poi la fa soffrire perché le rimarca un rifiuto a favore di altri uomini. Il fatto di ribaltare la cosa, di immedesimarsi nella donna, mi fa anche pensare che c’è un forte desiderio di padroneggiare la situazione, anziché subirla, agendo questa sessualità multipla. In quanto donna che va con molti uomini, nei suoi sogni, è lei che sceglie e fa sentire scartati gli altri e non più viceversa! Può sicuramente uscire da questa profonda solitudine, ma deve impegnarsi a lavorare su sé con pazienza e fiducia. E’ importante che trovi un professionista nella sua zona che la accompagni in questo percorso, importante per lei. Prima di tutto dovrà imparare a fidarsi di sé e del professionista che l’accompagnerà, sarà il primo scalino e la prima tappa, poi tutto il resto verrà da sé. Ogni tema essenziale, ogni emozione troverà la sua giusta collocazione nei giusti termini e nei giusti tempi. Allora, finalmente vedrà sé e gli altri in un modo diverso. Un grande in bocca al lupo Fabio!

 

(Risponde la Dott.ssa Sabrina Costantini)

Pubblicato in data 14/04/2010
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