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Maria Stefania 23

Gentile Dottore, sono arrivata a scriverle perché purtroppo non ho trovato risposta a ciò che è un mio problema, e che mi trascino da qualche tempo.Io ho 23 anni e il mio moroso ne ha 25 e siamo felicemente fidanzati da 5 anni. Io sono profondamente innamorata di lui e non ho motivo di dubitare il contrario da parte sua; purtroppo per motivi di lavoro, ci vediamo solo 1 volta alla settimana. Da circa 1 anno, i nostri rapporti si sono "accorciati". Le poche volte in cui abbiamo un rapporto nei tempi "giusti" sono rare. Il problema penso che sia di entrambi. Mi spiego. Lui si dedica ai preliminari, mi bacia e mi stimola. Appena avviene la penetrazione, però, in pochissimo si conclude il rapporto, ed è proprio la penetrazione che a me dà un vero stimolo. Risultato: il 99% delle volte non raggiungo l'orgasmo. Riconosco che non mi è sufficiente essere accarezzata prima del rapporto, e a volte per poter venire con lui mi stimolo da sola (a volte non faccio neanche in tempo)! Al termine del rapporto lui spesso conclude dicendo: "Scusami amore, ero troppo eccitato!" Io sento che la sua eccitazione è naturale e non gli faccio pesare quei momenti. Questo però ci sta rovinando al punto che a volte non mi va e mi rifiuto di prestarmi. Ho ipotizzato che potesse essere stress/nervosismo ma al lavoro va tutto bene e non sono successe cose particolari negli ultimi tempi. C'e qualcosa che posso fare per aiutarlo e per aiutarci? La ringrazio anticipatamente qualora volesse aiutarmi. Distinti saluti.

Cara Maria Stefania, la descrizione, che mi sottoponi, è classica nelle coppie, che per motivi di lavoro e logistica si possono poco frequentare. Lo stress può essere la causa delle eiaculazione precoce, ma non è detto, anzi credo che fra voi non ci sia quella confidenzialità che credete ci sia. Consiglio di consultare uno psicologo psicoterapeuta sessuologo iscritto alla FISS (Federazione Italiana Sessuologia Scientifica) che con esercizi specifici può aiutarvi nel raggiungere l'estasi in simultanea. E' anche chiaro, qualora lo ritenesse utile, fare anche delle sedute di psicoterapia per capirne le componenti nevrotiche che si nascoindono. Auguri

(Risponde il Dott. Pugelli Sergio)

Pubblicato in data 16/03/2010
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