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Matteo, 31 anni

Salve, le espongo brevemente il mio problema: ho trentuno anni,sono un libero professionista, dall'età di 16 anni ho avuto grosse difficoltà a relazionarmi con le ragazze, per timidezza e senso di inadeguatezza. All'età di 20 anni mi è capitato un episodio che mi ha spinto a chiedere l'aiuto di uno psicologo, dovevo incontrarmi con una ragazza ed ero talmente agitato che la tensione si è manifestata con una grande debolezza (mancanza di energie) ed un senso di vomito, col tempo alcune crisi depressive mi hanno portato anche ad una progressiva anestesia sensoriale, è difficile spiegarlo, è come se mi fossi staccato fisicamente dal provare sensazioni per difendermi da questi continui stati di sofferenza e disagio.
Così è iniziato il mio percorso terapeutico, ho girato diversi specialisti e sperimentato varie tecniche di cura (analisi,psico-comp.,psico-corporeo), sempre con la massima applicazione e forza di volontà con una forte determinazione a risolvere i miei problemi.
Ma dopo tanti anni, non ho ancora risolto purtroppo, questa apatia e anestesia sessuale e con le ragazze è subentrato una sorta di indifferenza e rabbia. So che dovrei provare ancora, ma non so dove sbattere la testa e sinceramente sono anche un pò scoraggiato e diffidente ad iniziare ancora terapie psicologiche.
Tutto ciò naturalmente si riflette nella qualità del mio umore, del mio lavoro e del mio rapporto con gli altri. Credo che una ragazza sincera potrebbe aiutarmi, ho cercato come sempre di mettermi in gioco, a volte anche forzandomi, ma il risultato è sempre stato una mancanza di spinta, di desiderio e il ritorno di queste sensazioni di malessere e debolezza fisica. E' come se il mio fisico avesse deciso di staccarsi, o meglio di provare solo dolore. Vi chiedo un aiuto, un consiglio, non voglio rinunciare definitivamente a stare bene, sarebbe sopravvivere non vivere.

Caro Matteo, quando il problema non è facilmente individuabile e inquadrabile, non è cambiando tecnica d'intervento che si accede alla sua elaborazione, ma insistendo proprio in un approfondimento nella ricerca delle parti remote e invisibili del sè.
Devi riprendere una buona analisi che per essere adeguata deve spesso durare degli anni ed essere effettuata con un buon transfert con l'analista.
Tutto sommato il tuo sembra un movimento bloccato quasi di tipo depressivo, come se attraverso questa sorta di castrazione tu esprimessi una rabbia intensa e profonda, che non riesce ad avere altro binario di uscita e comunicazione.
Ricordati in ogni caso che il sintomo è sempre e comunque un linguaggio con un codice inconscio e simbolico. Nel tuo caso il codice attiene proprio ad un problema d'attaccamento.


( risponde la dott.ssa Lucia Daniela Bosa )

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