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sesso e realizzazione(45954)

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on . Postato in Sessualità | Letto 215 volte

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Dario, 31anni (30.11.2001)

Come posso superare i vincoli tanatici generati da una educazione generalizzata(cioè non solo familiare)sessuale repressiva,e per repressiva intendo generante paure ora, colpevolizzatrice poi,dove l'unione con una donna rappresenterebbe, così si profila nel vissuto interiore,un evento distruttore e comunque di incontrollabile portata, il quale verrebbe percepito a priori, nonostante il desiderio del patner,un vero è proprio atto di aggressione?
Attualmente non ho alcuna compagna, quella con cui stavo mi ha lasciato, vuoi per problemi di distanza, vuoi per i suddetti argomenti, che inevitabilmente producono sia una scarsa performance sessuale(scarso coinvolgimento, assenza spesso di eiaculazione, anorgasmia nel senso più vasto del termine,sia una resistenza posticipatoria non dichiarata ma percepibile dal patner.
Ho come l'impressione di vivere l'esperienza che viceversa vivono molte ragazze, un senso di inappetenza sessuale quando c'è l'occasione e poi quando vengono mollate un senso di vertigine e di forte sofferenza, consapevoli forse di essere state esse stesse la causa della rottura.Ormai queste difficoltà mi hanno condizionato la vita, ho notato che dal periodo della pubertà sino ad adesso, certe capacità volitive e intellettive sono state compromesse, prima notabili solo in settori tipo la matematica poi in ogni campo,inoltre la memoria che era di ferro,è andata via via scemando.L'onanismo ha fatto da padrone, esso ha prodotto in queste circostanze,data la natura sostitutiva(e predominante)e non integrativa,un processo di asocialità sempre più pervasivo.
Attualmente sono in analisi, ma vorrei avere delle indicazioni più pratiche e a breve termine realizzativo per uscire da questa situazione, consapevole del fatto che il "grande imputato" non è tanto il sesso in se stesso ma il piacere tutto,il sesso è solo l'elemento cardine,ma poi il resto va costruito sopra di esso e se è problematico l'esistenza diviene problematica.
Ringraziandovi del servizio offerto, attendo risposta.

Caro Dario, hai ragione nell'individuare il nòcciolo dei tuoi problemi non tanto nel sesso (deficitario e insoddisfaciente), quanto piuttosto nella mancanza generale di gusto per la vita ( per il piacere in senso ampio) che fa ritenere la tua situazione più tipica di un quadro depressivo ( e di una tua ricerca d'identità personale), che non un disturbo specifico della sfera sessuale. I sensi di paura, di colpa, di inibizione.... generati da un'educazione repressiva e mortificante, sono questi gli imputati maggiori di un processo di crescita compromesso e a cui , giustamente, cerchi di porre rimedio con un trattamento psicoterapico riparatore. Chiedi indicazioni pratiche a breve termine? No, non esistono scorciatoie al percorso di recupero e di ricostruzione del tuo io, ma ti suggerisco di resistere, di investire nel lungo periodo, di confidare nelle tue risorse naturali residue, sicuro che un'educazione , pur svantaggiata come la tua, non può averle totalmente compromesse.Auguri.

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