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Sesso mancante (115506)

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on . Postato in Sessualità | Letto 42 volte

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Lucia 23

Buongiorno, mi chiamo Lucia, ho 23 anni e da 5 sono insieme ad un ragazzo di 28 anni con cui vivo un rapporto serio e meraviglioso di rispetto reciproco e impegno. Da molto tempo però (parlo di tre anni ca.), i nostri rapporti sessuali sono andati via via a diradarsi, fino ad arrivare alla completa assenza che vivo in questo momento. In principio, la nostra relazione viveva una sana scoperta sessuale l'uno dell'altra, non eravamo mai sazi. Poi il declino. Inizialmente temevo fosse un mio problema, credevo di essere stata io a mettere dei "paletti" che non mi facevano rilassare in quei rari momenti di intimità. Non ci cercavamo più, non ci pensavamo più. Per tutto il resto, il nostro rapporto è straordinario, sento che mi ama, passa molto tempo con me nonostante faccia un lavoro faticoso che lo impengna 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 (ha aperto una attività in proprio che in questo momento è la sua vera priorità), mi sostiene nel mio studio e nei miei progetti, la pensiamo allo stesso modo e si può parlare di qualsiasi argomento. Spesso, rinuncia ai suoi impegni per me (naturalmente non a quelli lavorativi) anche se io non pretendo questo, visto che l'ho sempre lasciato libero di fare e di non fare quello che si sentiva. Ultimamente però, mi sono resa conto che mi manca molto questo aspetto della vita di coppia, ho cercato di riavvicinarmi a lui credendo di risolvere il problema così, nella convinzione che l'impulso sessuale stesse solo dormendo e che bastasse ridestarlo, ma inaspettatamente ho trovato in lui un grosso muro contro cui vado a sbattere. In quelle rarissime volte che riusciamo a trovare un ritaglio di tempo e un posto (abitiamo entrambi con i genitori) in cui si potrebbe avere dei rapporti sessuali, succede qualcosa, nasce in lui un pensiero buio e quando cerco di capire di cosa si tratti mi viene risposto un semplice, ma terribile "non lo so" oppure "sono stanco". Se si incomincia il rapporto sessuale spesso non va a finire bene. L'ultima volta, parlo di qualche mese fa, durante un rapporto si è fermato perchè gli era venuto un "crampo ad una gamba"..inutile dire che poi il tutto è finito lì. Non ha più riprovato ad avere un pò di intimità con me, se cerco di parlare del problema mi da risposte vaghe e inventa problemi inesistenti come "ho paura che tu rimanga incinta" (ovviamente si sono sempre prese precauzioni) o "ho paura che ci scoprano" (purtroppo ci è spesso successo che tornasse qualcuno a casa mentre eravamo in intimità, ma non mi sembra il caso di farne una fobia). Con lui ho sempre avuto problemi nel capire i suoi sentimenti, non ama parlare di cose che lo riguardano troppo intimamente, ed io non so più cosa fare, cerco di spronarlo nel risolvere il problema, nel parlare, nell'andare da qualcuno eventualmente che ci aiuti, ma lui risponde negativamente a tutto, e poi ricomincia a far finta che questa situazione non esista. Non credo sia solo un problema suo, sicuramente anch'io ho sbagliato in passato qualcosa, ma se lui non mi aiuta a risolvere la situazione cosa posso fare? Che chiave di lettura posso avere? Come posso aiutarlo ad aprirsi (con le buone mi da risposte vaghe e con le cattive si chiude a riccio)?. Grazie per l'ascolto. Cordiali Saluti, Lucia.

Cara Lucia, dal racconto esposto si evincono alcune considerazioni che fanno riflettere sul vostro rapporto relazionale. Come prima cosa, la domanda che sorge spontanea è: come mai una giovane coppia che vive con i genitori non si sente libera di esprimere i propri sentimenti e non temere i rientri in casa durante i rapporti? La soluzione è che necessita vivere da soli, così da non trovare scuse ne ostacoli, ma non è forse un paravento vivere con i genitori per non risolvere il problema? La seconda considerazione che mi viene da fare è: non è che avete scambiato l'amore di una coppia eterosessuale per un amore fraterno? Visto la giovane età che entrambi avete, i dubbi che fra voi qualcosa si sia raffreddato esistono. Preso atto del racconto, consiglio di consultare uno psicologo psicoterapeuta della coppia proprio per capirne le dinamiche che avvengono all'interno di essa,poi può darsi che necessiti anche di una terapia individuale, ma ciò è da verificarsi dopo che è stata redatta una giusta diagnosi. Auguri.

(risponde il Dott. Sergio Puggelli)

 

Pubblicato in data 24/03/08

 

 

 

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