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Sesso, verginità e sensi di colpa (114174)

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on . Postato in Sessualità | Letto 69 volte

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Giulia 21

Salve. Mi chiamo Giulia e sono una ragazza di 21 anni. Sono una ragazza normale, solare e spigliata. Tutti mi giudicano la classica brava ragazza. Sono stata educata seguendo la religione cattolica. In particolare mia madre è la classica donna di chiesa, praticante, con incarichi di prestigio nell'ambito della mia parrocchia. Si è legata ancora di più all'ambiente religioso dopo la morte di mio padre, avvenuta in mia presenza quando avevo solo 11 anni. Sin da piccola frequento un ambiente cattolico, ho frequentao il catechismo fino al 2 anno post-cresima, ho fatto a mia volta la catechista e i miei ragazzi sono stati sempre chirichetti, catechisti e simili. Sono stata con tre ragazzi: tutte storie serie, durante minimo un anno e massimo quattro. Questa piu lunga è quella appunto con il mio attuale ragazzo! Un ragazzo dolce sensibile che mi rispetta e mi ama. Lui ha ben 10 anni piu di me e naturalmente desiderebbe fare sesso con me. Noi abbiamo una nostra intimità, ma non riuscimo,o meglio non riesco a decidermi a fare il grande passo. Ho paura di cambiare, di non essere più considerata la brava ragazza che tutti conoscono. Diciamo che non ho mai avuto un bel rapporto con il sesso, sin dai primi impatti. Il mio primo ragazzo mirava solo a quello. Io avevo 14 anni ed ero molto fragile all epoca: lui giocava sul fatto di essere più grande di me ( di 4 anni, 14 io e 18 lui) e mi plagiava. Grazie al cielo non facemmo sesso, ma lui ci provava in ogni secondo, mi trattava come un oggetto... si faceva toccare e appena finito l'atto scappava via con scuse orribili. Mi sentivo usata, piangevo tutti i giorni, ma non avevo il coraggio di lasciarlo. Arrivai pure a consentirgli il sesso anale, me ne vergogno, ma è cosi... era solo per non perderlo... io non provavo nulla, non volevo e lui lo sapeva ma approfittava della mia debolezza. Poi un giorno incontrai un altro ragazzo, un ragazzo dolce e tenero che mi fece capire che non tutti i ragazzi sono così "maniaci". Mi innamorai di lui. Presi coraggio e lasciai il mio ragazzo. Mi misi con questo ragazzo molto dolce. Lui non voleva fare sesso, era molto credente. Diceva che il sesso andava fatto dopo il matrimonio. A me stava più che bene, anche perchè avevamo una nostra intimità, ma molto più dolce e passionale di quella con il mio ex. Era tutto molto tenero. Intanto il mio ex iniziò a mettere in giro voci sconvenienti su di me e sulla mia vita sessuale inventandosi di tutto. Mia madre era disperata, sapeva che niente di quello che diceva il mio ex era vero, ma ci soffriva. Lei che aveva sempre considerato le ragazze che facevano sesso delle poco di buono, non riusciva ad accettare le calunnie su di me. Comunque questa situazione si placò dopo qualche mese, le voci si zittirono e tutto si calmò. La storia con il mio ragazzo dopo 2 anni giunse al termine. Dopo qualche mese incontrai il mio ragazzo attuale. Era il mio catechista di quando avevo 13 anni. Non ci vedevamo da molto. Io ero cresciuta. Lui no, dimostrava a mala pena 20 anni! Ci siamo innamorati e lo siamo ancora oggi. Io so che con lui vale la pena fare sesso. Voglio farlo con lui con tutta me stessa, perchè lo amo come non ho mai amato nessuno prima d'ora! Sarebbe dolcissimo, bellissimo, perfetto! Ma.. c'è qualcosa che mi frena e vorrei capire cosa. Sarei grata se analizzata la mia situazione mi aiutasse qualcuno del vostro staff! Grazie mille.

Cara Giulia, la difficoltà a seguire il tuo desiderio è il condizionamento familiare, sociale e religioso, sei talmente condizionata dall'esterno da ipotizzare che la tua validità di figlia e di individuo possa venire meno nel momento in cui concretizzerai il tuo desiderio, ma se provi a razionalizzare ti accorgerai che la tua vita sessuale non può modificare nè il rapporto con tua madre, nè tanto meno il tuo essere un buon soggetto sociale. L'unico aspetto che devi affrontare con consapevolezza è quello religioso, infatti, se per te arrivare vergine al matrimonio è di fondamentale importanza non farlo potrebbe far sorgere dei sensi di colpa. La fede è un qualcosa a cui ognuno di noi risponde secondo modalità soggettive quindi soltanto tu puoi decidere se puoi superare o no questa regola imposta dalla fede. Auguri.

(risponde la Dott.ssa Maria Assunta Consalvi)

Pubblicato in data 21/02/08

 

 

 

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