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Sessualità (070436)

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Patty 30 anni, 18.02.2004

Salve, come spesso capita il problema che devo sottoporvi è di carattere sessuale ma non riguarda me direttamente ma il mio ragazzo.
Siamo insieme da pochi mesi e il nostro primo rapporto fisico è stato bello ma piuttosto difficile.
La sua erezione durava molto poco e il pene non era completamente dritto e questo prima mi ha un po' spaventato perchè pensavo di essere io il problema e poi invece lui mi ha speigato la sua storia passata.
Come tanti ragazzi lui ha perso la verginità a 16/17 anni con una prostituta e successivamente ha spesso e volentieri frequentato quel giro di donne (vuoi anche per una non rosea situazione famigliare in cui i suoi genitori l'hanno sempre fatto sentire un fallito rispetto a sua sorella dandogli anche colpe assurde come l'essere concausa del loro divorzio).
In seguito si è calmato riprendendo gli studi in un'altra scuola (in quella che frequentava era ormai diventato un teppista per tutti)ma la cosa è durata poco.
A 19 anni ha ripreso a frequentare la strada di notte facendo anche esperienze attive e passive con transessuali (mi ha anche confessato che non gli è dispiaciuta la cosa).
Poi ha incontrato una ragazza di cui si è innamorato e la cosa sembrava terminata. A 22 anni lei l'ha tradito e lui è ricaduto nel solito circolo vizioso.
Si è isolato da tutti e a iniziato una sorta di autolesionismo masturbandosi davanti al computer con filmini e cose simili anche per intere nottate.Adesso ha 30 anni sono 3 anni che è senza lavoro.
Dice di non riuscire a combinare niente di buono e anche se mi ringrazia mille volte al giorno di stargli vicino ancora adesso (vuoi che siamo anche in due città distanti quindi ci si può vedere poco)di notte si masturba per ore e poi la mattina non riesce ad alzarsi dal letto perchè si sente stanco morto e si arrabbia con se stesso perchè non riesce ad uscirne.
Io gli ho consigliato di prendere un appuntamento con qualcuno di esperto ma lui si rifiuta perchè sua madre da piccolo l'ha imbottito di farmaci per calmarlo e ora dei medici in genere non si fida per nulla.
Vi prego datemi un consiglio su come posso aiutarlo senza però invadere completamente la sua intimità.
Penso che confessare alla propria ragazza l'autoerotismo visto come una malattia (lui si dichiara schiavo di questa cosa)sia molto difficile e quindi apprezzabile ma io non so come aiutarlo. Patty

Cara Patty la situazione da te presentata è piuttosto complessa. Il tuo ragazzo ha bisogno di essere aiutato in maniera concreta e questo può essere fatto soltanto con l'ausilio di uno psicoterapeuta ancora meglio se specializzato in problematiche sessuali legate alla compulsione. Da come hai presentato il caso si può ipotizzare che il malessere con cui il tuo ragazzo convive da anni è strettamente legato alle dinamiche famigliari e più esattamente alla mancanza di una base sicura a cui fare riferimento. La tua presenza e il tuo affetto sono sicuramente importanti ma non bastano. La ricerca di una sessualità diversa, la masturbazione compulsiva e l'incapacità d'incanalare la propria energia vitale in attività che gli permettano di dare senso alla propria vita sono sintomi di un profondo disagio psichico che può essere affrontato e superato soltanto con competenza. La psicoterapia e la terapia farmacologia, se necessaria, sono le vie d'elezione che possono far raggiungere la meta. Auguri
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