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Sessualità (100248)

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Laura 34

Salve. Sono una donna di alto livello culturale, molto femminile, con un'intensa attività sessuale e legata da un profondo amore ad un compagno intelligente e sensibile col quale ho già discusso approfonditamente dell'argomento che sto per presentarvi. Vorrei sapere se desiderare fortemente di essere un uomo, soffire addirittura per il fatto di appartenere al sesso femminile, ad un immaginario femminile che si non è mai accettato, e senza tuttavia aver mai provato alcuna attrazione per nessuna donna, significa essere omosessuali. Per quanto io desideri soltanto gli uomini, non mi sono mai sentita partecipe del mondo delle donne, con le quali non sono riuscita a comunicare pienamente. Non ho avuto amicizie profonde con donne, per esempio, non provando interesse per lo scambio umano che mi proponevano, ma al contrario mi sono sempre sentita in perfetta sintonia soltanto con gli uomini (dai quali ero spesso rifiutata perché molto "bambina" o ricambiato con interesse sessuale). Quando faccio sesso col mio compagno, mi comporto e sento assolutamente come una donna e trovo questo soddisfacente, ma nelle mie fantasie, quando sono sola, sono sempre e soltanto un uomo. E' come se avessi due vite, una esteriore da donna ed una interiore da uomo. Ho amato molto mio padre, che consideravo più interessante e affettuoso di mia madre, ma di lei non accettavo soprattutto il ruolo sociale e la mancanza di spirito intellettuale. E' come se sentissi di vivere una vita che non mi appartiene, perché la mia vera vita sarebbe stata quella di uomo, non di donna. Non capisco, tuttavia, come questo possa conciliarsi con la mia condizione attuale di pieno appagamento affettivo col mio compagno. Vorrei sapere se è opportuno che cominci un percorso con uno psicologo o se invece mi trovo in una condizione "normale". Grazie per qualsiasi aiuto possiate darmi.

Cara Laura iniziare un percorso per conoscere, più approfonditamente il proprio inconscio non è mai un errore quindi iniziare una psicoterapia può essere utile per spiegare i dubbi citati. Dal racconto pare che si tratti di un disturbo d'identità di genere non altrimenti specificato,con un complesso edipico non del tutto assorbito, le fantasie descritte possono rientrare nella normalità, se queste non sono delle vere ossessioni. L'idea di rivolgersi ad uno psicoterapeuta è un ottima soluzione.

(risponde il Dott. Sergio Puggelli)

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