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Sessualità (102721)

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Stefano 46

Vivo dall'eta' di 17 anni in una "comunità",mio padre era molto assente, la sua unica occupazione era il lavoro di operaio che lo impegnava anche per 14/15 ore al giorno, mia madre lavorava in casa e la sua preoccupazione maggiore era il fare "bella figura", non ci hanno fatto mancare nulla materialmente, ma non c'era una maturita' affettiva nei miei confronti, ho un fratello maggiore di un anno che mi ha seguito nella comunita'. Io da piccolo ero molto vivace, e mettevo in difficoltà i miei genitori, mi hanno fatto fare anche l'elettroencefalogramma per cercare i motivi, con il senno di poi penso che facessi delle provocazioni che gli mettevano in difficolta'. Mio fratello invece era il bravo ragazzo, studioso, aveva amici, ragazze. Ho sempre sentito un grande bisogno di affetto, di accettazione. All'eta di 15 anni ho iniziato a frequentare un gruppo di giovani, tutti piu' grandi di me, che poi ha fondato una comunita'. Il "capo"di questa comunita' ha 30 anni piu' di me', e quando avevo 16 anni mi ha "coinvolto" in un rapporto sessuale con lui, secondo le sue idee doveva servire per coinvolgerci maggiormente. So che all'interno della comunita' è capitato a quasi tutti i maschi, ma non se ne parla apertamente. Non mi riesce avvicinarmi ad una donna, solo da 3anni ho iniziato una relazione segreta con una donna sposata, ma non riesco ad avere rapporti completi, al momento della penetrazione perdo l'erezione, quando mi masturbo non accade. Mi sono sempre masturbato molto,e faccio molto uso di pornografia. Da un po' di tempo sto ripensando a quando ho avuto questi rapporti omosessuali,con molta rabbia, e costruisco fantasie violenti nei confronti di chi mi ha violentato. Vorrei parlarne con un esperto,ma non so come fare. Grazie

Gentile Stefano, è molto probabile che i problemi di erezione che ha in questo momento siano dovuti all’episodio che mi ha raccontato. Non so se in quel momento lei l’abbia vissuta come una vera e propria violenza, ed è pur vero che a 16 anni capita di avere curiosità di tipo omosessuale, anche se in seguito si fa una scelta eterosessuale. Ciò che mi sembra probabile però è che lei non abbia avuto né lo spazio né il modo di elaborare questa esperienza, che adesso le sta creando difficoltà. Credo si possano spiegare in questo modo i pensieri e le fantasie rabbiose che ha nei confronti di quest’uomo. Il mio parere è che lei abbia bisogno di elaborare quanto le è successo, anche in riferimento ai rapporti all’interno della sua famiglia; per far questo, la cosa migliore è cercare uno psicoterapeuta adatto. Può trovarne diversi nominativi sul sito www.psicologi-italiani.it, oppure chiedere consiglio al suo medico curante, o ancora recarsi al Dipartimento di Salute Mentale dell’ospedale della sua città. Molti auguri

(risponde La dott.ssa Serena Leone)

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