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Mariah 41

Sono una donna brasiliana di 41 anni, sposata da 2 anni con un uomo di 60 anni. Abbiamo una vita bella e tranquilla. Ho un figlio di 15 anni, nato dal primo rapporto avuto appena arrivata in Italia. In Brasile sono stata violentata dal mio ginecologo. In Italia il padre di mio figlio che all'inizio non lo voleva è riuscito ad avere l'affidamento totale (parentela politica) e io vedo mio figlio ogni 15 giorni. Ho sofferto per via di diverse delusioni affettive. Col tempo, dopo l' ultimo rapporto avuto prima di conoscere mio marito, ho deciso di cambiare dentro. Sono una donna che ha sempre vissuto completamente un rapporto sessuale, ma con mio marito è rimasto un trauma, tanto che forse incosciamente ho deciso di non fare più riaffiorare quella parte così forte di me. Sto insieme a lui da 5 anni. La nostra vita è piena di viaggi, dialoghi: lui mi sostiene in qualsiasi cosa io faccia. Ma dall'anno scorso è riapparsao una vecchia fiamma con cui ho avuto per l'ultima volta un rapporto molto intenso. Questa fiamma è un regista, parla la mia lingua, si interessa della mia cultura. Con mio marito sto avendo un po' di disinteresse sessuale. Mio marito fuma, gli piace bere, dormire fino a tardi, è un sedentario e ha problemi nel toccarmi, non si cura molto nell'aspetto fisico, è un intellettuale, artista e design. Io amo essere toccata, stimolata ecc. Lui mi dice che da quando gli hanno fatto solletico non riesce a godere del contatto sessuale. E questo regista mi ha toccato una parte profondissima, anche se non è successo niente. Lui è molto attratto da me e io gli ho risposto scrivendo delle gran belle poesie erotiche. Mio marito mi fa sentire sicura, con lui ho cambiato la mia vita, ma manca quell'altra parte che richiama la mia terra selvaggia. Vorrei un consiglio: non intendo tradirlo, ma non ho neanche voglia di soffocare la mia bella e splendida sessualità. E nello stesso momento mi piace scambiare con l'altro le telefonate, sms. Mi chiedo sempre se questo regista non rappresenti una sorta di attacamento al passato. Attendo un vostro riscontro e vi ringrazio.

Cara Mariah, l'unico consiglio che posso darti è di chiarirti le idee! Uno psicologo non è un moralista e non giudica le situazioni, catalogandole come giuste o sbagliate. Personalmente preferisco il termine funzionale o non funzionale! Se tradire tuo marito ti serve ad appagare quella parte che manca al tuo rapporto, andandolo in realtà ad arricchire, allora "funziona" e forse è la scelta migliore, ma se pensi che questo potrebbe ferirlo terribilmente, che ti lascerà o che comunque non potrà mai perdonarti, allora "non funziona" ed è meglio lasciar perdere. Personalmente ti direi di affrontare tuo marito e raccontargli i tuoi desideri, anche se l'avrai fatto molte volte, dovresti provarci ancora, dirgli che ti senti bloccata nella tua sessualità, che hai voglia di esprimerti al meglio, che vorresti avere proprio da lui certe attenzioni. Potresti anche confessargli questa tua attrazione per il regista che pensi potrebbe darti proprio quello che manca al tuo rapporto, ma che tu non intendi rinunciare a tuo marito. La scelta resta però tua!

(risponde la Dott.ssa Sara Ginanneschi)

Pubblicato in data 06/08/08

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