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Sessualità (140405)

on . Postato in Sessualità | Letto 3 volte

Unk 23

Gentilissimo/a Psicologo/a, mi rivolgo a Lei perchè da un anno a questa parte mi è sorto un dubbio: sono eterosessuale o omosessuale? Come mi è sorto? Diciamo per ossessione, nel senso che un giorno, preso dall'insicurezza che mi faceva guardare con aria affascinata qualsiasi uomo che incrociavo perchè migliore, più bello, più muscoloso, ecc ecc, mi sono chiesto "Ma non è che mi piacciono gli uomini?".
Bhè, il problema è che da quel giorno, non so per quale strana dinamica, è scattata dentro di me una molla che analizza qualsiasi situazione col filtro etero/gay. Provo a spiegarmi meglio con degli esempi: mentre prendo appunti all'università: ma la mia calligrafia è da uomo o da donna - e di conseguenza, sono etero o gay? Quando un ragazzo mi guarda: penserà che sia gay? Quando socializzo con una ragazza: ecco, mi trovo bene perchè sono gay. Per non parlare della postura durante una camminata. E' come una spinta a fare qualcosa che non voglio fare, una sorta di "feticismo" (o gusto del proibito) se così lo si può chiamare che mi sta letteralmente rovinando la vita. Perchè come può intuire non c'è più situazione che riesca a vivere spontaneamente, parlo in un certo modo perchè se parte l'acuto durante una risata, voilà, gay. Niente sciarpe colorate perchè sennò...Niente canzoni sdolcinate, sennò. Premetto che tutte le volte che mi costringo a fantasticare su un uomo (una sorta di prova del 9, vedo un bel ragazzo e mi chiedo "come sarebbe andare a letto con lui?") non ho nessuno stimolo sessuale, ma è che ormai il "desiderio di capire" è diventato talmente forte che condiziona ogni mio istante. Credo che ai fini di una risposta adeguata possa interessarLe il fatto che, almeno fino all'anno scorso, ho avuto decine di esperienze sessuali etero pienamente soddisfacenti. Dico fino all'anno scorso perchè da quando ho iniziato a chiedermi se sono etero o gay quel filtro di cui parlavo prima si è posto anche nei miei momenti più intimi e, porcamiseria, non riesco più a "godermi" (questo, per fortuna, non letteralmente) nemmeno quelli. Non penso di essere stato chiaro, perchè non ho chiarezza nella mente e non saprei proprio come trasmetterla su un foglio, però dovreste servire anche a questo voi psicologi, no?! Mi rendo conto che avrete centinaia di problematiche più serie di questa a cui rispondere, ma se trovaste tempo anche solo per poche righe. Ringraziando in anticipo, cordiali saluti, un ragazzo -troppo- insicuro.

Caro Unk, la dicitura finale sono un ragazzo troppo insicuro mi lascia molto perplesso poichè nella tua lettera ci sono tutte le caratteristiche di una persona insicura e scollegata con la realtà sociale e sessuale, non per insicurezza, ma per la mancanza di conoscenza. La tua giovane età è classica per porsi delle domande alle quali attendi risposta, ma se analizzi bene ciò che hai scritto la risposta la trovi nelle tue parole ( se sono reali ) e cioè che i rapporti eterosessuali sono sempre stati soddisfacenti, i pensieri omosessuali sono naturali poichè l'omosessualità è latente in tutti noi e avere dei pensieri non significa esserlo. Per darti maggior certezza delle tue affermazioni ti consiglio di consultare uno psicologo psicoterapeuta che può aiutarti nel ritrovare quell'equilibrio esistenziale che libera i tuoi pensieri da ombre e dubbi. Auguri

(Risponde il Dott. Pugelli Sergio)

Pubblicato in data 03/12/09
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