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Sessualità (144021)

on . Postato in Sessualità | Letto 6 volte

Claudia 21

Salve, sono una ragazza di 21 anni, il mio ragazzo ne ha 24 e stiamo insieme da diversi anni (5). Non è il mio primo ragazzo, ma siamo innamorati e pensiamo di mettere su famiglia insieme fra un paio di anni. Il mio problema è che ultimamente, in realtà da circa un anno, faccio fatica ad avere dei rapporti con lui. Non solo non ne ho voglia, ma proprio faccio di tutto per evitarlo in quanto la cosa provoca in me disgusto e repulsione. Inizialmente durante la penetrazione sentivo solo bruciore e secchezza, ma adesso anche solo toccarsi per me è diventato un problema. La scorsa settimana abbiamo guardato insieme un film comico/demenziale, senza scene di nudo ma con molte allusioni anche esplicite alla sfera sessuale, e io ero disgustata. Lui invece, in diversi punti, rideva e trovava il tutto molto divertente. Da quel giorno non riesco più neanche a pensare di avere dei rapporti con lui. In seguito a quell'episodio ho deciso di chiedere aiuto in questo sito. Cosa posso fare? Da cosa può essere provocata questa repulsione? Grazie, un saluto.

 

Cara Claudia, non è facilissimo capire davvero che sta succedendo, ma forse piano piano, facendo delle ipotesi si potrebbe intanto fare un pò di chiarezza. I sintomi che tu descrivi potrebbero far capo ad una forma di "vaginismo", che è un classico disturbo con una doppia matrice organica e psicologica. Il disagio che tu provi, che addirittura si trasforma in repulsione, presenta infatti una sintomatologia organica, ma è da considerare assolutamente correlato con delle angoscie interne proiettate nel malessere che diventa alla fine una forma di resistenza e respingenza dell'intimità. Spesso si può far capo ad una educazione rigida o a esperienze precedenti di tipo traumatico mai risolte o ad una difficoltà pur rimossa di avere una relazione con il proprio compagno, come un rifiuto di cui non si riesce a prendere coscienza. Le origini pur tante portano comunque alla stessa conclusione e cioè che non bisogna assolutamente svilirsi o scoraggiarsi e se il disagio non è legato a una condizione di stress e scompare naturalmente e in tempi brevi, bisogna approfondire e bonificare le cause dell'angoscia, evitando di scadere nel senso di persecutorietà che di solito questo tipo di disturbi provoca. Un abbraccio.

(Risponde la Dott.ssa Bosa Lucia Daniela)

Pubblicato in data 22/06/2010
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