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Sessualità (180208)

on . Postato in Sessualità | Letto 9 volte

Franco 37

Buongiorno gentile specialista. Sono un ragazzo, si fa per dire, di 37 anni e scrivo da Napoli. E' la prima volta che affronto, anche se in maniera cosi anonima, magari per vigliaccheria non so, un argomento tanto delicato che mi riguarda. Se sono arrivato al punto di farlo, dare quindi un inizio è perchè proprio non ne posso più. Sono il primo di tre figli, ho un fratello ed una sorella più piccoli e per fortuna entrambi i genitori. Da sempre, dalla mia adolescenza, avverto una enorme carenza affettiva, inspiegabile, ma che mi procura enorme sofferenza. Non so perchè, ma sento che la persona più importante della mia vita, una delle poche ragioni di vita, è il mio nipotino per il quale farei qualsiasi cosa, ed al quale, chiedo continuamente conferme sull'affetto che prova per me, facendo anche delle stupide differenze con gli altri parenti. Forse desidero sentirmi dire sempre che sono lo zio migliore al quale lui vuole tanto bene. In poche parole ho bisogno di continue conferme. Grazie a Dio ho un lavoro stabile da tredici anni e in questo ambito come nelle amicizie, cerco di dare il massimo per sentirmi apprezzato e, devo dire che ci riesco. Provo immensa gioia quando dimostro d'aver fatto cose buone e quando riesco ad aiutare altri in difficoltà. Apprezzo i risultati e mi congratulo con me stesso. Ma il nocciolo è ben altro, sarà per la mia enorme esigenza di affetto, protezione comprensione etc.. il motivo per cui vengo assalito da continui dubbi ai quali non riesco a dare una risposta. Ho vissuto nella mia vita e precisamente all'età di 18 anni un grande amore, nato tra i banchi di scuola. La storia è durata per due intensi anni, ci volevamo bene e ritengo sia stato Amore. Poi la cosa è finita fino ad arrivare a periodi più recenti vissuti con pochi, ma intensi innamoramenti miei, ma non corrisposti. L'unica cosa sicura è che le donne che corteggiavo approfittavano della mia disponibilità e delle mie continue attenzioni, ma quando capivano che ciò era motivato da un interesse sentimentale si allontanavano. Così il mio senso di solitudine e il mio non riuscire a realizzare in questo campo nulla di buono spinto anche da un'ottima predisposizione verso i bambini e con sani principi riguardo la famiglia, ho cominciato ad immaginarmi diversamente. In ambiti diversi ho sempre fatto nuove e sane amicizie, a lavoro, al teatro etc..., ma man mano ho notato in me una frequente predisposizione verso persone del mio sesso. Nel senso che sentivo e sento di provare attrazione per donne e uomini, ma rispetto a questi ultimi vedo in loro il desiderio mio, di ricercare magari quella protezione, quell'enorme affetto che tanto desidero. Non penso assolutamente ad avere rapporti con loro, ma immagino giornate trascorse insieme magari a raccontarci, a ricevere carezze, coccole etc.. Immagino e desidero un continuo elargire amore fatto di parole, gesti che sarei prontamente disposto a ricambiare perchè vi assicuro che nel mio cuore se ne troverebbe tantissimo. Adesso smetto di annoiarvi e vengo alla domanda : ma cosa sono diventato e cosa cerco realmente dalla vita, perchè sono angosciato ed assalito da mille dubbi? Come posso riscoprirmi e comprendere la mia vera identità? Grazie.

Caro Franco, dal racconto si evince il timore di non aver chiara la propria sessualità perchè ci sono attrazioni per entrambi i sessi. Nello stesso tempo c'è una carenza affettiva che provi in famiglia, questo tipo di dubbio o gelosia è classico nei figli maggiori poichè si sono visti invadere il proprio spazio dal nuovo nascituro e come è giusto, il genitore cerca di accudirlo per primo poichè il maggiore è già stato perlomeno svezzato. Visto il dubbio che ti assale nel pensare a quale sia la tua sessualità, ti consiglio di intraprendere una psicoterapia per capire ciò che ti disturba realmente e ti angoscia nel definire la tua identità. Il terapeuta ti aiuterà in questo processo esistenziale e così potrai avere idee chiare sulla sessualità. E' necessario affrontare il percorso senza nessun timore. Auguri.

(risponde il Dott.Sergio Puggelli)

 

Pubblicato in data 7/04/08

 

 

 

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