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Maria Sole,20anni (6.2.2002)

Sono una ragazza di venti anni,adottata dalla nascita.Per tutta l'infanzia,ho frequentato un gruppo di bambini adottati come me.Tra questi ce ne era uno in particolare che si chiamava Josè.Successivamente,ci siam persi di vista per alcuni problemi familiari.Nel 1995,ci siamo incontrati nuovamente ed abbiam deciso di stare insieme.Io avevo 12 anni e lui 14.Per me,stare con lui,non significava nulla poichè ero ancora piccola e volevo solo imitare le mie coetanee che,a quel tempo,avevan i loro primi ragazzi.
La cosa,però,è diventata seria e la storia è durata due anni.Non mi sarei mai aspettata di amarlo e di amarlo così profondamente.Lui è un ragazzo adottato,figlio di genitori che lo hanno spesso disprezzato e,quindi,ha un carattere debole ed insicuro.Forse,è anche per questo motivo che io mi sono sempre sentita come una madre per lui e l'ho amato con tutta la mia anima.All'improvviso,mentre effettivamente tutte le cose andavano bene tra noi,ha deciso di lasciarmi e mettersi con un'altra.Il mondo mi è crollato completamente addosso ed ho smesso di vivere.Avevo quasi quindici anni e non ero pronta ad una batosta del genere.Non ho mai smesso di amarlo e di sperare in un suo ritorno.
Alla fine del 1999,però,dopo molta sofferenza,ha deciso di tornare da me ed ho ricominciato a vivere di nuovo.Nessuno potrà mai comprendere quale gioia io abbia provato poichè era come risvegliarsi dalla morte.Tutto,all'inizio,andava bene,ma,poi,con il passare del tempo,le cose sono peggiorate sempre più.La sua insicurezza,in luogo di diminuire,era aumentata fino a toccare l'apice ed io,al contrario,ero diventata più forte,sicura,decisa.I suoi genitori(in particolar modo la madre)non facevano altro che denigrarlo e dirgli di continuo che non valeva nulla;io cercavo di consolarlo,di aiutarlo e di fargli comprendere che ce la poteva fare benissimo.Io andavo benissimo a scuola,avevo molti hobbies,ballavo in una palestra,ero molto apprezzata e stimata da tutti e lui,solo,non aveva l'attenzione di nessuno.Sua madre continuava a dirgli che non valeva nulla e che avrebbe dovuto essere come me,ma.......non aveva le palle-diceva lei.Questo fatto,più che avvicinarci,ci ha divisi completamente ed ha scatenato in lui una gelosia,quasi un odio tremendo nei miei confronti.Io lo amavo-forse lo amo ancora-lo amavo infinitamente e ,per lui,ho sopportato veramente di tutto.Mi insultava,mi denigrava,mi diceva che io mi credevo troppo superiore a lui,che non ero modesta-come lo era lui-che mi davo arie....Io accettavo tutto e gli dimostravo tutto il mio amore.I nostri rapporti sessuali erano per lo più soddisfacenti,abbastanza spinti,con la differenza che l'orgasmo è stato ragginto da entrambi un pò in ritardo.Ma,forse,questo è stato uno dei lati che maggiormente ci ha uniti
Pensavamo entrambi che il nostro fosse VERO AMORE e che nessuno potesse mai più dividerci.Lui era-ed è-una persona dolcissima,bisognosa di affetto,di attenzioni.E' leale,sincero,vero,fedele.Comunque,tutti i problemi inerenti al suo carattere ci hanno divisi-per sempre.Abbiamo passato,infatti,l'estate del 2000 al mare insieme e,dopo continue liti,doposvenimenti da parte mia,dopo insulti da parte sua,dopo che i suoi genitori avevan continuato a fargli il lavaggio del cervello per un anno dicendogli che non eravamo fatti l'uno per l'altra perchè troppo diversi,LUI HA DECISO DI LASCIARMI DEFINITIVAMENTE.Io SONO MORTA.Ho passato un anno di inferno,andando male a scuola,rischiando persino di essere bocciata all'esame di stato.Ma la cosa peggiore è stato quando ho cercato di uccidermi ed ho iniziato a desiderare di morire.E' stato un periodo orribile.Ho cercato di parlargli e di fargli capire che tutti i nostri problemi erano risolvibili,ma lui non ne ha più voluto sapere.La mia colpa è stata sicuramente quella di non mostrarmi come effettivamente sono.Ad esempio,quando mi diceva che io ero troppo fissata con la cultura-base fondamentale,secondo me,dell'educazione di un essere umano-lui mi diceva che non era vero,mi insulatava,mi chiedeva chi mi credevo di essere,mi diceva che non capiva come parlavo perchè il mio era un linguaggio troppo forbito e,allora,indispettita,IO LO FACEVO APPOSTA A FARLO SENTIRE INFERIORE E A PARLARE E A COMPORTARMIMI IN UN CERTO MODO.Inoltre,fatto ben più grave,quando lui mi ha lasciata per la seconda ed ultima volta,ho commesso un grave atto.Presa dalla disperazione,ho tentato di distruggere la sua famiglia rivelandogli che lui ha un fratello di sangue nella stessa città dove abitiamo,ma che non sa di averlo perchè i suoi genitori,per chissà quale paura,glielo hanno nascosto.Da lì è successo un putiferio ed i suoi-che avevan sempre mantenuto un rapporto di forte amicizia con i miei genitori e che mi avevan sempre stimata ed amata-hanno tagliato ogni ponte con noi cercando di aggirare la situazione e riuscendo a non raccontargli la verità.
Tutto,oramai,è finito e non ci vediamo più da oltre 9 mesi.Io non so che mi stia succedendo,però.Ho conosciuto,quasi due anni fa,una ragazza di Roma tramite cellulare,per errore.Il nostro è stato un incontro stupendo.Da subito ci siamo intese ed io trovato una persona che,per la prima volta nella mia vita,mi ha compresa.Quando ci siamo viste per la prima volta,non so per quale motivo,abbiamo avuto rapporti sessuali.Da allora,io,ancora follemente innamorata di Josè,non ho più capito nulla.Ora io e questa ragazza siamo insieme,ci troviamo bene,molto,ci amiamo da morire e stiamo progettando di andare a vivere insieme dopo la laurea.I nostri genitori,ovviamente,non sanno nulla,se no,ci vieterebbero di vederci,ma ,comunque,sospettano.Il nostro è un rapporto meraviglioso e devo ammettere che,solo grazie a lei,ho superato pienamente il dolore che mi ottenebrava ed ho ricominciato a vivere.Lei è omosessuale ,mentre io ho spesso forti dubbi.Un pò mi ci sento,un pò no.Desideravo tanto essere madre,ma lo desideravo con Josè e non sognerei MAI una vita con un altro uomo.MAI.Lei è molto preoccupata per questo motivo e spesso sta male,teme il ritorno del mio ex ed un mio repentino abbandono.Io le giuro che non la abbandonerò mai,ma lei ha paura.
Il nostro rapporto è stupendo e la nostra intesa sessuale fortissima.L'unico problema è che io,spesso,anche se, in cuor mio la maggior parte delle volte,sento di non amarlo più,sogno Josè che ritorna da me ,che mi giura amore eterno e che viviamo felicissimi insieme.Io sono serena in questo periodo,ma non so cosa effettivamente mi stia succedendo.Vi chiedo un cosiglio.
Grazie,Distinti saluti.

Cara Maria Sole la tua storia è abbastanza complessa, cercherò di trattare i punti che a mio avviso risultano determinanti nel susseguirsi degli eventi.Un punto nodale è la scelta operata dai tuoi genitori nel farti frequentare in modo preponderante ed assiduo bambini adottati. Questa consuetudine ed il fatto di averla riferita mi fa pensare che hai vissuto quest'esperienza come una diversificazione dagli altri o comunque un'esperienza limitante nel momento più importante dell'esplorazione del mondo circostanze. E' come se le prime tappe della tua vita si fossero susseguite all'interno di uno spazio protetto dove la possibilità di sperimentare era automaticamente ridotta.L'idea che mi sono fatta in proposito è che l'essere stata tanto tempo accanto a questo ragazzo, l'aver partecipato così da vicino alla cattiva integrazione ed accettazione nella famiglia adottiva ha contribuito in modo determinante a far nascere in te un forte sentimento di protezione nei suoi confronti, un intenso amore fraterno verso quello di voi che reputavi il più sfortunato, che percepivi debole ed indifeso, incapace di poter sopportare il carico d'ingiustizie che gli veniva continuamente riversato contro.
Ti sei, inconsapevolmente, sostituita alla madre forse per compensare anche la mancanza di una tua madre genetica, l'amore che dici di aver provato o di provare ancora è un equivoco, l'hai amato in modo speciale perché ti sentivi l'unica persona in grado di capirlo, l'unica che poteva alleviare le sue sofferenze e dedicarti a lui l'hai considerato un modo per rinfrancarlo dalle sue sofferenze.Hai permesso che ti trattasse male come fa una madre con il figlio problematico, in qualche modo volevi che si riscattasse dalle offese subite, la sofferenza che hai provato nel perderlo trova giustificazione se vista come sconfitta personale di non essere riuscita a "salvarlo".
La storia che stai portando avanti in qualche modo perpetua l'esperienza già vissuta. Anche in questo caso ti senti tu la più forte, dispensatrice di felicità.Credo che questo è il momento di pensare a quello che vuoi veramente, indipendentemente da quello che le tue decisioni possono significare per chi ti sta vicino.Considerando la messa in gioco emotiva, affettiva, esistenziale e il carico di sofferenza sperimentata durante e dopo la tua prima esperienza affettiva mi sembra che le due storie si sono succedute in tempi troppo brevi e che non hai avuto abbastanza tempo per svincolarti in modo definitivo dal passato e per essere pronta ad affrontare una nuova esperienza che a sua volta presenta notevoli difficoltà.Molto probabilmente l'incontro fortuito con questa ragazza se si fosse verificato in un altro momento non avrebbe portato a niente.
Ciò non toglie che la svolta che hai dato alla tua vita non possa essere quella giusta, anche se, sarebbe auspicabile che prima d'impegnarti in modo definitivo ti concedessi la possibilità dedicarti in modo consapevole a quella esplorazione che prima forse ti è stata impedita.

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