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Sessualità (54001)

on . Postato in Sessualità | Letto 4 volte

Cristina 25 anni, 10/11/2002

Gentile Dottore, sono una ragazza di 25 anni e sto vivendo una storia d'amore con un ragazzo di 34 che sembra soffrire di un problema. Premetto che la nostra relazione, forse per la diversità d'età, forse perchè io mi sto laureando mentre lui già lavora, non è sempre serena e tranquilla, ma crediamo che ci siano tutte le premesse per essere veramente felici insieme. Tra i due il mio fidanzato è sicuramente la persona più "ansiosa", quella che spesso ingigantisce le cose e ogni tanto si chiude nei suoi silenzi e nelle sue preoccupazioni lasciandomi un po' da parte. Venendo al dunque il nostro problema è questo: noi abbiamo ora dei rapporti abbastanza frequenti, dico "ora" perchè inizialmente a causa del suo "problema" non lo erano così tanto, ma resta il fatto che soffre di eiaculazione precoce. Ovviamente non tutte le volte sono uguali, "casualmente" quando siamo stati in vacanza o in certi casi in cui forse era più rilassato, il problema non esisteva, cioè poteva durare molto, quasi fin troppo a lungo, ma nella maggioranza dei casi succede invece il contrario. Entrambi siamo convinti che sia prevalentemente una questione di stress; per altri motivi lui è già da qualche anno in cura da un analista il quale gli dice che quando sarà più sereno, quando starà meglio con se stesso e con gli altri, non ne dovrebbe più soffrire, ma per ora, per quando i rapporti e la loro sostanza siano migliorati, il problema sussiste. In sintesi vorrei sapere cosa posso fare io per aiutarlo in questa situazione. Fino ad ora sono passata dalla fase in cui gli mostravo il mio dispiacere di non avere dei rapporti "belli" per entrambi, alla fase mi accontento di star bene insieme dato che mi soddisfa in altri modi, ma penso di poter fare qualche cosa di più. Vorrei sapere se oltre a farlo sentire più sicuro del mio amore e fargli sentire la mia vicinanza e non il mio peso, posso fare qualche cosa di più, non so un atteggiamento, delle parole, al limite degli "esecizi"(non saprei neanche come definirli) che gli insegnino a controllare la sua eccitazione e soprattutto a ottenere ciò che vuole, cioè un rapporto normale e vissuto pienamente con me. So che esistono dei Centri per questo, ma non penso che ora che dopo tanto tempo sta ultimando la sua cura con l'analista, abbia la forza di rimettercisi per questo, anche perchè gli darebbe l'idea di non essere forte abbastanza da poter continuare da solo, senza psicologo, la sua vita. Se avete qualunque tipo di consiglio, suggerimento, "trucco", espediente, parole o altro che possa servire a lui e ovviamente a noi, per favore suggeritemele, sono giovane e agisco con il cuore ma anche d'istinto e magari rischio di far male. Vi ringrazio tantissimo per la pazienza e l'aiuto, il vostro sito è ricchissimo e aggiornato. Un saluto

Cara Cristina, questi sono i rimedi normalmente utilizzati: Pensare ad altro.

In genere gli uomini che vogliono risolvere un problema di eiaculazione precoce cercano, durante il rapporto, di pensare ad altro, ma questo non solo non è un rimedio, è anche un modo per deconcentrarsi e privarsi del piacere sensuale ed erotico dell’esperienza sessuale.

Creme desensibilizzanti. Sono prodotti che servono per diminuire le sensazioni sentite dall’uomo durante il rapporto, in modo da farli durare più a lungo. Il limite di questi prodotti è che rendono il rapporto meno piacevole per questa diminuita stimolazione. Masturbazione. Quando il desiderio è molto alto, molti uomini si masturbano per diminuire il desiderio ed accrescere il controllo. Questa tecnica non rappresenta una soluzione perché il livello del desiderio è solo una delle componenti dell’eiaculazione precoce.

Preservativo. Indossare un preservativo, o anche due, può servire per diminuire la stimolazione del pene ed aumentare il tempo di erezione; inoltre il preservativo protegge da gravidanze indesiderate e da malattie sessualmente trasmesse, per cui vale la pena sperimentarlo.

Posizione. La posizione del missionario non è la più indicata per chi soffre di eiaculazione precoce. E’ più consigliabile la posizione supina, che è più rilassante, con la donna sopra, che può controllare meglio i movimenti e consentire una minore frizione al pene durante il rapporto. Velocità. Movimenti lenti anziché veloci aiutano a conservare l’erezione più a lungo.

Fare l’amore. Fare l’amore, come dice l’espressione stessa, non significa solamente concentrarsi sugli aspetti genitali. Fare attenzione anche agli aspetti emozionali o affettivi può aiutare a spostare l’attenzione su altri fattori senza però deconcentrarsi o de-erotizzare la situazione. Esistono tecniche sessuologiche, ma fondamentale è il supporto di un sessuologo. Esse sono:

Tecnica start-stop. Consiste in una serie di esercizi che cominciano con l’autostimolazione e terminano in un rapporto sessuale, per imparare a controllare gradualmente l’eiaculazione. Si può incominciare con la masturbazione ed arrivare ad un punto abbastanza prossimo all’orgasmo, poi fermarsi, rilassarsi e ricominciare. Ogni volta che si ripete l’ ‘esercizio’, cercare di arrivare sempre più vicini al momento dell’orgasmo. Una volta che si conosce il proprio ‘punto di non ritorno’ è più facile conservare un maggiore autocontrollo. La stessa pratica dovrebbe essere ripetuta con la partner, ma in momenti diversi dal rapporto sessuale vero e proprio, in una situazione di petting. Il passo successivo è quello di sdraiarsi sulla schiena con la donna in posizione soprastante. Il pene viene inserito nella vagina, dopo di che, appena si sente che ci si sta avvicinando ad un punto critico, segnalarlo alla compagna, quindi sospendere per un po’ e poi ricominciare. Una volta raggiunto il controllo in questa posizione, si passa a quella laterale e solo infine si torna a quella detta del ‘missionario’, con l’uomo sopra, perché è quella in cui il controllo delle proprie sensazioni è più difficile. Di solito si può raggiungere un buon controllo eiaculatorio in 2-10 settimane di ripetuti esercizi. La tecnica dello squenze, o della compressione. Metodo ideato da Masters e Johnson e consiste in esercizi simili alla tecnica precedente, ma il controllo dell’eiaculazione avviene questa volta attraverso una pressione alla cima e alla base del pene, non appena si sente che sta arrivando il momento dell’orgasmo. La donna anziché fermarsi, quando il compagno le fa segno dell’approssimarsi del momento critico, afferra il pene eretto sotto il glande e schiaccia con forza, fino a che l’uomo non perde buona parte della sua erezione. dotti che servono per diminuire le sensazioni sentite dall’uomo durante il rapporto, in modo da farli durare più a lungo. Il limite di questi prodotti è che rendono il rapporto meno piacevole per questa diminuita stimolazione.

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