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Sessualità e matrimonio (888888)

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Cinzia 50 anni, 3.04.2004

Egr. prof. forse la mia domanda sarebbe più giusto fosse rivolta a un sociologo o a un moralista, però leggo nelle vs riposte una così grande consapevolezza , una conoscenza della psiche umana e una vera carica di comprensione, che ho deciso di inviarvela. se però non ritenete sia il caso di considerarla, fa niente.
Cestinatela pure. il mio non è forse un grande problema e probabilmente sarà frequente. sono sposata da circa 22 anni e mio marito desidera sempre fare l'amore con me. Questo è giusto e positivo.
Per problemi di lavoro ci vediamo saltuariamente .
Il punto è che forse per la lontananza, abbiamo indirizzato le nostre vite su strade parallele dal punto di vista politico, di scelte esistenziali, ecc.... così adesso, ci troviamo solo e unicamente per fare l'amore. o meglio, se parliamo di qualsiasi cosa, non siamo mai d'accordo.
Io ho deciso di non mettere più davanti le mie esigenze, nè il mio modo di pensare, accetto tutto e basta. però quando siamo a letto, anche se sto bene, non lo nego, ho un po' l'impressione di essere un oggetto.
Non sento l'atto come una manifestazione d'amore, ma come un obbligo e ho la sensazione di costituire un possesso. può essere che io abbia in mente una diversa dimensione dell'amore e anche se ho una certa età, sia ancora legata a idee platoniche.
Però veramente questo stato, oltre a non sentirmi bene con il mio coniuge, mi porta ad avere una brutta considerazione degli uomini, che ritengo interessati soprattutto al sesso e non molto ad altre dimensioni della vita, non tutti probabilmente, ma parecchi. Vi ringrazio moltissimo per l'attenzione che mi avete prestato. cordiali saluti. cinzia

Cara Cinzia, sollevi un problema importante ed hai fatto benissimo a scrivere, perchè questa risposta sarà sicuramente utile a tante altre persone.
Quando in un rapporto le cose non funzionano capita spesso, infatti, di non avere i il coraggio di parlarne, affrontando con serenità che qualcosa nella relazione è cambiato e quel che rimane di positivo non basta a riempire gli spazi di necessità-desiderio.
Si crea così una strana situazione in cui le sensazioni ricorrenti sono di routinaria assenza di specularità di se stessi e ci si sente in una linea di confine tra noia e solitudine, ma soprattutto inutilità, perchè si sente dentro di sè una grande carica, una grande vitalità, una grande voglia di amare e di essere amati e ci si deve accontentare di quel "poco", quasi sentendosi in colpa per volere di più.
Nel tuo rapporto la parte "salvata" è in apparenza la sessualità, ma è chiaro che se è l'unico spazio di coppia rimasto attivo, non basta. Nè d'altro canto mi meraviglio delle tue impressioni negative.
La verità è che la sessualità è, specie dopo una certa età, una forma d'incontro, di comunione e di comunicazione: proprio le cose che nel tuo matrimonio sono venute a mancare e senza le quali il rapporto sessuale rischia di essere solo un esercizio "ginnico".
Cosa fare?Affrontare il problema.
Cercare di parlare con tuo marito delle tue sensazioni e di quello che vi è accaduto, cercando le parole giuste e riprendendo a comunicare.
Tante volte in casi così si può rimanere veramente sorpresi delle reazioni dell'altro e si può scoprire che in fondo anche l'altro sta male e semplicemente non riusciva a sua volta a trovare una soluzione.
L'errore che fanno molti uomini è di dare un pò le cose per scontate e non riuscire a far altro che portare avanti schemi e abitudini, pensando che basti.
Esiste invece una sottile differenza tra lo star bene ed essere felici e molti uomini da soli non riescono a capirlo.
Prendi questo periodo come un momento di crescita e di rinnovamento e ricordati che le donne sono molto più fantasiose e solari degli uomini ed è forse proprio per questo che gli uomini le sposano, non tanto per "lavar loro i calzini", come sostiene qualcuno!
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