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Sessualità travestitismo (004483)

on . Postato in Sessualità | Letto 7 volte

Alessio, 35anni

Fin da bambino ho scoperto di provare piacere indossando abiti femminili, e con l'adolescenza idem. Col passare del tempo ho preso sempre più coscienza del fatto, pur conducendo senza problemi intimi una vita etero. Ora dopo separazione e convivenza nuova mi ritrovo con una donna che amo, ma con il problema di prima al limite della sopportazione, che mi crea un problema non indifferente, vista anche la componente bisex che è in me.
Ho due personalità e a volte una prevale sull'altra alternandosi. Lei ne è al corrente, mi ama e non ce la fa più a sopportare questa cosa. Io non riesco più a reprimere ciò che sono. Penso a una vita da single ora, dove posso essere me stesso/a quando voglio nell'intimità, ma da una parte l'unica donna che mi ama mi mancherebbe e so che non ne troverei un'altra come lei.
Nella vita sono un uomo insospettabile, che comunque vive "normalmente". Vorrei solo sentirmi libero, potermi accettare. Quello che sono mi va bene e mi da piacere, lei non può però accettarmi così, ma mi accetta se smetto di farlo per sempre.
Farei bene a sopprimermi? Dopo due mesi sto già male. O dovrei cercare di essere come sono, accettarmi del tutto? Perchè dovrei sbarazzarmi ammesso che si possam, di una cosa che mi da piacere? Anche lei mi da piacere, ma me ne toglie un altro.
Sono disperato.... Grazie.

Caro Alessio, il provare eccitazione sessuale indossando abiti femminili è tecnicamente definito "feticismo da travestimento". Ma, perchè una parafilia possa essere diagnosticata come tale, è necessario che sia l'unico modo che una persona ha per raggiungere il piacere sessuale. Per spiegarmi meglio, un uomo affetto da vero feticismo da travestimento non raggiunge l'erezione se non indossando abiti femminili, e non mi sembra che questo sia il suo caso. Bisognerebbe vedere però qual'è l'identità con cui si sente maggiormente a suo agio, se sia femminile o maschile, per capire se lei abbia problemi rispetto all'identità di genere. Sinceramente non credo che lei abbia due personalità, mi sembra piuttosto che lei abbia due modi di approcciarsi alla sessualità, uno eterosessuale, e uno omosessuale con una componente femminile.
Mi rendo conto che, per la persona che lei ha affianco possa essere molto difficile accettare il fatto che lei conduca una vita sessuale del tutto diversa al di fuori del rapporto, ma so anche che reprimersi è impossibile, oltre che profondamente negativo. Reprimendosi lei chiuderebbe fuori dalla porta una parte di sé, che troverebbe altri modi di esprimersi. Accettarsi è la prima cosa che deve fare, ma se accettarsi implica perdere una persona che lei ama, bisogna cercare un'altra strada. Potrebbe proporre alla sua compagna di accompagnarla da uno psicoterapeuta o da un sessuologo; si tratterebbe di esplorare i vissuti di entrambi, di capire come poter mediare tra i suoi desideri e il benessere della coppia. Credo sarebbe una cosa molto importante per voi due, lei potrebbe tranquillamente esplorare i suoi pensieri, renderne partecipe la sua compagna, e la sua compagna si sentirebbe direttamente coinvolta in un processo importante per entrambi. Le faccio moltissimi auguri.

( risponde la dott.ssa Serena Leone )

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