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Simone 25

Da circa 2 anni e mezzo ho confessato ad i miei genitori di essere omosessuale. Sono sempre stato consapevole della mia sessualita', sin da quando ero piccolo, ma essendo cresciuto in un piccolo paese ed in una famiglia cattolica sono sempre stato consapevole che la mia "realta'" non sarebbe stata accettata facilmente dalle persone a me vicine. Questo, credo abbia influenzato enormemente la mia autostima, ed il modo in cui mi sono sempre rapportato con altre persone. Non ho mai mostrato o dichiarato apertamente la mia personalita' e questo mi ha sempre lasciato chiuso in me stesso a pensare che forse quello che ero o che pensavo era sbagliato. Da quando ho parlato apertamente con la mia famiglia riguardo la mia sessualita', la mia situazione e' decisamente cambiata. La mia famiglia non ha ancora accettato la mia situazione, sono consapevole del fatto che hanno bisogno di tempo per accettare una realta' cosi diversa da quella alla quale sono abituati ma l'argomento "omosessualita" e' ancora un tabu' per loro e quello che posso vedere ogni volta che parlo con loro e' che purtoppo si vergonano per quello che sono, pensando soltanto a cosa il resto della mia famiglia e le altre persone possano pensare di loro come genitori sapendo che io sono gay. Vivo in ul atro Stato al momento e sto cercando con tutte le mie forze di vivere la mia vita senza pensare troppo ad i pregiudizi della gente. Mi sto sforzando enormemente ma credo che tutti gli anni vissuti a nascondermi nella mia realta' abbiano influenzato troppo la mia personalita'. Non riesco ad aver fiducia nelle persone che stanno cercando di aiutarmi perche' in passato non ho mai trovato il coraggio di aprirmi e parlare dei miei problemi. Non riesco ad accettare l'idea che qualcuno possa amarmi senza mentire allo stesso tempo. Sono in una relazione al momento con una persona fantastica che mi ama (ed io mi sento amato) ma allo stesso tempo non posso fare a meno di pensare che prima o poi qualcosa andra' storto. Mi trovo adesso ad essere sempre sospettoso con questa persona, come se fossi aspettando una sua mossa sbagliata che possa farmi soffrire. Non riesco a concentrari sulle belle cose provate insieme, l'unica cosa a cui rieso a pensare e' come, ipoteticamente, lui possa fammi soffrire. Ho bisogno di credere in qualcuno. Questa situazione oltre a rattristarmi enormemente e' anche dolorosa a livello fisico. Sono molto infelice e quello che vorrei e' soltanto un po' di serenita'. Ho paura di soffrire dinuovo, una sofferenza che purtoppo mi ha accompagnato per molti anni e che non penso mi abbia mai abbandonato. La ringrazio anticipatamente.

L'omosessualità è un problema sociale, che nel nostro amato paese si cerca con enorme difficoltà di risolverlo, ma con tanta fatica anche perchè tuttora esistono persone, anche nel nostro parlamento che soffrono di omofobia. Le famiglie che non accettano fra i loro congiunti chi si dichiara omosessuale hanno grosse carenze intellettive poichè essere omosessuale non vuol dire essere malato, ed inutili sono le crociate sollevate per nascondere una realtà che non si può negare. Penso che se vuoi viverla serenamente la tua vita devi aumentare l'autostima, anche con l'aiuto di uno psicoterapeuta. Purtroppo la famiglia è lenta ad accettare la tua reale convinzione di identita di genere, prima o poi dovra pure accettare, in special modo se si dichiarano cattolici praticanti.

(risponde il Dott. Sergio Puggelli)

 

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